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San Matteo sul Gargano

Martedì, 20 settembre 2016, alle ore 20.00, nel Santuario di San Matteo Apostolo in San Marco in Lamis, sarà proiettato il film “San Matteo sul Gargano” di Angelo Disanto, alla presenza di Padre Gaetano Jacobucci, ofm, Rettore del Santuario. L’opera è il risultato di un lungo lavoro di ricerca sul campo, compiuto dal Dott. Disanto, storico e antropologo, membro dell’Associazione Italiana per lo studio della Santità, dei Culti e dell’Agiografia, e del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia, autore del volume “San Matteo Apostolo. Culto e pellegrinaggi al Santuario sul Gargano”.
In particolare il film consiste nel presentare la processione in onore del Santo che si svolge ogni anno il 21 settembre, tra il Santuario e Borgo Celano.
Il film documenta uno spazio sacro e un rito collettivo, testimonianza ineludibile di un percorso identitario di devozione, che affonda le sue radici in modo particolare nella cultura del popolo di Cerignola.
Tra gli altri spunti, il lavoro presenta le riflessioni del noto sociologo Prof. Roberto Cipriani (Università Roma Tre), di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi (Arcivescovo di Foggia-Bovino) e di Padre Mario Villani, ofm (Santuario di San Matteo). Ci sono inoltre altri autorevoli interventi sull’argomento. Interessante è la profonda partecipazione dei pellegrini, in gran parte cerignolani, esplicitata con canti tradizionali, in una ritualità antica fatta di ritmo e musicalità, con voci soliste e coro. C’è un fatto caratteristico: i cantori che precedono il quadro del Santo camminano all’indietro, in modo da rivolgere sempre lo sguardo verso l’immagine recata a spalle da devoti cerignolani.

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Nella "Giornata Internazionale della Violenza Sulle Donne" in mostra le Barbie Tumefatte di Lady Be

Il 25 Novembre prossimo si terrà la Giornata Internazionale della Violenza Sulle Donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Per l'occasione lo stesso giorno l'artista Lady Be commemora la ricorrenza a Milano, quartiere Brera, inaugurando la sua mostra personale con un titolo forte “Mai più violenza sulle donne”. La mostra sarà inaugurata alle ore 16,00 presso l’Ex Studio di Piero Manzoni, in via Fiori Chiari 16, Milano “Saranno in mostra le Barbie Tumefatte di Lady Be - anticipa il critico e curatore della mostra Dott. Francesco Saverio Russo - Barbies grasse, anoressiche, nane, bionde, more, scure, calve e transessuali, tutte con i segni della violenza sui loro volti e sui loro corpi come lividi, graffi, occhi neri.

La Barbie, simbolo della bellezza perfetta e incontaminata, diviene portatrice di un messaggio molto importante: la violenza va denunciata, nessuno può farti del male, il tuo corpo è solo tuo. Ogni donna può immedesimarsi nella Barbie perché è un simbolo associato alla donna da più di 50 anni, ci ricorda il gioco delle bambine ma anche il tanto aspirato ideale di bellezza femminile”. A parlarne anche la giornalista del Corriere della Sera Roberta Scorranese: “Un livido che fa ombra su un volto perfetto si vede prima. Così come una lesione è più evidente se provocata su un ovale simmetrico, con la pelle giovane e tesa. Ferire una bambola è come aggredire quella mitezza serafica – quasi deificante – che ogni bellezza porta in sé come un marchio di fabbrica e che sembra circonfondere i fortunati di bell’aspetto al pari di una corazza, una lontananza inscalfibile. Ecco perché ci colpisce Beaten Barbie, opera dell’artista Lady Be(…)”. La prima Barbie Tumefatta di Lady Be fu presentata a Verona al Palaexpo, il 9 Giugno 2016 in occasione della Triennale dell'Arte Contemporanea e lo stesso giorno nel veronese una donna fu uccisa dall’ex convivente. Molti giornali e cronache televisive parlarono dell’opera e del femminicidio. Questa tragica concomitanza dimostra come quotidianamente avvengano, ovunque e verso qualunque tipologia di donna, episodi di violenza. Per questo nessuna donna deve sentirsi esclusa da questo forte messaggio. Non succede solo alle donne 'comuni', alle madri di famiglie 'normali' e alle mogli di uomini qualsiasi: la violenza può colpire chiunque, indistintamente si annida tra le pareti di un ambiente domestico come tra quelle dello star system. Le testimonianze rese da alcuni volti noti ne è la prova. Lady Be, attraverso le sue “Barbies” vuole lanciare il messaggio che anche con l'arte si può invitare a far riflettere le persone su questo tema. Ed è proprio grazie alla sua particolare tecnica, che l'artista riesce a riprodurre questo particolare effetto e a ricostruire i volti dilaniati da ematomi e ferite, nonostante siano volti di “plastica”. La Barbie rimane un giocattolo, una comune bambola, viene umanizzata solo dai segni della violenza. Infatti, il “Mosaico Contemporaneo” di Lady Be è un mosaico costituito interamente da pezzetti di plastica, pezzi di Barbies, altri giocattoli e materiali di recupero di ogni genere, non ridipinti ma esclusivamente utilizzati nel loro colore originale. Come disse Vittorio Sgarbi, a Verona davanti alla Barbie Tumefatta “La denuncia sarebbe stata molto più facile con un’immagine fotografica, ma l’arte è forma, non è contenuto.

Il metodo dell’opera di Lady Be è intelligente. Le Barbie vengono scomposte, rotte e ricomposte costituendo poi una forma riconoscibile di ritratto in un’estetica già inaugurata da Schnabel”. Se il noto critico pose l’accento sulla peculiarità della tecnica di Lady Be, la giornalista Alessandra Vaccari, opinionista nella puntata di “Diretta Verona” del 9 Giugno 2016 sottolineò quanto questa speciale tecnica sia importante proprio per il messaggio stesso che trasmette: “L’artista prende spunto dal “rifiuto” per far un’opera d’arte; spesso gli omicidi nascono proprio dal rifiuto della donna di continuare una relazione” Molti considerano la donna una bambola da trattare come un giocattolo e da “buttar via” o maltrattare quando ci si è stufati di lei. Allo stesso modo, i materiali di “rifiuto” di Lady Be, trovano una nuova vita nell’opera d’arte. In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, una rassegna toccante delle esperienze che hanno profondamente segnato l’esistenza di queste celebrities che da Madonna a Alanis Morrisette, passando per Rihanna e Nina Moric, dimostra quanto sia importante uscire dal silenzio e denunciare gli abusi perpetrati a danno del corpo e dell'anima delle donne. - Madonna: "Avevo 20 anni ed ero da sola a New York. Venni violentata sul tetto di un edificio in cui ero stata trascinata sotto la minaccia di un coltello alla schiena". - Alanis Morrisette: "Sono stata vittima di uno stupro quando ero adolescente. E adesso sto scrivendo un libro che racconti la storia della mia vita, mi aiuterà a liberarmi dai sensi di colpa". - Rihanna: "In quel momento, i suoi occhi erano senz’anima, non erano più gli stessi occhi della persona che diceva di amarmi. Mi chiedevo solo quando sarebbe finito tutto questo, cercavo solo di fermarlo". - Nina Morich: "Da ragazza sono stata violentata da mio padre. Negli anni ho avuto problemi di autolesionismo e anoressia perché pensavo che quel che era successo fosse colpa mia. È anche per questo motivo che sono scappata dalla Croazia a soli 16 anni". La mostra delle Barbie tumefatte di Lady Be si terrà presso l'ex studio del noto artista Piero Manzoni. Anche Pippa Bacca, nipote di Piero Manzoni, ha subito violenza, un evento molto tragico, prima costretta a subire violenza e dopo uccisa in Turchia, da un uomo che le aveva dato un passaggio. La mostra d'arte sarà inaugurata il giorno 25 novembre e sarà visitabile su appuntamento fino al 9 dicembre 2016.

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Terremoto, prevenire è meglio che curare... considerazioni di una mente semplice.

Siamo ancora a piangere i morti di un terremoto, una nuova tragedia nazionale, ovviamente in piena emergenza, c'è la protezione civile che, come al solito, sta facendo del proprio meglio e, in conferenza stampa, chiede aiuto agli italiani che attraverso i famosi SMS possono contribuire all'emergenza; mi vengono in mente le risate dell'imprenditore Carmelo Virga, gioiva pensando agli affari per la ricostruzione dopo il sisma dell'Aquila, mi chiedo chi starà gioiendo adesso per la distruzione di Amatrice, Accumoli, Arquata del tronto...
Mi chiedo perchè la protezione civile interviene dopo un terremoto, la protezione civile non dovrebbe appunto proteggere la popolazione?

La locuzione protezione civile indica gli enti, pubblici e/o privati che svolgono attività assimilabili alla difesa civile o comunque finalizzate alla tutela dell'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente dai danni - o dal pericolo di danni - che persone o cose potrebbero potenzialmente soffrire in determinate situazioni causate da disastri naturali o disastri di altra natura. (fonte wikipedia)

Non sarebbe opportuno invece utilizzare la protezione civile per mappare i fabbricati nelle zone a rischio ed attuare tecniche di protezione antisismica per adeguare ad esempio i numerosi centri storichi italiani?

Prevenzione 
Se all'atto pratico la previsione esatta di un sisma è, allo stadio attuale della ricerca scientifica, ancora lontana, il rimedio più praticabile e saggio contro i danni materiali ed umani dei terremoti è rappresentato dalla protezione attiva, ovvero dall'uso di efficaci tecniche antisismiche di costruzione di edifici proprie dell'ingegneria sismica come ad esempio l'isolamento sismico: queste tecniche allo stadio attuale sono in grado di minimizzare i danni anche di terremoti estremamente potenti e sono diffusamente utilizzate in alcune delle aree più sismiche al mondo come il Giappone. Per individuare zone a significativo pericolo sismico e a conseguente rischio sismico si fa usualmente ricorso a studi di sismologia storica, paleosismologia e a tecniche di microzonazione sismica fornendo relative mappe di rischio, mentre per valutare gli effetti di un sisma si può ricorrere a tecniche di simulazione.

E non parliamo dei costi, oggi per i primi soccorsi nelle zone colpite dal sisma del 24 agosto sono impiegate oltre 800 persone, oltre ai mezzi, e si tratta solo del primo giorno, poi ci saranno i costi della ricostruzione e questa è un'altra storia...

I costi della ricostruzione
3,2 miliardi
Sono i soldi utilizzati finora per la ricostruzione dell’Aquila e delle frazioni. Quasi 3 miliardi sono stati spesi per gestire l’emergenza immediata del terremoto – medicine, tende, acqua, cibo, coperte. Per i prossimi 3 anni (2013, 2014 e 2015) sono già stati stanziati 2,3 miliardi. Di questa cifra, circa 660 milioni sono stati stanziati per la ricostruzione dell’Aquila e della sua periferia nel 2013.
7 miliardi
È la stima fatta dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente del denaro ancora necessario per completare la ricostruzione. 6,1 miliardi sono quelli necessari per la sola città dell’Aquila. Sempre secondo il sindaco, l’Aquila avrà bisogno di circa un miliardo di euro l’anno. Secondo una relazione del ministero per la Coesione territoriale, invece, i soldi necessari sono almeno 10 miliardi. Si tratta di cifre aggiuntive rispetto a quelle già stanziate in passato e a quelle stanziate per i prossimi anni. In tutto, per ricostruire la città, dovrebbero essere necessari tra i 14 e i 20 miliardi. (fonte: il post)

Ma non è il momento per le polemiche, oggi si contano e piangono i morti...

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Terremoto di magnitudo 6 devasta il Centro Italia

Il Centro Italia è stato colpito da un devastante terremoto di magnitudo 6 alle ore 3:36 con epicentro in provincia di Rieti nei pressi di Accumoli, il bilancio delle vittime è drammatico ma solo provvisorio, 6 morti ad Amatrice, 6 ad Accumoli e 10 tra Pescara del Tronto ed Arquata.

Il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci ha rilasciato drammatiche parole a Rainews24 «La situazione è drammatica,  Molte persone sotto certamente sotto le macerie, non riusciamo a quantificarle».«Ho girato per il paese e per le sue frazioni, è tutto un crollo, a vista tutte le case sembrano inagibili, serviranno tendopoli per tutta la popolazione».

Il presidente della Regione Nicola ZIngaretti, da Amatrice «La situazione è drammatica, il centro di Amatrice non esiste più, è crollato»... «Questo è il momento più drammatico, quello in cui si sta scavando. Sono in campo tutti: carabinieri, polizia, vigili del fuoco, Esercito, Anas, Astral. Da questa stanotte è attivo il dispositivo di soccorso con un punto di prima accoglienza sanitaria; elicotteri e ambulanze stanno facendo la spola con gli ospedali di Rieti e Roma, dove sono stati portati già alcuni feriti. Intanto la protezione civile sta allestendo due tendopoli».

Primi soccorsi

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