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Smartworking, ovvero lavorare con intelligenza per vivere meglio

Lo smartworking come nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità ed autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati e della focalizzazione degli obbiettivi professionali, come definito dall’Osservatorio del Politecnico di Milano.

A parlarne il nuovo saggio  “Il lavoro intelligente” di Ugo Serena, in uscita ai primi di settembre.

Saggio che è strutturato in tre parti.

La prima è dedicata ai vantaggi ambientali, economici e sociali che questa modalità di lavoro ci sta offrendo e di come essa consentirà di allocare al meglio le proprie risorse economiche e umane, abbattendo i costi e incrementando la produttività.

Ma poiché il benessere delle persone e dell’ambiente va di pari passo con l’efficienza delle aziende si illustrano i vantaggi dello smartworking per la nostra qualità della vita, come questo sia un’occasione per promuovere le pari opportunità in termini reali, consentire a uomini e donne di gestire meglio lavoro e famiglia, permettere a persone disabili di essere considerate alla pari degli altri, lavorare pragmaticamente in modo più efficace conciliando lavoro e vita.

Meritiamo di vivere dove vogliamo e di avere tempo per coltivare i nostri interessi, le nostre relazioni, la nostra creatività e metterli in relazione con il nostro lavoro.

La seconda parte del libro è dedicata al diverso modello di management necessario a promuovere questa visione.

Un modello fondato su parametri qualitativi anziché quantitativi, un modello in cui da un sistema fondato sulla gerarchia e le procedure standardizzate si passa a una struttura costruita sulla crescita delle competenze e delle responsabilità individuali.

Infine il libro si rivolge direttamente ai lavoratori fornendo suggerimenti pratici per sfruttare nel modo migliore questa opportunità, che richiede responsabilità, organizzazione, disciplina e impegno.

Particolare attenzione è rivolta ad un modello di comunicazione costruttivo e pragmatico volto a trovare convergenze e ad evitare conflitti, finalizzato alla realizzazione degli obiettivi professionali e del benessere personale.

CHI È UGO SERENA

Ugo Serena ha iniziato sua esperienza professionale a Londra nel 1988 presso Assitalia UK.

Da allora ha lavorato per alcune delle più importanti compagnie assicurative italiane e per i principali riassicuratori internazionali.

Attualmente si occupa del coordinamento del Ramo Responsabilità Civile per Austria Central Eastern Europe e Russia per Generali CEE Holding con sede a Praga.

Da circa tre anni svolge una parte sostanziale del suo lavoro attraverso lo smartworking.

E’ autore del libro “Undrewriting il mestiere di immaginare”, di cui è disponibile la traduzione in Inglese, e dell’omonimo blog.

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DJ ANICETO OSPITE DI I.T.SVIL ALL' "HACKATHON TALENTS FOR BUSINESS" A PONTECAGNANO (SA)

Questa mattina Robbie Aniceto, in arte Dj Aniceto, uno dei dj piu’ impegnati nel sociale, guru dei sani valori nei programmi tv di Piero Chiambretti e già Membro della Consulta degli operatori ed esperti per le politiche anti-droga a Palazzo Chigi è stato ospite per l'azienda "IT Svil", società di servizi operante nel campo dell'information & Communication Technology, di un evento di alta rilevanza sociale denominato: "Hackathon Talents For Business".
L'Hackathon è una sfida che nasce con l'obiettivo strategico di offrire opportunità di confronto con il mondo del lavoro agli studenti delle scuole superiori; questa iniziativa ha fatto parte dell'evento denominato "Borsa Mediterranea Formazione e Lavoro" che si è conclusa oggi a Pontecagnano (Sa).
"Ringrazio il Ceo di I.t.Svil, il dott. Carlo Mancuso e il giornalista Mario Guarini che mi hanno proposto di partecipare a questa lodevole iniziativa" - ha affermato Aniceto raggiunto telefonicamente - E' molto bello che aziende del sud Italia diano subito un'opportunità lavorativa a studenti meritevoli appena usciti dalle scuole superiori. Sono sempre stato convinto che un lavoro gratificante possa allontanare i ragazzi dalla cattiva strada , vorrei che il governo italiano si attivasse per dare maggiori possibilità ai giovani, che troppo spesso nel mezzogiorno sono costretti ad abbandonare le proprie città di origine o addirittura emigrare all'estero per trovare un dignitoso posto di lavoro.
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Hackathon, la maratona degli informatici che cambierà il mondo.

I.T.Svil è partner hackathon, un evento che si svolge nell’ambito della Borsa Internazionale Formazione e Lavoro che si terrà a Salerno dall’11 al 13 aprile 2019 negli spazi dell’ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano Faiano.

La parola hackathon è nata nel 1999 dalla crasi dei termini hack e marathon e dai primi anni 2000 è comunemente utilizzata dalle società informatiche che organizzano giornate di confronto tra sviluppatori, cercatori di teste, startup etc.

La competizione nasce quindi con l’intento di avvicinare i giovani partecipanti al mondo del lavoro e far vivere loro un’esperienza di alto livello formativo. I ragazzi avranno la possibilità di lavorare in team, confrontarsi con gli altri, acquisire nuove conoscenze e competenze parlare in pubblico mentre le aziende potranno scoprire le capacità e la creatività dei giovani talenti.

Carlo Mancuso è CEO e fondatore della società I.T.Svil srl: “Siamo sempre in prima linea quando si tratta di investire sulle nuove tecnologie informatiche e sugli uomini che nei prossimi anni faranno la differenza in questo settore; sono molteplici i progetti seguiti attualmente dai nostri team di esperti, spaziamo dallo sviluppo di software per il settore sanità alla realizzazione di applicazioni mobile per la pubblica amministrazione e le smart city, siamo impegnati inoltre nel settore dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio della qualità dell’aria.

L’ hackathon del 2019 è organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno e gli Istituti di Istruzione Superiore: Galilei – Di Palo, Basilio Focaccia, Santa Caterina da Siena-Amendola, Genovesi – Da Vinci.

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IL FILM VINCITORE DEL CONCORSO NAZIONALE OFF

Il Concorso nazionale OFF della 20ma edizione di Sottodiciotto Film Festival & Campus, riservato ai cortometraggi realizzati in ambito extrascolastico dagli under 18, si è concluso ieri con la proclamazione del vincitore. La giuria composta dal regista Enrico Bisi, dalla documentarista Rosa Canosa e da Marco Maccarini, presentatore e autore televisivo, speaker di Radio Italia, visionati i 16 film finalisti, ha attribuito il premio – consistente nella Targa Città di Torino/Sottodiciotto Film Festival & Campus e in attrezzature tecniche – al cortometraggio:

FuoriLuogo, realizzato dai ragazzi dell'I.P.M. Ferrante Aporti di Torino partecipanti al Laboratorio di informatica multimediale (gruppo minorenni), gestito da INFORCOOP – Lega Piemonte, finanziato dalla Città metropolitana di Torino

con la seguente motivazione:
"Per la sintonia tra immagini, musica e parole che il cortometraggio riesce a far arrivare al pubblico attraverso uno stile ben calibrato".

La giuria ha assegnato una menzione speciale al film:

Fetus, realizzato da Jan Devetak (Gorizia)

con la seguente motivazione:
"Per la raffinatezza col quale viene trattato un tema particolarmente complesso e sfaccettato, più che mai attuale".

SINOSSI

Fuoriluogo (2018, 4’)

Realizzato dai ragazzi dell’Istituto penale per minorenni Ferrante Aporti di Torino per accompagnare la canzone rap “Crazy”, scritta da un compagno, il videoclip racconta l’adolescenza dei ragazzi in regime di restrizione attraverso i loro posti. Ovvero quei luoghi, quei dettagli – i muri, le strade, le panchine – che hanno caratterizzato la loro quotidianità. Spettatori della loro crescita in questo momento sono posti lontani, ricordi a cui appendersi nell’attesa di uscire da un circuito complesso. Non si vuole rappresentare l’oppressione del “dentro” in questo lavoro; piuttosto si vuole cogliere la forma della libertà vissuta lì fuori. I suoni della reclusione ed il testo musicale accompagnano il pensiero sulla libertà di viversi quei luoghi, sul fatto che vedere quella libertà non basta, perché forse bisogna anche sentirla dentro.
Gli operatori del laboratorio di Informatica Multimediale, l’attività mattutina in cui è stato prodotto il video, sono andati a caccia di quel tesoro, alla ricerca dei luoghi vissuti e consumati per riportare ai ragazzi quelle immagini, per far scaturire una emozione, l’unica vera fonte di apprendimento, e per gettare le basi di un lavoro congiunto in cui tutti si sono messi in gioco. FuoriLuogo è la sensazione di sentirsi fuori posto, di rimanere all'angolo aspettando di tornare nel proprio posto che garantisce un ruolo; nel bel mezzo del tumulto degli eventi gli attori cambiano, ma i luoghi rimangono gli stessi.

Fetus (2018, 3’)

“So di non essere il solo, a sentirsi isolato di fronte all'immensità del mare. Passeggio sulla spiaggia e osservo le onde accarezzare la sabbia. Improvvisamente vi intravedo il corpo di una ragazza. La sua carnagione scura e i vestiti inconsueti mi fanno pensare che non sia di qui. Ha un aspetto malandato, tipico di chi è reduce da un lungo e spiacevole viaggio. Non sapendo se chiamare aiuto o meno, mi avvicino a lei per osservarla. È distesa immobile. Appena i suoi occhi marroni e spaventati vedono il mio volto, si posano su di esso. La sua espressione è un misto di terrore e malinconia”.
“Il ragazzo che mi accolse sulla riva del mare era diverso da quelli che ero solita vedere. I suoi capelli biondi e gli occhi verdi coprivano quel timido sole che fino a pochi attimi prima mi scaldava con i suoi raggi. Non riuscivo a muovere il corpo e mi misi a piangere. Quel ragazzo che ora sta cercando di soccorrermi sarebbe potuto essere mio fratello, se quest'ultimo non fosse morto in guerra l'estate scorsa. La mia famiglia non c'è più, casa è lontana. Ho amato e odiato il mio Paese, che tanto ha saputo darmi quanto sottrarmi. Sono fuggita in una terra dove sarò per sempre una straniera, odiata da tutti per il semplice fatto di essere diversa. Avessi potuto, non avrei agito così. Sognavo una vita normale, ma è stato deciso che non potessi viverla”.

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Imperfetto orario, il nuovo album del Bardo 5et

Imperfetto Orario, primo lavoro discografico del Bardo 5tet, è un titolo che al tempo stesso è un concept musicale e di vita. Giovanni Baleani me lo ha descritto come un momento che abbiamo vissuto in molti, musicisti e non: trovarsi ad affrontare una prova in un momento in cui avremmo preferito rimandare per sentirci maggiormente preparati, rischiando di non mettere più un limite temporale alla preparazione. È qualcosa che io conosco bene. Ma per fortuna capitano momenti in cui, per un motivo o l’altro, la prova te la trovi a un palmo dal tuo naso e non puoi, o non vuoi più evitarla.  Scatta allora qualcosa che ci spinge oltre il coraggio. Si va e basta. E la vita qualche volta sa premiarci.

Mi piace immaginare che questo dilemma esistenziale sia dietro la realizzazione di questo progetto musicale. Non so chi dei cinque musicisti sia stato il più restio a superare la soglia dello studio, e chi invece abbia spinto per iniziare a suonare. Il risultato però ora lo possiamo ascoltare. Questo è un bel disco, ben scritto e ben suonato. E questo è un gruppo, al di la’ che a scrivere i brani siano stati Giovanni Baleani e Emanuele Evangelista. Chi scrive inevitabilmente finisce per impostare la musica verso una direzione, ma un gruppo diventa tale solo quando l’apporto di ciascuno porta a uno sviluppo della musica oltre le parti tematiche. Si sente che i cinque sono coinvolti nella musica che hanno suonato, suonano “insieme” nei diversi momenti degli otto brani, dal più tensivo e spinto Ronin al più rarefatto e morbido Undisputed Love. 

Conosco Giovanni Baleani da diversi anni, è un grande piacere sentirlo crescere e maturare, conosco Gabriele Pesaresi per averci suonato, e spero che questo accada sempre più spesso. È per me una bella sorpresa sentire e conoscere tre musicisti così bravi come Emanuele Evangelista nel ruolo di co-leader, Simone La Maida, solista lirico e passionale, e Roberto Desiderio che con Gabriele forma una bellissima ritmica.  

Umberto Fiorentino

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