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Telegraph Avenue il romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera di Michael Chabon In evidenza

Telegraph Avenue il romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera di Michael ChabonArchy Stallings e Nat Jaffe gestiscono un negozio di dischi usati in vinile su Telegraph Avenue, a Oakland. Il Brokeland Records è un caravanserraglio dove la gente sta insieme, si rilassa, ascolta buona musica e si racconta storie ricamando a più non posso. Un piccolo mondo antico di ricordi e nostalgie che resiste alla grande ondata del capitalismo tardo-moderno e alla minaccia del Dogpile, il megastore di dischi che Gibson Goode – il quinto nero più ricco d’America ed ex campione di football – vuole aprire a pochi isolati dal Brokeland. Intorno al negozietto di Archy e Nat ruota un’umanità rarefatta di personaggi variopinti e molto americani : Gwen e Aviva, le mogli ostetriche dei due protagonisti, Julie e Titus i loro figli quindicenni omosessuali, Cochise Jones, lo stravagante organista funky che se ne va in giro con Cinquantotto, il pappagallo sboccato che ricorda tanto Vlad l’Impalatore – il pennuto de La Scopa del Sistema di Wallace che fa sermoni religiosi su una tv via cavo, Chan Flowers, il consigliere comunale proprietario di un’agenzia di pompe funebri, e Luther Stallings, vecchia star del kung fu e del cinema nero, nonché padre sciagurato di Arcky. E’ il mondo favoloso e colorato che Michael Chabon ci ha fatto conoscere con i suoi libri pirotecnici, dalle Fantastiche Avventure di Kavalier & Clay in avanti. Telegraph Avenue è un romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera, nera come Arcky e la sua giovane moglie incinta. Un sogno americano venato di blues e di un’umanità calda e generosa che tocca le corde più profonde dei nostri sentimenti. Un melting pot di suoni e suggestioni afro che appartengono a un passato duro a morire. Chabon con la sua prosa delicata e briosa ci conduce nelle viscere dell’America più vera, senza filtri e senza ipocrisie. Un viaggio stupefacente tra i ritagli di un tempo già vissuto che vorremmo non finisse mai. Viva la buona musica e viva Chabon.

(Angelo Cennamo)