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Arte, Cultura e spettacolo (78)

Piero Angela presenta il suo ultimo libro “Giornalismo Pseudoscientifico”

Piero Angela presenta il suo ultimo libro “Giornalismo Pseudoscientifico”Piero Angela presenterà lunedì 4 aprile 2016 presso l'Aula Sabatino Moscati della Macroarea di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma “Tor Vergata”, insieme ai coautori, il suo ultimo libro “Giornalismo Pseudoscientifico” pubblicato da C1V Edizioni. Si parlerà di scienza e informazione nell’era 2.0 Roma, 30 aprile 2016 - Dopo il successo della conferenza “Vaccini, complotti e pseudoscienza” dello scorso 16 dicembre, dove è intervenuto in tema di pseudoscienza e disinformazione scientifica alla presentazione del primo volume della Collana Scientia et Causa, Piero Angela sarà presente con C1V Edizioni all’Università di Roma “Tor Vergata”, questa volta come coautore del testo "Giornalismo Pseudoscientifico", insieme a Cristina Da Rold, giornalista scientifica e Marco C. Mastrolorenzi semiologo, divulgatore scientifico. Insieme discuteranno dei loro contributi al volume e delle loro esperienze in merito. Molto spesso assistiamo a notizie troppo belle per essere vere, dati scientifici selezionati ad hoc, largo spazio a pseudoscienziati, interviste tra scienza e fantascienza, un uso ideologico della scienza e un confronto tra dati empirici e semplici opinioni, eventi straordinari e sovrannaturali raccontati da media e web.

Il noto giornalista e conduttore scientifico già durante il suo intervento nella precedente conferenza aveva sostenuto come “nella scienza ognuno deve portare le prove di quello che afferma”, aprendo a un dibattito nel quale “Giornalismo Pseudoscientifico” si inserisce fornendo gli strumenti necessari per discernere le informazioni che spopolano su internet. Come scrive Cristina da Rold nel suo contributo all’interno del libro, “ciò che distingue la scienza dalla pseudoscienza è lo stesso che distingue la storia dalla leggenda: le fonti”. E, ancora, Marco Cappadonia Mastrolorenzi: “non c'è libertà senza conoscenza della verità e senza la capacità di comprendere la realtà. E la scienza rappresenta il potere che l'uomo possiede per giungere a quella libertà che è fonte di ogni sapere”.

La Cultura della Scienza, il dietro le quinte della notizia, perché e come distinguere fra informazione e opinione, scienza e democrazia tra par condicio e talk show: saranno questi i temi, trattati per la prima volta in maniera esaustiva e chiara, protagonisti della presentazione di “Giornalismo Pseudoscientifico”, il terzo volume della Collana Scientia et Causa, ormai punto di riferimento nel settore scientifico divulgativo, a cura di Armando De Vincentiis, edito dal Gruppo C1V Edizioni di Cinzia Tocci. Durante la conferenza, interverrà il Magnifico Rettore Giuseppe Novelli. Dopo i saluti portati dalla Professoressa Marina Formica (Coordinatrice della Macroarea di Lettere e Filosofia), dal Professor Emore Paoli (Direttore del Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e di Storia dell'Arte) e dal Professor Franco Salvatori (Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società), con la conduzione del Professor Rino Caputo (Delegato del Rettore per la Cultura), si uniranno alla discussione la Professoressa Barbara Continenza, la Professoressa Claudia Hassan, la Professoressa Carmela Morabito, il Professor Lorenzo Perilli, il Dott. Armando de Vincentiis (psicologo, consulente CICAP e Direttore della Collana Scientia et Causa), Cinzia Tocci (editore C1V Edizioni). Prenderà inoltre parte al dibattito, in collegamento skype, anche Erika Artabella, protagonista di uno dei più spettacolari eventi ritenuti miracolosi riportati da tv e web attribuiti al noto esorcista padre La Grua, che racconterà la sua reale esperienza. Appuntamento lunedì 4 aprile p.v., dalle ore 10 alle ore 13, presso l'Aula Sabatino Moscati, nella Macroarea di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma Tor Vergata (via Columbia 1, Roma - I piano, edificio B). L'incontro sarà fruibile anche in diretta streaming, per accedere basterà collegarsi il 4 aprile da www.c1vedizioni.com. 

 

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Teatro Elicantropo di Napoli MACBETH/La poltrona di Aniello Nigro

Teatro Elicantropo di Napoli MACBETH/La poltrona di Aniello NigroDopo diversi anni di assenza dai palcoscenici partenopei, l’attore Aldo De Martino torna in scena, da giovedì 31 marzo 2016 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 3 aprile) al Teatro Elicantropo, affiancato da Monica Maiorino e Francesca Pica, con lo spettacolo MACBETH/La poltrona diAniello Nigro, per la regia di Monica Maiorino.

Presentato da Prospet, l’allestimento “scomoda” Shakespeare per trattare un argomento antico ma attualissimo: l’attaccamento alla poltrona. Frase che, ai giorni nostri, è spesso accostata a personaggi che dimostrano grande fedeltà all’oggetto più che al suo significato.

Macbeth non è più il barone di Glammis, ma un politico o aspirante tale. Non vi sono tutti i personaggi come Banquo, Duncan e le streghe, ma restano solo nel pensiero e nel ricordo, su una poltrona che rappresenta il potere, la realizzazione, la sicurezza e l’agiatezza. 

Ci troviamo sulla terrazza di una casa “popolare”, dove il protagonista, aiutato dalla moglie, sta tramando qualcosa di poco lecito.

Egli è appena un’ombra nelle mani della moglie, entrambi figure incastrate in una scena e in un mondo che rappresenta tutto e niente. Paradossalmente, l’uomo è l’unico che cerca di mantenere un contatto con i valori, benchè il suo destino lo spinga in tutt’altra direzione, l’unico a vivere un reale conflitto.

Ma è la moglie, donna avida, spietata, a toccare i tasti giusti che muovono il marito oltre il limite della legalità, pur di ricevere onori e poteri maggiori. E quando compare, solo agli occhi dell'uomo, la figura di una giornalista, con le sue statistiche, le sue previsioni, si convince che il destino lo vuole proprio lì, su quella “poltrona”. La stessa che diventa obiettivo di vita, ma, al tempo stesso, anche la sua fine.

Accade, però, l’imprevisto che può cambiare il corso degli eventi, il risveglio imprevedibile, improvviso, devastante, di quella coscienza “impermeabile”, che non si lava con nessun sapone. Quella parte di noi che speriamo esista e si faccia sentire all’improvviso, che si ribelli alle brutture che si compiono.

La messa in scena di Monica Maiorino pone meticolosamente l’attenzione proprio sul vuoto esistenziale dei coniugi, frutto dell’ignoranza del protagonista, troppo schiavo dei vizi che gli tolgono qualsiasi lucidità e troppo schiavo di una dipendenza psicologica nei confronti di sua moglie.

Sono due capri espiatori scelti dal sistema, quello stesso sistema che insabbierà la serie di efferatezze compiute dai due, in un’atmosfera tra il trash di feste mondane e il teatrino triste del compromesso, tra la commedia e la tragedia, tra l’onirico e la mera realtà.

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Brevi interviste con uomini schifosi, l’inquietante galleria di personaggi depravati e odiosi raccolti da David Foster Wallace

Brevi interviste con uomini schifosi, l’inquietante galleria di personaggi depravati e odiosi raccolti da David Foster WallaceUn bambino in piscina fissa il trampolino altissimo dall’altra parte della vasca. Vorrebbe salirci per tuffarsi, ma è trattenuto dalla paura. Decide di andare. La lenta salita verso la vetta è un racconto di straordinaria bellezza fatto di dettagli minuziosi e di sensazioni palpitanti. Un microcosmo di percezioni ovattate e di colori intensi vissuti in una giornata che profuma di pubertà. La scaletta di metallo vibra sotto i piedi umidi dei bagnanti in ascesa. I colori dei costumi e degli ombrelloni visti dall’alto sono rischiarati dalla luce intensa del sole. I corpi abbronzati, sdraiati ai bordi della vasca, si addormentano nel tepore del primo pomeriggio. L’odore del cloro si incanala nelle narici del lettore. Le gocce d’acqua sulla lingua di plastica bianca che oscilla su in cima, l’involontario refrigerio per chi è ormai lontano dal rettangolino azzurro. Finalmente tocca a lui. Il tempo si ferma, tutto rallenta: i pensieri, la spinta del vento e le voci di chi, alle sue spalle, attende impaziente di lanciarsi nel vuoto.

Per sempre lassù è uno dei racconti che compongono Brevi interviste con uomini schifosi l’inquietante galleria di personaggi depravati e odiosi raccolti da David Foster Wallace in un libro che ha come tema dominante la misoginia. Siamo nel 1999 e Wallace ha all’attivo il suo romanzo d’esordio La scopa del sistema - la vertiginosa rielaborazione della tesi di laurea in filosofia che alla fine degli ‘80 spiazzò la critica letteraria per il suo realismo isterico - e La ragazza dai capelli strani, la raccolta di novelle che lo consacrò come astro nascente della letteratura americana.

Brevi interviste  è un virtuoso ed originale esercizio di stile, un saggio di talento narrativo di fronte al quale qualunque scrittore farebbe bene ad interrogarsi sulle proprie reali capacità di intrattenimento. Dal figlio depresso e umiliato dai genitori divorziati che litigano per le spese odontoiatriche, al focomelico che sfrutta il suo braccio da lattante per commuovere e portarsi a letto le ragazze, la carrellata comica e graffiante degli strani tipi di Wallace mette i brividi per la potenza lacerante della scrittura e l’intensità delle sue trame, così assurde e crudeli. Brevi interviste con uomini schifosi è uno squarcio profondo nella tela di un’umanità indegna e perduta che esibisce senza pudore le perversioni più inconfessabili. Un libro unico ed irripetibile che è già diventato un cult nella narrativa moderna e che ha ispirato un’intera generazione di autori americani. Alta classe e genio inarrivabile David-Foster-Wallace.

(Angelo Cennamo)        

 

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Purity anche in Italia l’ultimo, attesissimo romanzo di Jonathan Franzen:

 Purity anche in Italia l’ultimo, attesissimo romanzo di Jonathan Franzen:Esiste la purezza o è un’utopia? Cinque anni dopo Freedom - Libertà - esce in Italia l’ultimo, attesissimo romanzo di Jonathan Franzen: Purity. Chiedersi se Franzen sia o meno il più grande scrittore contemporaneo, in America e nel mondo, non è importante. Ci basta sapere che di tanto in tanto il suo immenso talento ci regala pagine di grande bellezza e che i suoi libri ci fanno buona compagnia. Purity è il nome di un ragazza che si fa chiamare Pip - come il protagonista di Grandi speranze di Charles Dickens - e che lavora in un call center trascinandosi un debito universitario di 130 mila dollari. Ha una madre depressa dal passato misterioso, ma preferisce vivere lontano da lei, in una casa occupata da un gruppo di anarchici pacifisti. Purity è un romanzo sulla ricerca di un padre mai conosciuto e di un’indefinita integrità morale che tutti i personaggi del libro sembrano aver perduto. E’ un racconto autobiografico? Per certi versi tutti i romanzi di Franzen lo sono, soprattutto gli ultimi tre. In questo, pare sia lo stesso autore a confessarlo: Troppi Jonathan. Una piaga per la letteratura i Jonathan. La storia di Pip Tyler è una lunga avventura che attraversa sei decenni e due continenti. La struttura polifonica del libro aiuta il lettore a seguire la trama da più punti di vista con un andirivieni spazio-temporale molto suggestivo. Uno dei momenti salienti del racconto è l’incontro tra la giovane protagonista e Andreas Wolf, una specie di Juliane Assange cresciuto nella Germania dell’Est, che dopo aver commesso un terribile delitto insegue l’improbabile riscatto – la purezza – in Sud America, dove fonda con i suoi adepti un’organizzazione di spionaggio telematico chiamata  Sunlight Project. La storia di Andreas è un fine stratagemma narrativo al quale Franzen ricorre per denunciare la propria avversione per i social network:  lo scopo di internet e delle tecnologie connesse era liberare l’umanità dai compiti che prima davano significato alla vita e perciò ne costituivano l’essenza. Come dire che tra il regime comunista che ha spiato Andreas e la dittatura tecnologica non c’è molta differenza. Ne Le Correzioni Franzen ha raccontato l’illusione di una coppia di anziani genitori di aver impedito ai loro tre figli ogni deviazione dal giusto. In Libertà  l’inconfessabile delirio amoroso di una moglie attratta dal migliore amico di suo marito, quel Richard Katz modellato sulla figura introversa del collega Dave (Wallace). In Purity l’ostinata ricerca della purezza e la redenzione dai sensi di colpa: il senso di colpa deve essere la più mostruosa delle dimensioni umane. Tutto sembra scorrere all’interno di una traccia narrativa forse preordinata nella quale i tre romanzi si raccolgono in una sorta di ciclo dedicato ad un’umanità perduta. E’ la peculiarità di Franzen, scrittore sì postmoderno ma che porta dentro di sé gli echi di un sentimentalismo che ha radici nel passato. Suggestioni di un mondo antico che sembra declinare insieme alla sua stessa narrazione. Quale sorte toccherà al romanzo e ai romanzieri nel secolo appena cominciato? Il richiamo a Dickens non è casuale. Purity è un libro con pochi spunti umoristici rispetto alle trame che lo hanno preceduto, ma è un’opera ambiziosa, intensa e ricca di pathos, con un’ambientazione insolita ed affascinante. Gli basta appoggiare le dita sulla tastiera per evocare mondi interi. Il migliore Jonathan della letteratura.

(Angelo Cennamo)                     

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Telegraph Avenue il romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera di Michael Chabon

Telegraph Avenue il romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera di Michael ChabonArchy Stallings e Nat Jaffe gestiscono un negozio di dischi usati in vinile su Telegraph Avenue, a Oakland. Il Brokeland Records è un caravanserraglio dove la gente sta insieme, si rilassa, ascolta buona musica e si racconta storie ricamando a più non posso. Un piccolo mondo antico di ricordi e nostalgie che resiste alla grande ondata del capitalismo tardo-moderno e alla minaccia del Dogpile, il megastore di dischi che Gibson Goode – il quinto nero più ricco d’America ed ex campione di football – vuole aprire a pochi isolati dal Brokeland. Intorno al negozietto di Archy e Nat ruota un’umanità rarefatta di personaggi variopinti e molto americani : Gwen e Aviva, le mogli ostetriche dei due protagonisti, Julie e Titus i loro figli quindicenni omosessuali, Cochise Jones, lo stravagante organista funky che se ne va in giro con Cinquantotto, il pappagallo sboccato che ricorda tanto Vlad l’Impalatore – il pennuto de La Scopa del Sistema di Wallace che fa sermoni religiosi su una tv via cavo, Chan Flowers, il consigliere comunale proprietario di un’agenzia di pompe funebri, e Luther Stallings, vecchia star del kung fu e del cinema nero, nonché padre sciagurato di Arcky. E’ il mondo favoloso e colorato che Michael Chabon ci ha fatto conoscere con i suoi libri pirotecnici, dalle Fantastiche Avventure di Kavalier & Clay in avanti. Telegraph Avenue è un romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera, nera come Arcky e la sua giovane moglie incinta. Un sogno americano venato di blues e di un’umanità calda e generosa che tocca le corde più profonde dei nostri sentimenti. Un melting pot di suoni e suggestioni afro che appartengono a un passato duro a morire. Chabon con la sua prosa delicata e briosa ci conduce nelle viscere dell’America più vera, senza filtri e senza ipocrisie. Un viaggio stupefacente tra i ritagli di un tempo già vissuto che vorremmo non finisse mai. Viva la buona musica e viva Chabon.

(Angelo Cennamo)                    

 

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Teatro Elicantropo di Napoli Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola

Teatro Elicantropo di Napoli Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno e Nicola PianzolaSarà in scena da giovedì 10 marzo 2016 alle ore 21.00, al Teatro Elicantropo di Napoli, lo spettacolo Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, anche interpreti con Marta Tabacco, con le musiche originali di Alberto Novello JesterN
 e la regia di Anna Dora Dorno.

Presentato da Instabili Vaganti, l’allestimento nasce all’interno del progetto Megalopolis, sviluppato nel 2012 a Città del Messico, un ambizioso progetto che coinvolge artisti e studenti, il cui scopo è informare, sconvolgere e creare attivismo di coscienza.

Lo scenario che ispira questo esperimento è la Piazza delle tre culture, meglio riconosciuta come Plaza de Tlatelolco, nota per il massacro del ’68, dove oltre trecento giovani furono uccisi da esercito e polizia a pochi giorni dall’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico.

La storia si ripete, l’attenzione è posta, infatti, sull’ultima strage messicana, su quel 26 settembre 2014, quando 43 studenti di Ayotzinapa (Iguala, Messico) scomparvero dopo un fermo dalla polizia. Sono i nuovi desaparecidos, scomparsi in circostanze dal seguito tragico, su mandato di un narco-governo.

La formula per descrivere la realtà drammatica è quella del teatro, che la compagnia adotta con un occhio sempre puntato sui vari scenari del mondo, da quelli di disagio e lotta, dove i diritti umani vengono usurpati e le diverse libertà limitate da imposizioni restrittive.

Indagando sul processo della globalizzazione in tutti i suoi aspetti positivi e negativi, infatti, il lavoro della compagnia si concentra, principalmente, sulle grandi città, le megalopoli appunto, fonti inesauribili di esperienze urbane ideali per studiare, indagare, analizzare, e poi svolgere e diffondere un teatro sociale.

Da un’azione urbana, quindi dal basso, si ambisce al più vasto mondo del web, rendendo partecipi e non estranei ai fatti, abolendo il camuffamento, l’omissione e la censura. Odierna la tragedia e odierno il linguaggio con cui si porta in scena lo spettacolo, l’hashtag promuove una forma di conoscenza che arrivi ai più.

Che tutti siano informati, poiché tutti siamo coinvolti. La forma dello spettacolo è teatro fisico, fatto di materia recitativa, supporti d'immagini e sonori, di diverse forme che coinvolgono il canto e melodie strazianti. Sperimentalismo teatrale, dunque, che accompagna un’urgenza di riscatto estremamente reale, perché diviene, volutamente, messa in scena di questo orrore.

Gli attori riportano gesti dirompenti di speranza e lotta che hanno infiammato e continuano a infiammare le piazze del mondo. Il concetto è: chi semina odio raccoglie rivolta, la certezza che se “toccano uno” si fa torto all’umanità intera.

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Quelli che la Danza 2016 - Linguaggi della danza contemporanea, al via la quarta edizione della rassegna.

Quelli che la Danza 2016, al via la quarta edizione della rassegna.Saranno le performance di Movimento Danza e della Compagnia Enzo Cosimi a dare il via alla rassegna Quelli che la Danza 2016 - Linguaggi della danza contemporanea, programmata da giovedì 10 marzo a giovedì 7 maggio 2016, nelle storiche sale partenopee, Teatro Nuovo e Sala Assoli, e in quelle salernitane del Centro Sociale di Salerno e il Teatro Comunale di Mercato San Severino.

La rassegna, giunta alla sua IV edizione, conferma la propria vocazione di rilevante vetrina della danza contemporanea italiana. Ospiterà, infatti, quindici compagnie in tre comuni della Campania (Napoli, Salerno e Mercato San Severino), con venti rappresentazioni sceniche, che identificano, nel linguaggio coreografico, il fluido che attraversa, in modo quasi invisibile, i canoni espressivi della società contemporanea.

La sensibilità sempre più multidisciplinare, l’internazionalità delle esperienze culturali, dalla ricerca artistica alla comunicazione, trovano corpo e vita nella danza, e la rassegna Quelli che la Danza assimila le attività di danza promosse e distribuite nella Regione Campania.

Un successo che si conferma anno dopo anno, e che accende i riflettori sulla danza contemporanea in una sorta di maratona, concentrando, in un’unica rassegna, importanti esponenti della scena coreutica.

Il Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, mira a incrementare, attraverso la rete territoriale dei Comuni Associati, la programmazione di spettacoli coreutici, recuperando quelle attività meritorie oggetto del lavoro del CDTM, che conserva il ruolo di consulenza.

L’inaugurazione della rassegna, programmata per giovedì 10 marzo, è affidata alla storica compagnia di Gabriella Stazio, Movimento Danza, che presenterà il giovane coreografo Alessandro Schiattarella nella performance Altrove, e al Teatro Nuovo il pluripremiato spettacolo Sopra di me il diluvio della Compagnia Enzo Cosimi. Le performance saranno in scena, rispettivamente, negli spazi della Sala Assoli e del Teatro Nuovo.

La rassegna proseguirà, al Teatro Nuovo fino al 13 marzo, con gli spettacoli proposti dalle compagnie Boredrline di Claudio Malangone, Zerogrammi e l’apprezzatissima Compagnia Atacama di Adriana Borriello, artista nota per la sua visione antropologica del movimento.

Negli stessi giorni, dall’11 al 13 marzo, la Sala Assoli ospiterà le serate EXPLO della Rete Anticorpi, rete nazionale che promuove le giovani compagnie italiane, con le performance dei giovani coreografi Carlo Massari, Chiara Taviani e Stellario di Blasi, e la compagnia ARB Dance Company che proporrà Le città Invisibili da Italo Calvino.

Il programma della rassegna a Salerno prenderà il via venerdì 11 marzo, al Centro Sociale e al Teatro Comunale di Mercato San Severino, dove andranno in scena, fra gli altri, gli spettacoli dei coreografi campani Francesco Colaleo della Compagnia MF, Re Garde, e Gennaro Cimmino della Compagnia Korper,Aesthetica - esercizio n°1.

Il segmento salernitano, fino al 7 maggio, proporrà, inoltre, le performance di Asmed/Balletto di Sardegna, Dream Boat, Compagnia MUXARTE/FC@PIN.D'OC,Io sono mia madre, Versilia Danza, Mit Affekt, Palermo in Danza, Ananke,
Excursus Danza, Pulsazioni,

Quelli che la Danza conferma, altresì, la formula della piattaforma incontro/confronto, occasione unica per giovani coreografi e giovani compagnie, e propone un costo contenuto per biglietti e abbonamenti, favorendo la più ampia partecipazione di pubblico, specialmente giovane.

La rassegna si inserisce in una più ampia programmazione del Teatro Pubblico Campano, dedicata alla danza nel periodo trienniale 2015/2017.

Ulteriori informazioni e programmi della manifestazione consultare il sito del Teatro Pubblico Campano, www.teatropubblicocampano.com, e del Circuito Campano della Danza, www.danzateatro.net.

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Diana Winter in concerto a L'Asino che Vola La cantante e chitarrista in tour con il suo nuovo album “Tender Hearted”

Diana Winter in concerto  a L'Asino che Vola  La cantante e chitarrista in tour con il suo nuovo album “Tender Hearted”Tender Hearted” è il nuovo album di Diana Winter, uscito lo scorso 29 ottobre per Indiana Records (in collaborazione con Beta Produzioni): prodotto tra l’Italia e l’Inghilterra, rappresenta il nuovo capitolo della carriera artistica della cantante e chitarrista fiorentina.

A partire dal 30 dicembre Diana Winter proporrà live il meglio di “Tender Hearted”: dieci tracce che spostano continuamente il focus dell’album e lo caratterizzano per la sua eterogeneità stilistica. Il prossimo appuntamento la vedrà impegnata giovedì 10 marzo a Roma presso L’Asino che vola (Via Antonio Coppi, 12/D – h. 22:00 – ingresso gratuito).

Roma, Firenze ma anche Londra e Amsterdam, palcoscenici ideali per presentare un disco dalla chiara matrice internazionale, realizzato dal produttore Fabio Balestrieri e con le importanti collaborazioni di Phil Gould dei Level 42, Neil Black, Rupert Brown, Al Slavik. Il 5 novembre, inoltre, è stato pubblicato “A Better Me”, primo singolo estratto del nuovo album, realizzato con la regia diArash Irandoust (già collaboratore dei Sigur Ros).

Tender Hearted Tour (prossime date)

10/03: Roma – L’Asino che vola

13/03: Roma – Ombre Rosse

18/03: Abano Terme (Pd) – I’M LAB  

19/03: Milano – Alveare

26/03: Firenze – Combo  

24/04: Amsterdam – Veronica Ship  

26/05: Firenze – Volume   

BIOGRAFIA

Diana Winter canta, suona la chitarra, scrive e compone canzoni sin da piccola. Nel 2007 esce il suo album di debutto "Escapizm", prodotto da Fabio Balestrieri. Il disco vanta collaborazioni con artisti dello spessore di Phil Gould (Level 42) e del pilastro del jazz mondiale Toots Thielemans, ottenendo un ottimo riscontro dalla critica, che definisce l’album "un lavoro di spessore internazionale" (Repubblica). 

Nel 2007 viene notata da Giorgia, che la definisce “una perla”, con cui incide il featuring "Vieni Fuori", canzone inclusa nel disco "Stonata" della cantante romana. Nel 2009 Giorgia la sceglie come vocalist per il suo tour (e successivamente per quello del 2012) dichiarando: "quando intrecciamo le nostre voci mi sembra di sentire la mia raddoppiata". Impegnata in un’intensa attività live in tutta Europa, inizia a lavorare al suo secondo disco e nel 2013 decide di partecipare al programma di Rai Due The Voice of Italy “per gioco”. Contesa da tutti e quattro i giudici, sceglie la quasi coetanea Noemi. All’interno del programma, Diana si distingue tra tutti per le sue interpretazioni originali e per le sue doti da chitarrista, caratteristiche tutt’altro che da talent show.

Il suo secondo album "Tender Hearted", prodotto tra l’Italia e l’Inghilterra, è stao pubblicato il 29 ottobre per Indiana Records e Beta Produzioni. Il 5 novembre esce “A Better Me”, primo singolo estratto. 

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Forte Movimento, il giallo ambientalista di Jonathan Franzen

Forte Movimento, il giallo ambientalista di Jonathan FranzenUn misterioso sciame sismico colpisce la città di Boston uccidendo una ricca scrittrice New Age. Suo nipote, Louis Holland, si innamora di una stravagante e introversa sismologa dell’Università di Harvard, Renèe Seitchek, e insieme a lei inizia ad indagare sulle cause dei terremoti. La scoperta di Renèe è clamorosa: le scosse che fanno tremare Boston non sono originate da un fenomeno naturale ma provocate dalla Sweeting-Aldren, una nota industria chimica della zona che per anni ha smaltito rifiuti tossici nel sottosuolo. Il caso si complica ulteriormente dal momento che la maggiore azionista della Sweeting-Aldren è diventata Melanie, la madre cinica e anaffettiva di Louis. Renèe è vicina a svelare l’oscuro segreto, finalmente ne ha le prove, ma rischia di pagare con la vita la sua curiosità. Siamo nel 1992 quando il trentenne Jonathan Franzen pubblica Forte Movimento, il giallo ambientalista che racconta la complicata storia d’amore tra Louis e Renèe, preludio del più celebre Le Correzioni, il romanzo più bello del secolo che lo scrittore di Western Springs ( Illinois) finirà di scrivere nove anni dopo. In Forte Movimento – il secondo libro di Franzen dopo l’esperimento iniziale e malriuscito de La Ventisettesima città – le doti narrative che qualche anno più tardi faranno di quel giovanotto semisconosciuto uno degli scrittori contemporanei di maggiore talento, sono già mature e cristalline: la prosa raffinata ed elegante, l’acuta introspezione che rivela l’anima oltre la fisicità dei personaggi, e quel sottile umorismo venato di malinconia che solca la trama dall’inizio alla fine del racconto. Come nei romanzi successivi – Le Correzioni e Libertà – anche in Forte Movimento Franzen dimostra una spiccata abilità nel rappresentare le relazioni familiari, specialmente quelle più tormentate, sentimenti profondi come l’amore e l’amicizia, spesso non corrisposti, e una sensibilità arguta nel cogliere i bassi istinti della società americana con i suoi tic e le sue manie. Forte Movimento è un romanzo ambizioso che attraversa più generi letterari, ricco di suspance, passione e comicità. Meno conosciuto degli ultimi due, ma di uguale intensità e bellezza. (Angelo Cennamo)          

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Il caso de Bellis – Racconto breve

Il caso de Bellis – Racconto breveAvvocato, di là c'è il barone de Bellis, lo faccio entrare? – Chiese Irene a Colajanni, mentre l’Avvocato si affaccendava a sciogliere i nodi di quel “dannato” filo del telefono grigio della Sip che aveva sulla scrivania – Sì, fallo entrare – rispose l'avvocato, ancora alle prese con il suo peggiore rompicapo - e fai venire pure Eduardo – aggiunse. Saverio de Bellis era l'ultimo discendente di una nobile famiglia napoletana. Suo nonno, Francesco Saverio, l'8 settembre del 1860 fu ferito a morte da un ufficiale garibaldino durante un duello. Il giorno prima, il barone aveva avuto l'ardire di sputare per terra al passaggio di Garibaldi in via Toledo, suscitando l'irritazione di un tenente che era al suo seguito. La contesa, che si tenne all'alba sulla collina dei Camaldoli, durò solo qualche secondo. Il barone, infatti, allora ultrasessantenne, a stento si reggeva in piedi, cosicché il giovane tenente non ebbe alcuna difficoltà a trafiggerlo con un solo colpo di sciabola. Il padre di de Bellis, Ferdinando, morì di tifo non ancora quarantenne, pochi mesi dopo la nascita del piccolo Saverio. Il quale crebbe con la madre e il fratello di lei. Divenuto adulto, il barone dedicò tutta la sua vita alle belle donne e al gioco d'azzardo, sperperando nel vizio l'intero patrimonio di famiglia. In meno di vent'anni, il cliente di Colajanni era riuscito a perdere al gioco ben quattro palazzi in zona Chiaia, una tenuta di caccia a Persano e un villino a Sorrento. L'ultima residenza di via Foria gliela pignorarono a seguito di un vecchio contenzioso con il fisco : il barone non aveva mai pagato le tasse sui fitti che aveva percepito dai negozi di corso Umberto, neppure da quelli che aveva perso giocando al casinò. Dopo essersi trasferito a Torre del Greco, a casa di un suo ex maggiordomo che per un po' decise di ospitarlo e di sfamarlo, il barone aveva conosciuto e in breve tempo sposato una certa Rosetta Chiaromonte, donna di bell’aspetto e molto più giovane di lui. In pochi pensarono che i due fossero convolati a nozze per amore, ovviamente. Nessuno tuttavia poteva mai immaginare che quella strana unione si fondasse su un equivoco a dir poco clamoroso, e cioè che ciascuno dei due credesse di aver individuato nell'altro un buon partito da spolpare. Rosetta, infatti, non sapeva che il suo promesso sposo aveva dilapidato l'eredità di famiglia al gioco. Mentre a de Bellis la futura moglie aveva riferito di aver ricevuto in dote una quota dei grandi magazzini dei F.lli Chiaromonte al Vomero, fingendo di essere la figlia di uno dei proprietari. In verità Rosetta in quei negozi ci aveva lavorato come commessa solo per qualche mese per poi essere licenziata per manifesta incapacità. Così c’era scritto sulla lettera di licenziamento che il Cavaliere Chiaromonte le aveva fatto recapitare a casa. Insomma, i due sposi pur di piacersi si erano raccontati un sacco di balle. Quando de Bellis venne a sapere che la moglie era più disperata di lui e senza il becco di un quattrino, fu colto da malore. Anche perché nel frattempo aveva litigato con l'ex maggiordomo che fino a quel momento lo aveva ospitato, ed ora non sapeva più dove andare. Il barone decise allora di rivolgersi a Colajanni per ottenere l'annullamento del matrimonio - E' permesso? - chiese de Bellis sulla soglia della porta. - Egregio sig. barone a lei tutto è permesso – rispose Colajanni, che come adulatore non era secondo a nessuno - Avvocato carissimo, le ha poi assaggiate quelle aragoste che le ho lasciato in portineria la settimana scorsa? - de Bellis da quando era rimasto sul lastrico si limitava a pagare gli onorari in natura, potendo ancora disporre, nonostante tutto, di una fitta rete di amicizie in città e in Provincia - Come no, erano davvero squisite – rispose l'avvocato, andandogli incontro - ma si accomodi – aggiunse, mostrandogli la poltroncina di fronte alla scrivania. - Posso togliermi il soprabito? - chiese de Bellis, mimando il gesto di spogliarsi – ci mancherebbe, questa è casa sua – ripose Colajanni in quella gara di finti convenevoli. Il barone allora si mise a proprio agio. E dopo essersi tolto il cappotto di cammello con il collo di pelliccia, lo appoggiò sul bracciolo della poltrona ed accavallò le gambe. Ma quel gesto si rivelò molto imprudente. Così facendo, infatti, de Bellis mise in bella mostra la suola della scarpa destra, che nella sua parte centrale presentava un foro di oltre due centimetri di diametro. Quel foro riassumeva meglio di ogni altro particolare l'amaro destino al quale il barone era andato incontro a causa dei suoi viziacci - Come le accennavo al telefono, avvocato, circa un mese fa la mia cara Rosetta mi diede una triste notizia – esordì de Bellis - sa bene che io la sposai perchè innamorato e, nonostante la differenza di età, pensai che al cuor non si comanda – Barone, ma cosa vuole che conti l'età quando sono in ballo dei sentimenti così nobili? - Colajanni era davvero in forma, la sua ruffianeria stava per toccare delle vette altissime. Ed io, come al solito, rimasi incantato di fronte a quel talento di attore navigato - Mi fa piacere che ne conviene – proseguì il barone – ma veda l'unione, anche tra due persone follemente innamorate come noi, non può basarsi solo sui sentimenti. La vita, lei mi insegna avvocato, è fatta anche di altro – Ha ragione – intervenne Colajanni – ci sono le spese, le bollette.....- Ecco.....mm.... - di fronte al balbettio di de Bellis, l'avvocato tagliò corto – barò, senza soldi non si cantano messe, non c'è un cazzo da fare! - Infatti – concluse de Bellis, rincuorato dal pragmatismo spicciolo di Colajanni - Lei, quando si è unito in matrimonio con la signorina Rosetta, era o non era convinto che la sua futura moglie fosse la figlia di Gennaro Chiaromonte? - chiese con impeto l'avvocato – Sì che lo ero, benché per me si trattasse di un semplice dettaglio – rispose, imbarazzato il barone – ma quale dettaglio, barò! Lo vogliamo annullare o no questo matrimonio? - incalzò l'avvocato – Certamente – disse il barone – e allora quanto è accaduto non è affatto un dettaglio! Al contrario, lei è incorso in un errore di persona. Intendo dire che lei ha creduto di sposare una donna e se n'è ritrovata un'altra - concluse Colajanni – Sì, proprio così, Rosetta mi ha ingannato! Avvocato, procediamo!- de Bellis firmò la procura e salutò.

(Angelo Cennamo)

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