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Arte, Cultura e spettacolo (89)

Purity anche in Italia l’ultimo, attesissimo romanzo di Jonathan Franzen:

 Purity anche in Italia l’ultimo, attesissimo romanzo di Jonathan Franzen:Esiste la purezza o è un’utopia? Cinque anni dopo Freedom - Libertà - esce in Italia l’ultimo, attesissimo romanzo di Jonathan Franzen: Purity. Chiedersi se Franzen sia o meno il più grande scrittore contemporaneo, in America e nel mondo, non è importante. Ci basta sapere che di tanto in tanto il suo immenso talento ci regala pagine di grande bellezza e che i suoi libri ci fanno buona compagnia. Purity è il nome di un ragazza che si fa chiamare Pip - come il protagonista di Grandi speranze di Charles Dickens - e che lavora in un call center trascinandosi un debito universitario di 130 mila dollari. Ha una madre depressa dal passato misterioso, ma preferisce vivere lontano da lei, in una casa occupata da un gruppo di anarchici pacifisti. Purity è un romanzo sulla ricerca di un padre mai conosciuto e di un’indefinita integrità morale che tutti i personaggi del libro sembrano aver perduto. E’ un racconto autobiografico? Per certi versi tutti i romanzi di Franzen lo sono, soprattutto gli ultimi tre. In questo, pare sia lo stesso autore a confessarlo: Troppi Jonathan. Una piaga per la letteratura i Jonathan. La storia di Pip Tyler è una lunga avventura che attraversa sei decenni e due continenti. La struttura polifonica del libro aiuta il lettore a seguire la trama da più punti di vista con un andirivieni spazio-temporale molto suggestivo. Uno dei momenti salienti del racconto è l’incontro tra la giovane protagonista e Andreas Wolf, una specie di Juliane Assange cresciuto nella Germania dell’Est, che dopo aver commesso un terribile delitto insegue l’improbabile riscatto – la purezza – in Sud America, dove fonda con i suoi adepti un’organizzazione di spionaggio telematico chiamata  Sunlight Project. La storia di Andreas è un fine stratagemma narrativo al quale Franzen ricorre per denunciare la propria avversione per i social network:  lo scopo di internet e delle tecnologie connesse era liberare l’umanità dai compiti che prima davano significato alla vita e perciò ne costituivano l’essenza. Come dire che tra il regime comunista che ha spiato Andreas e la dittatura tecnologica non c’è molta differenza. Ne Le Correzioni Franzen ha raccontato l’illusione di una coppia di anziani genitori di aver impedito ai loro tre figli ogni deviazione dal giusto. In Libertà  l’inconfessabile delirio amoroso di una moglie attratta dal migliore amico di suo marito, quel Richard Katz modellato sulla figura introversa del collega Dave (Wallace). In Purity l’ostinata ricerca della purezza e la redenzione dai sensi di colpa: il senso di colpa deve essere la più mostruosa delle dimensioni umane. Tutto sembra scorrere all’interno di una traccia narrativa forse preordinata nella quale i tre romanzi si raccolgono in una sorta di ciclo dedicato ad un’umanità perduta. E’ la peculiarità di Franzen, scrittore sì postmoderno ma che porta dentro di sé gli echi di un sentimentalismo che ha radici nel passato. Suggestioni di un mondo antico che sembra declinare insieme alla sua stessa narrazione. Quale sorte toccherà al romanzo e ai romanzieri nel secolo appena cominciato? Il richiamo a Dickens non è casuale. Purity è un libro con pochi spunti umoristici rispetto alle trame che lo hanno preceduto, ma è un’opera ambiziosa, intensa e ricca di pathos, con un’ambientazione insolita ed affascinante. Gli basta appoggiare le dita sulla tastiera per evocare mondi interi. Il migliore Jonathan della letteratura.

(Angelo Cennamo)                     

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Telegraph Avenue il romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera di Michael Chabon

Telegraph Avenue il romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera di Michael ChabonArchy Stallings e Nat Jaffe gestiscono un negozio di dischi usati in vinile su Telegraph Avenue, a Oakland. Il Brokeland Records è un caravanserraglio dove la gente sta insieme, si rilassa, ascolta buona musica e si racconta storie ricamando a più non posso. Un piccolo mondo antico di ricordi e nostalgie che resiste alla grande ondata del capitalismo tardo-moderno e alla minaccia del Dogpile, il megastore di dischi che Gibson Goode – il quinto nero più ricco d’America ed ex campione di football – vuole aprire a pochi isolati dal Brokeland. Intorno al negozietto di Archy e Nat ruota un’umanità rarefatta di personaggi variopinti e molto americani : Gwen e Aviva, le mogli ostetriche dei due protagonisti, Julie e Titus i loro figli quindicenni omosessuali, Cochise Jones, lo stravagante organista funky che se ne va in giro con Cinquantotto, il pappagallo sboccato che ricorda tanto Vlad l’Impalatore – il pennuto de La Scopa del Sistema di Wallace che fa sermoni religiosi su una tv via cavo, Chan Flowers, il consigliere comunale proprietario di un’agenzia di pompe funebri, e Luther Stallings, vecchia star del kung fu e del cinema nero, nonché padre sciagurato di Arcky. E’ il mondo favoloso e colorato che Michael Chabon ci ha fatto conoscere con i suoi libri pirotecnici, dalle Fantastiche Avventure di Kavalier & Clay in avanti. Telegraph Avenue è un romanzo sulla nostalgia e sulla musica nera, nera come Arcky e la sua giovane moglie incinta. Un sogno americano venato di blues e di un’umanità calda e generosa che tocca le corde più profonde dei nostri sentimenti. Un melting pot di suoni e suggestioni afro che appartengono a un passato duro a morire. Chabon con la sua prosa delicata e briosa ci conduce nelle viscere dell’America più vera, senza filtri e senza ipocrisie. Un viaggio stupefacente tra i ritagli di un tempo già vissuto che vorremmo non finisse mai. Viva la buona musica e viva Chabon.

(Angelo Cennamo)                    

 

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Teatro Elicantropo di Napoli Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola

Teatro Elicantropo di Napoli Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno e Nicola PianzolaSarà in scena da giovedì 10 marzo 2016 alle ore 21.00, al Teatro Elicantropo di Napoli, lo spettacolo Desaparecidos#43 di Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola, anche interpreti con Marta Tabacco, con le musiche originali di Alberto Novello JesterN
 e la regia di Anna Dora Dorno.

Presentato da Instabili Vaganti, l’allestimento nasce all’interno del progetto Megalopolis, sviluppato nel 2012 a Città del Messico, un ambizioso progetto che coinvolge artisti e studenti, il cui scopo è informare, sconvolgere e creare attivismo di coscienza.

Lo scenario che ispira questo esperimento è la Piazza delle tre culture, meglio riconosciuta come Plaza de Tlatelolco, nota per il massacro del ’68, dove oltre trecento giovani furono uccisi da esercito e polizia a pochi giorni dall’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico.

La storia si ripete, l’attenzione è posta, infatti, sull’ultima strage messicana, su quel 26 settembre 2014, quando 43 studenti di Ayotzinapa (Iguala, Messico) scomparvero dopo un fermo dalla polizia. Sono i nuovi desaparecidos, scomparsi in circostanze dal seguito tragico, su mandato di un narco-governo.

La formula per descrivere la realtà drammatica è quella del teatro, che la compagnia adotta con un occhio sempre puntato sui vari scenari del mondo, da quelli di disagio e lotta, dove i diritti umani vengono usurpati e le diverse libertà limitate da imposizioni restrittive.

Indagando sul processo della globalizzazione in tutti i suoi aspetti positivi e negativi, infatti, il lavoro della compagnia si concentra, principalmente, sulle grandi città, le megalopoli appunto, fonti inesauribili di esperienze urbane ideali per studiare, indagare, analizzare, e poi svolgere e diffondere un teatro sociale.

Da un’azione urbana, quindi dal basso, si ambisce al più vasto mondo del web, rendendo partecipi e non estranei ai fatti, abolendo il camuffamento, l’omissione e la censura. Odierna la tragedia e odierno il linguaggio con cui si porta in scena lo spettacolo, l’hashtag promuove una forma di conoscenza che arrivi ai più.

Che tutti siano informati, poiché tutti siamo coinvolti. La forma dello spettacolo è teatro fisico, fatto di materia recitativa, supporti d'immagini e sonori, di diverse forme che coinvolgono il canto e melodie strazianti. Sperimentalismo teatrale, dunque, che accompagna un’urgenza di riscatto estremamente reale, perché diviene, volutamente, messa in scena di questo orrore.

Gli attori riportano gesti dirompenti di speranza e lotta che hanno infiammato e continuano a infiammare le piazze del mondo. Il concetto è: chi semina odio raccoglie rivolta, la certezza che se “toccano uno” si fa torto all’umanità intera.

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Quelli che la Danza 2016 - Linguaggi della danza contemporanea, al via la quarta edizione della rassegna.

Quelli che la Danza 2016, al via la quarta edizione della rassegna.Saranno le performance di Movimento Danza e della Compagnia Enzo Cosimi a dare il via alla rassegna Quelli che la Danza 2016 - Linguaggi della danza contemporanea, programmata da giovedì 10 marzo a giovedì 7 maggio 2016, nelle storiche sale partenopee, Teatro Nuovo e Sala Assoli, e in quelle salernitane del Centro Sociale di Salerno e il Teatro Comunale di Mercato San Severino.

La rassegna, giunta alla sua IV edizione, conferma la propria vocazione di rilevante vetrina della danza contemporanea italiana. Ospiterà, infatti, quindici compagnie in tre comuni della Campania (Napoli, Salerno e Mercato San Severino), con venti rappresentazioni sceniche, che identificano, nel linguaggio coreografico, il fluido che attraversa, in modo quasi invisibile, i canoni espressivi della società contemporanea.

La sensibilità sempre più multidisciplinare, l’internazionalità delle esperienze culturali, dalla ricerca artistica alla comunicazione, trovano corpo e vita nella danza, e la rassegna Quelli che la Danza assimila le attività di danza promosse e distribuite nella Regione Campania.

Un successo che si conferma anno dopo anno, e che accende i riflettori sulla danza contemporanea in una sorta di maratona, concentrando, in un’unica rassegna, importanti esponenti della scena coreutica.

Il Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, mira a incrementare, attraverso la rete territoriale dei Comuni Associati, la programmazione di spettacoli coreutici, recuperando quelle attività meritorie oggetto del lavoro del CDTM, che conserva il ruolo di consulenza.

L’inaugurazione della rassegna, programmata per giovedì 10 marzo, è affidata alla storica compagnia di Gabriella Stazio, Movimento Danza, che presenterà il giovane coreografo Alessandro Schiattarella nella performance Altrove, e al Teatro Nuovo il pluripremiato spettacolo Sopra di me il diluvio della Compagnia Enzo Cosimi. Le performance saranno in scena, rispettivamente, negli spazi della Sala Assoli e del Teatro Nuovo.

La rassegna proseguirà, al Teatro Nuovo fino al 13 marzo, con gli spettacoli proposti dalle compagnie Boredrline di Claudio Malangone, Zerogrammi e l’apprezzatissima Compagnia Atacama di Adriana Borriello, artista nota per la sua visione antropologica del movimento.

Negli stessi giorni, dall’11 al 13 marzo, la Sala Assoli ospiterà le serate EXPLO della Rete Anticorpi, rete nazionale che promuove le giovani compagnie italiane, con le performance dei giovani coreografi Carlo Massari, Chiara Taviani e Stellario di Blasi, e la compagnia ARB Dance Company che proporrà Le città Invisibili da Italo Calvino.

Il programma della rassegna a Salerno prenderà il via venerdì 11 marzo, al Centro Sociale e al Teatro Comunale di Mercato San Severino, dove andranno in scena, fra gli altri, gli spettacoli dei coreografi campani Francesco Colaleo della Compagnia MF, Re Garde, e Gennaro Cimmino della Compagnia Korper,Aesthetica - esercizio n°1.

Il segmento salernitano, fino al 7 maggio, proporrà, inoltre, le performance di Asmed/Balletto di Sardegna, Dream Boat, Compagnia MUXARTE/FC@PIN.D'OC,Io sono mia madre, Versilia Danza, Mit Affekt, Palermo in Danza, Ananke,
Excursus Danza, Pulsazioni,

Quelli che la Danza conferma, altresì, la formula della piattaforma incontro/confronto, occasione unica per giovani coreografi e giovani compagnie, e propone un costo contenuto per biglietti e abbonamenti, favorendo la più ampia partecipazione di pubblico, specialmente giovane.

La rassegna si inserisce in una più ampia programmazione del Teatro Pubblico Campano, dedicata alla danza nel periodo trienniale 2015/2017.

Ulteriori informazioni e programmi della manifestazione consultare il sito del Teatro Pubblico Campano, www.teatropubblicocampano.com, e del Circuito Campano della Danza, www.danzateatro.net.

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Diana Winter in concerto a L'Asino che Vola La cantante e chitarrista in tour con il suo nuovo album “Tender Hearted”

Diana Winter in concerto  a L'Asino che Vola  La cantante e chitarrista in tour con il suo nuovo album “Tender Hearted”Tender Hearted” è il nuovo album di Diana Winter, uscito lo scorso 29 ottobre per Indiana Records (in collaborazione con Beta Produzioni): prodotto tra l’Italia e l’Inghilterra, rappresenta il nuovo capitolo della carriera artistica della cantante e chitarrista fiorentina.

A partire dal 30 dicembre Diana Winter proporrà live il meglio di “Tender Hearted”: dieci tracce che spostano continuamente il focus dell’album e lo caratterizzano per la sua eterogeneità stilistica. Il prossimo appuntamento la vedrà impegnata giovedì 10 marzo a Roma presso L’Asino che vola (Via Antonio Coppi, 12/D – h. 22:00 – ingresso gratuito).

Roma, Firenze ma anche Londra e Amsterdam, palcoscenici ideali per presentare un disco dalla chiara matrice internazionale, realizzato dal produttore Fabio Balestrieri e con le importanti collaborazioni di Phil Gould dei Level 42, Neil Black, Rupert Brown, Al Slavik. Il 5 novembre, inoltre, è stato pubblicato “A Better Me”, primo singolo estratto del nuovo album, realizzato con la regia diArash Irandoust (già collaboratore dei Sigur Ros).

Tender Hearted Tour (prossime date)

10/03: Roma – L’Asino che vola

13/03: Roma – Ombre Rosse

18/03: Abano Terme (Pd) – I’M LAB  

19/03: Milano – Alveare

26/03: Firenze – Combo  

24/04: Amsterdam – Veronica Ship  

26/05: Firenze – Volume   

BIOGRAFIA

Diana Winter canta, suona la chitarra, scrive e compone canzoni sin da piccola. Nel 2007 esce il suo album di debutto "Escapizm", prodotto da Fabio Balestrieri. Il disco vanta collaborazioni con artisti dello spessore di Phil Gould (Level 42) e del pilastro del jazz mondiale Toots Thielemans, ottenendo un ottimo riscontro dalla critica, che definisce l’album "un lavoro di spessore internazionale" (Repubblica). 

Nel 2007 viene notata da Giorgia, che la definisce “una perla”, con cui incide il featuring "Vieni Fuori", canzone inclusa nel disco "Stonata" della cantante romana. Nel 2009 Giorgia la sceglie come vocalist per il suo tour (e successivamente per quello del 2012) dichiarando: "quando intrecciamo le nostre voci mi sembra di sentire la mia raddoppiata". Impegnata in un’intensa attività live in tutta Europa, inizia a lavorare al suo secondo disco e nel 2013 decide di partecipare al programma di Rai Due The Voice of Italy “per gioco”. Contesa da tutti e quattro i giudici, sceglie la quasi coetanea Noemi. All’interno del programma, Diana si distingue tra tutti per le sue interpretazioni originali e per le sue doti da chitarrista, caratteristiche tutt’altro che da talent show.

Il suo secondo album "Tender Hearted", prodotto tra l’Italia e l’Inghilterra, è stao pubblicato il 29 ottobre per Indiana Records e Beta Produzioni. Il 5 novembre esce “A Better Me”, primo singolo estratto. 

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Forte Movimento, il giallo ambientalista di Jonathan Franzen

Forte Movimento, il giallo ambientalista di Jonathan FranzenUn misterioso sciame sismico colpisce la città di Boston uccidendo una ricca scrittrice New Age. Suo nipote, Louis Holland, si innamora di una stravagante e introversa sismologa dell’Università di Harvard, Renèe Seitchek, e insieme a lei inizia ad indagare sulle cause dei terremoti. La scoperta di Renèe è clamorosa: le scosse che fanno tremare Boston non sono originate da un fenomeno naturale ma provocate dalla Sweeting-Aldren, una nota industria chimica della zona che per anni ha smaltito rifiuti tossici nel sottosuolo. Il caso si complica ulteriormente dal momento che la maggiore azionista della Sweeting-Aldren è diventata Melanie, la madre cinica e anaffettiva di Louis. Renèe è vicina a svelare l’oscuro segreto, finalmente ne ha le prove, ma rischia di pagare con la vita la sua curiosità. Siamo nel 1992 quando il trentenne Jonathan Franzen pubblica Forte Movimento, il giallo ambientalista che racconta la complicata storia d’amore tra Louis e Renèe, preludio del più celebre Le Correzioni, il romanzo più bello del secolo che lo scrittore di Western Springs ( Illinois) finirà di scrivere nove anni dopo. In Forte Movimento – il secondo libro di Franzen dopo l’esperimento iniziale e malriuscito de La Ventisettesima città – le doti narrative che qualche anno più tardi faranno di quel giovanotto semisconosciuto uno degli scrittori contemporanei di maggiore talento, sono già mature e cristalline: la prosa raffinata ed elegante, l’acuta introspezione che rivela l’anima oltre la fisicità dei personaggi, e quel sottile umorismo venato di malinconia che solca la trama dall’inizio alla fine del racconto. Come nei romanzi successivi – Le Correzioni e Libertà – anche in Forte Movimento Franzen dimostra una spiccata abilità nel rappresentare le relazioni familiari, specialmente quelle più tormentate, sentimenti profondi come l’amore e l’amicizia, spesso non corrisposti, e una sensibilità arguta nel cogliere i bassi istinti della società americana con i suoi tic e le sue manie. Forte Movimento è un romanzo ambizioso che attraversa più generi letterari, ricco di suspance, passione e comicità. Meno conosciuto degli ultimi due, ma di uguale intensità e bellezza. (Angelo Cennamo)          

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Il caso de Bellis – Racconto breve

Il caso de Bellis – Racconto breveAvvocato, di là c'è il barone de Bellis, lo faccio entrare? – Chiese Irene a Colajanni, mentre l’Avvocato si affaccendava a sciogliere i nodi di quel “dannato” filo del telefono grigio della Sip che aveva sulla scrivania – Sì, fallo entrare – rispose l'avvocato, ancora alle prese con il suo peggiore rompicapo - e fai venire pure Eduardo – aggiunse. Saverio de Bellis era l'ultimo discendente di una nobile famiglia napoletana. Suo nonno, Francesco Saverio, l'8 settembre del 1860 fu ferito a morte da un ufficiale garibaldino durante un duello. Il giorno prima, il barone aveva avuto l'ardire di sputare per terra al passaggio di Garibaldi in via Toledo, suscitando l'irritazione di un tenente che era al suo seguito. La contesa, che si tenne all'alba sulla collina dei Camaldoli, durò solo qualche secondo. Il barone, infatti, allora ultrasessantenne, a stento si reggeva in piedi, cosicché il giovane tenente non ebbe alcuna difficoltà a trafiggerlo con un solo colpo di sciabola. Il padre di de Bellis, Ferdinando, morì di tifo non ancora quarantenne, pochi mesi dopo la nascita del piccolo Saverio. Il quale crebbe con la madre e il fratello di lei. Divenuto adulto, il barone dedicò tutta la sua vita alle belle donne e al gioco d'azzardo, sperperando nel vizio l'intero patrimonio di famiglia. In meno di vent'anni, il cliente di Colajanni era riuscito a perdere al gioco ben quattro palazzi in zona Chiaia, una tenuta di caccia a Persano e un villino a Sorrento. L'ultima residenza di via Foria gliela pignorarono a seguito di un vecchio contenzioso con il fisco : il barone non aveva mai pagato le tasse sui fitti che aveva percepito dai negozi di corso Umberto, neppure da quelli che aveva perso giocando al casinò. Dopo essersi trasferito a Torre del Greco, a casa di un suo ex maggiordomo che per un po' decise di ospitarlo e di sfamarlo, il barone aveva conosciuto e in breve tempo sposato una certa Rosetta Chiaromonte, donna di bell’aspetto e molto più giovane di lui. In pochi pensarono che i due fossero convolati a nozze per amore, ovviamente. Nessuno tuttavia poteva mai immaginare che quella strana unione si fondasse su un equivoco a dir poco clamoroso, e cioè che ciascuno dei due credesse di aver individuato nell'altro un buon partito da spolpare. Rosetta, infatti, non sapeva che il suo promesso sposo aveva dilapidato l'eredità di famiglia al gioco. Mentre a de Bellis la futura moglie aveva riferito di aver ricevuto in dote una quota dei grandi magazzini dei F.lli Chiaromonte al Vomero, fingendo di essere la figlia di uno dei proprietari. In verità Rosetta in quei negozi ci aveva lavorato come commessa solo per qualche mese per poi essere licenziata per manifesta incapacità. Così c’era scritto sulla lettera di licenziamento che il Cavaliere Chiaromonte le aveva fatto recapitare a casa. Insomma, i due sposi pur di piacersi si erano raccontati un sacco di balle. Quando de Bellis venne a sapere che la moglie era più disperata di lui e senza il becco di un quattrino, fu colto da malore. Anche perché nel frattempo aveva litigato con l'ex maggiordomo che fino a quel momento lo aveva ospitato, ed ora non sapeva più dove andare. Il barone decise allora di rivolgersi a Colajanni per ottenere l'annullamento del matrimonio - E' permesso? - chiese de Bellis sulla soglia della porta. - Egregio sig. barone a lei tutto è permesso – rispose Colajanni, che come adulatore non era secondo a nessuno - Avvocato carissimo, le ha poi assaggiate quelle aragoste che le ho lasciato in portineria la settimana scorsa? - de Bellis da quando era rimasto sul lastrico si limitava a pagare gli onorari in natura, potendo ancora disporre, nonostante tutto, di una fitta rete di amicizie in città e in Provincia - Come no, erano davvero squisite – rispose l'avvocato, andandogli incontro - ma si accomodi – aggiunse, mostrandogli la poltroncina di fronte alla scrivania. - Posso togliermi il soprabito? - chiese de Bellis, mimando il gesto di spogliarsi – ci mancherebbe, questa è casa sua – ripose Colajanni in quella gara di finti convenevoli. Il barone allora si mise a proprio agio. E dopo essersi tolto il cappotto di cammello con il collo di pelliccia, lo appoggiò sul bracciolo della poltrona ed accavallò le gambe. Ma quel gesto si rivelò molto imprudente. Così facendo, infatti, de Bellis mise in bella mostra la suola della scarpa destra, che nella sua parte centrale presentava un foro di oltre due centimetri di diametro. Quel foro riassumeva meglio di ogni altro particolare l'amaro destino al quale il barone era andato incontro a causa dei suoi viziacci - Come le accennavo al telefono, avvocato, circa un mese fa la mia cara Rosetta mi diede una triste notizia – esordì de Bellis - sa bene che io la sposai perchè innamorato e, nonostante la differenza di età, pensai che al cuor non si comanda – Barone, ma cosa vuole che conti l'età quando sono in ballo dei sentimenti così nobili? - Colajanni era davvero in forma, la sua ruffianeria stava per toccare delle vette altissime. Ed io, come al solito, rimasi incantato di fronte a quel talento di attore navigato - Mi fa piacere che ne conviene – proseguì il barone – ma veda l'unione, anche tra due persone follemente innamorate come noi, non può basarsi solo sui sentimenti. La vita, lei mi insegna avvocato, è fatta anche di altro – Ha ragione – intervenne Colajanni – ci sono le spese, le bollette.....- Ecco.....mm.... - di fronte al balbettio di de Bellis, l'avvocato tagliò corto – barò, senza soldi non si cantano messe, non c'è un cazzo da fare! - Infatti – concluse de Bellis, rincuorato dal pragmatismo spicciolo di Colajanni - Lei, quando si è unito in matrimonio con la signorina Rosetta, era o non era convinto che la sua futura moglie fosse la figlia di Gennaro Chiaromonte? - chiese con impeto l'avvocato – Sì che lo ero, benché per me si trattasse di un semplice dettaglio – rispose, imbarazzato il barone – ma quale dettaglio, barò! Lo vogliamo annullare o no questo matrimonio? - incalzò l'avvocato – Certamente – disse il barone – e allora quanto è accaduto non è affatto un dettaglio! Al contrario, lei è incorso in un errore di persona. Intendo dire che lei ha creduto di sposare una donna e se n'è ritrovata un'altra - concluse Colajanni – Sì, proprio così, Rosetta mi ha ingannato! Avvocato, procediamo!- de Bellis firmò la procura e salutò.

(Angelo Cennamo)

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Speleo Teatro: Si Parte con l’Ulisse alle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa)

Speleo Teatro: Si Parte con l’Ulisse alle Grotte di Pertosa-Auletta (Sa)Dopo lo straordinario successo dell’anteprima natalizia diventa ora un progetto stabile ed annuale il sodalizio tra il gruppo teatrale de “Il Demiurgo” e la Fondazione MIdA, Musei integrati dell’Ambiente, per raccontare il fascino delle Grotte di Pertosa-Auletta attraverso le suggestioni dello speleo-teatro.

Il presidente della Fondazione MIdA, Francescoantonio D’Orilia e il fondatore de “Il Demiurgo”, Francescoantonio Nappi, hanno scelto di presentare, non a caso all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sede del primo corso universitario italiano post laurea specificamente dedicato all’Exhibition Design con l’obiettivo di formare i nuovi manager per la valorizzazione dei beni culturali attraverso nuovi strumenti narrativi ed allestimenti multimediali, il progetto comune “Nuovi strumenti di narrazione e valorizzazione dei beni culturali: lo speleo-teatro alle Grotte di Pertosa-Auletta”, l’unico sito speleologico in Europa dove è possibile navigare un fiumesotterraneo addentrandosi verso il cuore di una montagna, una delle grandi perle del Parco Nazionale del Cilento, laddove la provincia di Salerno si avvicina anche alla Basilicata e alla Calabria.

Speleo Teatro: Il viaggio di Ulisse nell’Ade con gli spettatori in barca

Per tutto il 2016, per un weekend al mese, con una pausa solo nei mesi estivi (giugno-agosto) di overbooking delle Grotte, le straordinarie suggestioni epiche di “Ulisse: il viaggio nell’Ade”, uno spettacolo inedito realizzato e prodotto da “Il Demiurgo” con la regia e la sceneggiatura di Francescoantonio Nappi, che racconta della travagliata discesa agli inferi di Ulisse a caccia dell’indovino Tiresia, accompagneranno il sabato e la domenica con tre spettacoli al giorno (ore 17-19-21 e la domenica anche alle 11.30) i visitatori delle Grotte di Pertosa-Auletta. L’appuntamento inaugurale è fissato per il 27 e 28 Febbraio (programma completo su www.ildemiurgo.it).

“Lo spunto omerico – ha spiegato il regista – verrà trasfigurato nella dimensione meravigliosa delle grotte e il viaggio del più “umano” degli eroi, sempre in bilico tra genio e malizia, eroismo e viltà, furbizia ed ambizione, diventerà il viaggio di ognuno di noi tra sogni ed incubi, tra traguardi raggiunti e fallimenti subiti, per giungere alla serenità di quello che ogni uomo chiama casa”.

Epico sarà soprattutto l’allestimento scenico, realizzato grazie al contributo organizzativo della Fondazione MIdA-Musei Integrati dell’Ambiente, che farà da cornice ad uno spettacolo itinerante in cui gli eroi cantati da Omero si muoveranno tra gli spettatori, navigheranno con loro sulle barche all’interno delle grotte, e viaggeranno insieme ad essi dalla luce all’oscurità. Lo spunto narrativo è dato dalla necessità dell’eroe omerico di trovare una strada per tornare alla sua amata Itaca. Per questa ragione Circe lo indirizza verso l’Ade, a interrogare Tiresia.

Durante la peregrinazione, narrata nell’XI libro dell’Odissea, Ulisse incontra molti compagni caduti a Troia, sua madre, tanti personaggi della mitologia classica e soprattutto riesce a ottenere lumi sul suo futuro dall’indovino.

“Nel nostro spettacolo – ha spiegato il regista Francescoantonio Nappi, tra i fondatori de “Il Demiurgo” – la catabasi di Ulisse, diventa anche e soprattutto un viaggio tra i fantasmi del suo passato e le ombre del suo futuro, un viaggio tra i suoi sogni e i suoi rimorsi, le sue ambizioni e i suoi rimpianti, un emblema di quel viaggio che tutti noi, alla scoperta di noi stessi, siamo chiamati a fare quotidianamente”.

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Arriva a Chiasso il XIX Festival di Cultura e Musica Jazz

Arriva a Chiasso il XIX Festival di Cultura e Musica JazzA Chiasso è in arrivo la 19a edizione del Festival di Cultura e Musica Jazz con star ed eventi di respiro internazionale tra cui Frankie Hi-Nrg, Louis Sclavis, Chris Potter, Gary Bartz, Ray Anderson ed altri affermati star internazionali della musica jazz

Chiasso (Svizzera), 22 febbraio 2016 – Si terrà a Chiasso, presso il Cinema Teatro, dal 10 marzo 2016 al 12 marzo 2016, la nuova edizione del Festival di cultura e musica jazz, un appuntamento ormai di grande richiamo per tutti gli amanti di musica e cultura jazz.

Tra gli ospiti di quest’anno si annoverano Frankie Hi-Nrg Mc con Dj Pandaj, Louis Sclavis Silk & Salt Quartet, Chris Potter Quartet, Gary Bartz Quartet, Ray Anderson & Smum Lugano Big Band, i Tandem, Francesco BearzattiTinissima 4ET, Benny Golson Quartet feat. Antonio Farao’, Dj Souljazz ed i Jazz Dinner.

Il festival di una piccola città di confine è cresciuto e con la prossima edizione si raggiungerà ormai la sua 19a edizione.

Lo farà rinnovandosi nella programmazione e nella forma, ma soprattutto, ripresentandosi nella sua sede d’origine e cioè il Cinema Teatro, che sarà baricentro della musica afroamericana di un’ipotetica ed insubriaca cinquantaduesima strada contagiando nel suo svolgersi anche le sue trasversali che, anche se dedicate a Verdi ed al sommo poeta, nei tre giorni del festival risuoneranno come in una sorta di swing street, tra variazioni sincopate, riff e ritmiche arrembanti.

Nel corso degli anni al Festival di Chiasso si sono esibiti musicisti di fama internazionale come Archie Shepp, Anthony Braxton, Gato Barbieri, Johsua Reedman, Stefano Bollani, nell’ambito di un programma di qualità e con proposte variegate in grado di attirare non solo appassionati, ma anche un pubblico più eterogeneo.

Per l’occasione i visitatori del Festival potranno soggiornare a prezzi agevolati presso l’Hotel Zen (www.hotelzen.ch) che ha creato una convenzione specifica, proponendo una location ristrutturata, atmosfera cordiale e rilassata, ristorante Bien-Être con idee gustose dello Chef, anche per vegetariani e celiaci, e Wi-Fi gratuito.

Per conoscere il programma nei dettagli visitare il sito web www.centroculturalechiasso.ch/category/festival-jazz

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La Camera Azzurra uno dei romanzi più riusciti del prolifico Georges Simenon,

La Camera Azzurra uno dei romanzi più riusciti del prolifico Georges Simenon, “Se io mi ritrovassi libera, faresti in modo di renderti libero anche tu?” Tony Falcone non aveva dato peso a quelle parole, coperte quasi dal rumore del treno “Lui e Andrèe erano due solo a letto, in quella camera azzurra che con una sorta di sfrenatezza impregnavano del loro odore”.Tutto sarebbe rimasto confinato in quello spazio, pensava lui, fuori dal tempo e dalla verità. La Camera Azzurra – pubblicato nel  1964 – è uno dei romanzi più riusciti del prolifico Georges Simenon, lo scrittore belga famoso per aver ideato il leggendario Maigret. Eppure la parte migliore della produzione letteraria di Simenon comprende una corposa serie di racconti e di romanzi che non sono ascrivibili alla categoria dei cosiddetti polizieschi – brutta parola, poco adatta anche a definire le storie che hanno come protagonista il celebre commissario parigino. Il tema narrativo de La Camera Azzurra è tra i più abusati nella storia della letteratura: l’adulterio. Scrivere un romanzo di successo parlando di tradimenti, dopo tutto quello che è stato raccontato sull’argomento dall’Iliade in poi, passando per Otello e Desdemona, può richiedere uno sforzo sovrumano. Si rischia di inciampare in una banalità scritta chissà quante volte. E’ capitato e capita a molti scrittori, ma non a Simenon, autore eclettico, dalla  vena originale e inesauribile, capace di attraversare qualunque genere letterario e di mandare in stampa un romanzo dopo appena venti giorni di lavoro metodico. Da grande maestro della narrativa, Simenon riesce a catturare l’attenzione del lettore con ogni dettaglio, anche il più insignificante: un rumore di passi, una luce che filtra attraverso la porta socchiusa, il gesto lento e silenzioso di un passante, il respiro affannoso di un bugiardo. La Camera Azzurra è la storia di un’attrazione fatale che non si interrompe neppure davanti a un duplice omicidio. Ogni giovedì pomeriggio Tony e Andrèe vivono ore di passione in un albergo fuori città. Tutto era cominciato per caso: una ruota bucata, lo sguardo invitante di lei, il cedimento palpitante di lui, proprio lì, sul ciglio della strada. Per Madame Despierre quegli incontri furtivi, concordati con un segnale dietro la finestra, sono una vera ossessione, una mania devastante che le imprigiona il corpo e l’anima. Un uragano di lussuria e crudeltà che travolge due famiglie e l’incolpevole Tony, anche lui come la sua amante condannato dal vortice di quella insana passione più di quanto non faranno i giudici della Corte d’Assise: “Mai, neppure nei momenti in cui  i loro corpi erano stati più uniti, l’aveva trovata così bella, così raggiante”. Il Simenon che non ti aspetti, il sublime narratore dell’eros violento e irrefrenabile, dell’abbraccio mortale di due complici sfacciati e insaziabili. Com’è lontano Maigret.

(Angelo Cennamo)    

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