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Arte, Cultura e spettacolo (78)

Danzatori dall’Italia e dall’Estero per DanzaMareMito Al via domenica ad Ascea la IX edizione del campus estivo

Danzatori dall’Italia e dall’Estero per DanzaMareMito  Al via domenica ad Ascea la IX edizione del campus estivoDalla Svizzera ma anche da tutto il Bel Paese: giovani danzatori italiani e stranieri approdano nella culla del Mito della Magna Grecia per studiare danza. È questa la grande novità di Danzamaremito, stage internazionale realizzato con il patrocinio della Provincia di Salerno e del Comune di Ascea, organizzato dall’Associazione Culturale Ala Promozione delle Arti di Salerno, che questa domenica, 23 agosto, prenderà il via presso il villaggio Olimpia di Ascea Marina fino al 30 agosto.

Punto di forza del campus, che si impone da nove anni con fermezza nel panorama degli eventi del settore, è il suo “format”. Gli stagisti vivono per una settimana dividendosi tra le lezioni con i prestigiosi maestri e momenti di relax, mare, divertimento, confrontandosi tra loro, stringendo nuove amicizie e vivendo a stretto contatto con i doceti anche al di fuori delle lezioni.

Tante le novità messe in campo per la IX edizione e tra queste un viaggio nel mondo della danza classica maschile, meno esplorato rispetto a quello femminile. In cattedra l’etoile Ugo Ranieri, Maître de Ballet e già Primo Ballerino Teatro di San Carlo di Napoli, che impartirà anche lezioni di passo a due. Un’attenzione insolita ma doverosa al genere per evidenziare la figura dell’uomo nella danza, considerata, in passato, soprattutto di supporto alla donna: solo in tempi relativamente recenti (il secolo scorso) ha acquistato un proprio ruolo sulla scena artistica, grazie al mutamento del gusto e alle innovazioni intervenute nell’ambito della didattica e, soprattutto, grazie al contributo della danza libera, che le ha permesso di diventare maggiormente interpretativa e coreografica. Lo stile contemporaneo sarà affidato invece a Michele Merola, giovane danzatore e coreografo già Premio Positano Leonide Massine. Ha lavorato nelle migliori compagnie italiane e straniere, e oggi è direttore artistico e coreografo principale della MM Contemporary Dance Company, vincitrice del premio Danza&Danza come migliore compagnia emergente italiana. Chicca tra le novità, tutte le lezioni saranno impreziosite dall’accompagnamento live dei maestri Alexandra Brucher (al pianoforte) del Teatro di San Carlo e Beppe Cotella (alle percussioni) del Teatro Nuovo di Torino.

Ma torneranno anche i maestri della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli: Martha Iris Fernandez, docente della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo e Vice Direttore della Scuola Nazionale del Balletto di Cuba, e Antonina Randazzo, docente della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo e Maitre de Ballet. Per la danza jazz, confermata la partecipazione di due dei più prestigiosi esponenti del settore: Madame Martine Mattox, docente Matt Mattox Art Tecnique Free Style (Perpignan, Francia) e Gianin Loringett, Direttore Compagnia e Centro Professionale Off Jazz (Nizza, Francia). Nel programma giornaliero anche le lezioni di Riequilibrio Posturale per danzatori® a cura della dottoressa Annamaria Salzano, che mira alla tutela dell’integrità fisica dei danzatori, al miglioramento delle loro prestazioni e alla prevenzione dei traumi.

INFO UTILI Ancora aperte le iscrizioni per prendere parte allo stage internazionale. Associazione ALA- Promozione delle Arti - Via La Mennolella 111, 84126 – Salerno tel. 339 2811386; 333 1294829; www.danzamaremito.it; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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IL FESTIVAL BOTTEGHE D’AUTORE FESTEGGIA I DIECI ANNI CON PEPPE SERVILLO & SOLIS STRING QUARTET E CINASKI

IL FESTIVAL BOTTEGHE D’AUTORE FESTEGGIA I DIECI ANNI  CON  PEPPE SERVILLO & SOLIS STRING QUARTET  E CINASKIPeppe Servillo & Solis String Quartet e Cinaski, accompagnato dalle canzoni di Claudio Gnut, sono gli ospiti dell’edizione 2015 del festival Botteghe d’autore che si terrà il 10 e 11 agosto come sempre nel centro storico di Albanella (Sa). Il contest, che festeggia quest’anno i dieci anni di attività,  è organizzato dalla Pro loco di Albanella, presieduta dal neopresidente Vincenzo Maraio con la direzione artistica di Ivan Rufo.

Il festival prenderà il via il lunedì 10 agosto con il Caffè Letterario che ospiterà il poeta bardo Vincenzo Costantino “Cinaski”. Sul palco lo spettacolo di Cinaski "Nato per lasciar perdere", un recital/concerto a partire dalla raccolta poetica e dal disco “Smoke” di Vincenzo Costantino, mosso anche dagli strumenti suonati dal vivo. Un insieme di canzoni, letture e monologhi sulla scia della last generation, verso la fine del politicamente corretto in una prospettiva poetica e musicale che rintraccia le modalità dello stand up poetico, dell'ironia e della canzone recitata. Un assolo del poeta Cinaski, poeta, narratore, reader e neo-comunicatore, con la complicità dell'accompagnamento alla chitarra e delle canzoni di Claudio Gnut.

Si prosegue con la serata clou di martedì 11 agosto, appuntamento fisso per la canzone di qualità e per il concorso. Quest’anno sul prestigioso palco di Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto di Albanella avranno modo di esibirsi, con i loro brani originali, i finalisti:

Gerardo Attanasio (NA) "Fortuna e la pioggia",

Bardamu (RC) "Punto di Corda",

Diversamente Rossi (NA) "Quasi un viavai",

Nicola Genovese (FI) "La grande muraglia",

Helena Hellwig (MI) "Alla Marylin Morro’",

Marlò (PE) "Il pozzo nell’anima",

Punto e Virgola (FC) "Cuoca",

Salamone (PA) "Un pescatore di sorrisi",

Davide Trebbi (RM) "Questa sera",

Carlo Valente (RI) "Tra l’altro".

La giuria di qualità che assegnerà il Premio Botteghe d’Autore 2015 sarà composta da: Roberta Balzotti (Gr1 Rai), Fausto Pellegrini (Rainews24), Paolo Talanca (Il Fatto quotidiano), Barbara Landi (Il Mattino), Alessandra de Vita (La Città), Alessia Pistolini (Critico musicale), Annino La Posta (operatore del Club Tenco), Gaetano d'Aponte (Premio Bianca d'Aponte) Gigi Rufo (Musicista), Biancaluna Bifulco (Dum Dum Republic), Domenico Tanza (Casa Rubini), Piergiorgio Faraglia (Premio Botteghe d’Autore 2015). Seguirà un breve intervento musicale del vincitore della scorsa edizione Piergiorgio Faraglia.

Grandi e attesissimi ospiti saranno Peppe Servillo & Solis String Quartet in “Spassiunatamente”. Il progetto “Spassiunatamente” è un omaggio alla cultura e alla canzone classica napoletana, l’inizio di un viaggio, senza limiti di tempo e di spazio che vede l’avvicendarsi di brani famosi con brani meno conosciuti e qualche volta dimenticati ma non per questo minori. L’incontro tra questi artisti ha dato vita ad un inedito disco dove l’arte e lo spessore di Peppe Servillo si fondono con la maestria e la visione degli archi del Solis String Quartet, rendendo questo progetto unico nel suo genere. Attraverso una rilettura raffinata e popolare di un repertorio di classici, che vanno da Raffaele Viviani ad E.A. Mario fino a Renato Carosone, si racconta una Napoli non oleografica bensì una città che è stata ed è a pieno titolo una autentica capitale.

 

Novità di questa decima edizione è la collaborazione tra l’etichetta Hydra Music e la Pro loco di Albanella per la realizzazione della compilation dei finalisti.

Per info www.botteghedautore.it

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PREMIO BINDI: FRA GLI OSPITI RENZO RUBINO, FAUSTO MESOLELLA, ZIBBA E MOLTI ALTRI

PREMIO BINDI: FRA GLI OSPITI RENZO RUBINO, FAUSTO MESOLELLA, ZIBBA E MOLTI ALTRIIl 2015 è un anno di grandi sorprese per il Premio Bindi, il festival promosso dal Comune di Santa Margherita Ligure con il patrocinio di Regione Liguria e di Expò Milano 2015 ed in programma dal 3 al 5 luglio.
Con dieci anni di festival alle spalle, in questa undicesima edizione il “Bindi” porta a Santa Margherita la migliore canzone d’autore emergente e per la prima volta si apre ad un genere musicale che negli ultimi anni è arrivato ad un pubblico ancora più ampio. La prima serata del Premio Bindi 2015, venerdì 3 luglio, sarà infatti dedicata al Rap.
Enrica Corsi, che da sempre cura la direzione artistica del Festival, non nasconde la sua soddisfazione per questa sorpresa: “Anche se alcuni esponenti di questo genere rifiutano l’etichetta di cantautori, in realtà il rap oggi rappresenta quello che negli anni ‘70 è stata la canzone d’autore: l’espressione più genuina ed istintiva della generazione giovane, la canzone di denuncia e di protesta con un linguaggio non convenzionale e di rottura rispetto alla musica dei propri genitori.” Così i brani di Fedez, Emis Killa e ancor prima quelli di Caparezza e Frankie Hi Energy rappresentano per i ragazzi la musica di rottura come lo sono stati, per i cinquantenni di oggi, canzoni come “L’avvelenata” di Guccini, i brani di Claudio Lolli o il rock di denuncia di Edoardo Bennato.
Per parlare di Rap, il Premio Bindi ha invitato a Santa Margherita Federico Sacchi, divulgatore e critico musicale piemontese, autore ed interprete del ciclo Soulful Songwriters, che propone il suo spettacolo “Hidden Roots”, una “esperienza d’ascolto” con contributi audio e video, in cui racconta la storia del progenitore dell’Hip Hop, Gil Scott-Heron, e della nascita del rap, individuata nell’estate del 1970, con il suo brano “The revolution will not be televised”. Federico ci porterà per mano in un affascinante viaggio alla scoperta di quello che ha portato allo sgorgare di questo modo di fondere insieme musica e parole e ci racconterà come, quando si portano alla luce le radici di un albero, si scopre quanto esse siano intricate, contorte e bellissime nella loro irregolarità.
A concludere la serata, una piccola chicca che porterà ancora più vicini all’anima del Rap: la performance di Mike from Campo, rapper “nostrano” di Campomorone che spopola in rete con migliaia di visualizzazioni su YouTube dei suoi brani rappati in dialetto genovese. Un fenomeno locale che dimostra, con il suo successo, quanto questo genere sia vicino al cuore delle nuove generazioni, e quanto sia genuino ed immediato il linguaggio d’espressione del rap.

La seconda giornata del Festival, sabato 4 luglio, sarà dedicata al Contest vero e proprio: protagonisti assoluti gli otto finalisti che si esibiranno davanti alla giuria del Premio Bindi, composta da personaggi ed esperti del mondo della musica d’autore. Già nel pomeriggio gli otto cantautori emergenti avranno modo di far conoscere ai giurati la propria musica, esibendosi in acustico sul palco dei Giardini a mare con due brani del proprio repertorio. In serata il contest si sposta sul palco principale dell’Anfiteatro Bindi, dove i finalisti eseguiranno un proprio brano ed una loro interpretazione di un brano di un cantautore storico. Il Premio Bindi è l’unico concorso in cui la giuria esprime il proprio voto definitivo basandosi sull’ascolto di ben quattro brani di ciascun concorrente: in questo modo il riconoscimento verrà assegnato all’artista che “convince” di più globalmente e non solo ad una singola canzone. Oltre alla targa di riconoscimento del Premio Bindi, il primo classificato riceverà la Targa AFI, l'Associazione Fonografici Italiani, che dal 2013 collabora con il Premio. Inoltre quest’anno il vincitore avrà la possibilità di partecipare gratuitamente ad una master-class per cantautori presso AKAMU, la neonata Accademia dello Spettacolo e Casa della Musica della Università di Asti.
Padrino d’eccezione dei finalisti sarà un cantautore giovane e già apprezzato: Renzo Rubino, rivelazione tra i Giovani al Festival di Sanremo 2013, dove ha ottenuto il Premio della Critica intitolato a Mia Martini, e classificato al terzo posto tra i Campioni a Sanremo 2014, oltre che premio Lunezia 2013 e Wind Music Award Next Generation 2014.

Domenica 5 luglio, il palco dei giardini a mare ospiterà nel pomeriggio showcase e presentazioni di libri di argomento musicale di recente uscita, a cura di Enrico Deregibus, consulente artistico del Premio. In serata il Premio Bindi 2015 chiude con uno Special Project, “Gli amici se ne vanno”, nato da un’idea di Massimo Cotto (giornalista musicale, autore e conduttore, da sempre amico del festival) che si ispira ad una delle più belle canzoni di Umberto Bindi “La musica è finita”. Il titolo vuole ricordare i grandi cantautori scomparsi, da Gaber a Ciampi, da Tenco a De André e tanti altri, che hanno lasciato ai giovani un immenso patrimonio artistico. A loro il Premio Bindi dedica un commosso omaggio affidando l’interpretazione dei loro brani ad alcuni dei vincitori delle scorse edizioni del Premio: Cristina Nico, Piji, Federico Sirianni e Zibba. Ospite speciale della serata sarà Fausto Mesolella, storico ed apprezzato componente degli Avion Travel e protagonista di molte altre produzioni, che riceverà anche il Premio Artigianato della Canzone 2015 per il suo lavoro. Così sul palco di Santa Margherita si rinnoverà un ideale legame tra la canzone d’autore storica e quella delle nuove leve, che ne raccolgono l’eredità e la perpetuano arricchendola con la loro personalità.
Il Sindaco di Santa Margherita Ligure, Paolo Donadoni, parlando del Premio, che, oltrepassato il giro di boa dei dieci anni di attività, è diventato uno degli eventi più longevi dedicati alla canzone d’autore, afferma: “La formula vincente del Premio è stata, fin dal principio, il saper accostare, a nomi di fama acclarata, alcuni giovani emergenti di buon livello artistico che, nel corso degli anni, hanno ottenuto ottimi consensi, approdando a manifestazioni che hanno permesso di renderli noti al grande pubblico. Un altro elemento che ha connotato costantemente questa manifestazione è la capacità di coniugare la musica con l’arte della parola, custodendo come un risultato prezioso la qualità del risultato artistico.” Presentatori delle serate saranno due grandi amici del Premio Bindi: Antonio Silva, storico componente del Club Tenco e Roberta Balzotti, giornalista RAI.
Oltre alla componente musicale, il Premio Bindi ripropone il Bindi Village negli spazi dei giardini a mare intorno al palco principale: appuntamento ormai tradizionale e particolarmente importante quest’anno, in cui il Festival si fregia del prestigioso patrocinio di EXPO2015. Una concomitanza non solo temporale ma anche di argomenti: l'esposizione di operatori commerciali, aziende e realtà culturali e artistiche che collaborano con il Premio Bindi racconta il legame stretto e sempre più importante tra gusto e conoscenza, cucina e cultura, tradizioni culinarie e storia del territorio.

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ESCE OGGI PAROLE IN PRIMO PIANO I FAVONIO CANTANO LE POESIE DI ALBA AVESINI

Una “poetessa in incognito” che scriveva versi che “nascondevano” canzoni. Una band che le ha fatto subito tana mettendole in musica con il controcanto di ben nove signore della canzone italiana. Sono questi gli elementi da cui prende forma “Parole in primo piano”, il nuovo album dei Favonio che trasforma in canzoni nove liriche tratte dal libro di Alba Avesini “Poesie e filastrocche”, opere che – come recita il booklet del Cd - “arbitrariamente il marito e un’amica decisero di pubblicare a dieci anni esatti dalla sua scomparsa”.
“Parole in primo piano” (distribuzione Believe Digital) è un album che nasce dall’incontro di storie e di impulsi: quelli di Alba che riempiva agende e foglietti di versi che camuffava firmandoli col nome di autori di canzoni, quelli di Enrico de Angelis e Francesca Rizzotti che hanno deciso di riunirli in un volume e quelli dei Favonio che, rapiti da quei versi, hanno preso a musicarli uno dopo l’altro. Per impulso. Da lì all’idea di racchiuderli in un disco, il passo è stato breve. Dopo due album di proprie composizioni, ricchi di riconoscimenti e gratificazioni, la band pugliese stavolta si è cimentata in un progetto diverso, interpretando e arrangiando i brani con fantasia e intensità.
E poi ci sono altre nove storie ed impulsi: quelli di Alice, Rossana Casale, Patrizia Laquidara, Petra Magoni, Margot, Giovanna Marini, Momo, Erica Mou e Paola Turci, ognuna delle quali interpreta con i Favonio un brano del disco.
Nove tracce, molto diverse una dall'altra. Ma la personalità di Alba Avesini era forte e variegata come le sue liriche e le tante facce di questa femminilità non potevano essere interpretate da una voce unica. E quindi ecco nove sfumature di femminilità per un ritratto di donna e poetessa. La dolcezza, l'erotismo, la malinconia, l'esuberanza, il sorriso ed altro ancora.
Ogni canzone ha quindi una sua particolarità, è un mondo a sé, sia dal punto di vista lirico-tematico che musicale: si va da funk al jazz fino alla bossanova. A chiudere il disco, un decimo brano, “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, in una traduzione inedita di Paolo Marrone e Mimmo Petruzzelli. È stata inserita per due motivi: è un vezzo dei Favonio avere una cover in ogni album ed è una delle canzoni che Alba scelse di far suonare durante il suo matrimonio.
La copertina dell’album è una foto di Renzo Chiesa, uno dei più affermati fotografi musicali italiani, che ritrae la veduta verso l’alto di un cortile tunisino, con il cielo illuminato da una particolare luce prodotta dalla luna. E “lunare” era il carattere di Alba nei ricordi di chi la conosceva.
Per i testi nel libretto sono stati utilizzati gli scritti originali, fotografati da Chiesa.
Il mix è stato curato da Taketo Gohara con il Mobilis In Mobili e presso le Officine Meccaniche Recording Studio di Mauro Pagani. Lo stesso Pagani suona il violino in “Vattene Ansia”. Nel disco hanno suonato anche: Michele Carrabba, Michela Celozzi e Daniele Moretto.

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“Maria di Magdala”, il Nuovo Libro di Antonio Renda

“Maria di Magdala”, il Nuovo Libro di Antonio RendaMonza(MB).- L’associazione onlus L’Arca di Noè di Monza presenta l’opera dell’autore Antonio Renda che si titola: “Maria di Magdala” pubblicata dalla Aldenia Edizioni s.a.s di Luca Cecchi di Firenze – Anno 2015.

Questo lavoro dell’autore fa parte della raccolta “Le Monete del Rabbì” che per similitudine riprende la parabola della moneta smarrita, e poi ritrovata, narrata da Gesù durante la sua predicazione.

Il progetto editoriale prevede quattro personaggi: il primo che si identifica nell’opera <<Tu es Petrus>> edita nel 2014 dalla Aldenia Edizioni s.a.s di Luca Cecchi di Firenze in cui l’autore Antonio Renda compara virtualmente ed allegoricamente “Simon Pietro” alla moneta sempre fulgida e splendente.

Mentre, nella seconda opera il personaggio <<Maria di Magdala>> è comparabile alla moneta perduta e poi ritrovata.

Seguiranno altri due personaggi dello stesso autore le cui rispettive narrazioni completeranno la raccolta, ma i titoli ed i contenuti non possono essere anticipati in questo momento per doveri editoriali.

Le narrazioni poggiano su due basi fondamentali: gli avvenimenti storici accertati e ciò che nei Vangeli ci viene tramandato.

Queste sono le linee guida inconfutabili che nel loro insieme aiutano a comprendere la realtà socio politica di quel tempo che comunque incideva nel vivere quotidiano.

Ed in questa cornice che l’autore intercetta, perché percepisce, le ansie e le incredulità di un pescatore ( nell’opera <<Tu es Petrus>>)che, una volta conosciuto Gesù, Lo segue insieme al fratello Andrea poi divenuto anche lui Apostolo.

L’autore si pone come un essere invisibile e vive nella narrazione le stesse incredulità, i timori ed i dubbi; l’esaltazione e la meraviglia di fronte alle parole udite dall’Uomo Gesù.

Antonio Renda si trasla con il pensiero a duemila anni fa e ode le parole di Pietro alla moglie Rahel (nome immaginario per assenza di fonti), vivendo e soffrendo di quest’ultima la decisione che dovrà prendere.

Oppure, il dubbio di Pietro: “Perché io!” è il dubbio dell’autore.

Ma in tutti i frangenti, nel corso della narrazione, si scopre come i dialoghi sono tutti illuminati da una luce di certezza e di <<credo>> nelle parole del Rabbì!

Ebbene, l’opera “Maria di Magdala” ha in sé la stessa struttura; con la differenza che si parla di una giovane donna che non ha studiato a fondo le Sacre Scritture come Simon Pietro il quale, pur autodidatta, ne percepisce il <<fumus>> di speranza che è la guida integerrima del suo vivere quotidiano e del suo <<Credo>>.

Invece<<Maria di Magdala>>, pur non possedendo una tale conoscenza da incidere profondamente nel suo essere e nel suo vivere, procede per altre vie di pensiero.

L’autore ode, comunque, il lamento della donna, espresso sia con voce che con il pensiero, soffrendo con lei; come se fosse lì presente ad ascoltarne le vicissitudini della sua esistenza vicino alla fuoco lungo il litorale del mare di Galilea.

Ebbene anche in quest’opera, come in <<Tu es Petrus>>, rimangono inconfutabili e certi gli avvenimenti storici e ciò che ci trasmettono i Vangeli.

E’ nelle aree silenti della storia che l’autore immagina dialoghi ed eventi il più possibile verosimili che confluiscono con naturalità in ciò che è accertato in modo che il lettore non coglie alcun distacco.

Anzi il tutto rientra in un logico e conseguenziale divenire degli eventi.

Emerge così, in Maria di Magdala, un personaggio vero e genuino; non scevro di emozioni realmente umane che giunge con incredulità ed estasi ad esclamare dinanzi alla tomba scoperchiata del Maestro: “Rabbunì!”(Maestro mio).

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Il Teatro Nuovo di Napoli presenta La stagione teatrale 2015/2016

Il Teatro Nuovo di Napoli presenta La stagione teatrale 2015/2016Evoluzione e ricerca costante nella programmazione sono le linee guida che caratterizzano il lavoro del Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo, per il Teatro Nuovo di Napoli, che affida l’apertura della stagione teatrale 2015-2016 alla creatività di Enzo Moscato, con il debutto, in prima nazionale, dello spettacolo Grand’Estate (Un delirio fantastorico, 1937/1960… ed oltre), di cui il drammaturgo partenopeo sarà interprete e regista.
Una stagione, la prossima, all’insegna della qualità e attenta alle esigenze del pubblico, con quindici proposte sceniche in programma che, dal prossimo novembre fino ad aprile 2016, rafforzano l’impegno incessante nella programmazione della storica sala cittadina, rispettandone la vocazione storica per la ricerca propositiva.
L’offerta programmatica e la contemporaneità dei linguaggi sono molto attente alle attuali esigenze di un pubblico molto vivace, che, rispetto al passato, gode di una maggiore offerta nel panorama teatrale partenopeo, senza trascurare il passato che ha reso importante la sala di via Montecalvario.
“Sono proprio questi presupposti - sottolinea il direttore artistico Alfredo Balsamo - che ci esortano a lavorare alacremente per la creazione di una offerta culturale sempre più in sintonia con il pubblico, destinatario del nostro sforzo, in cui sia gli “affezionati” sia i “nuovi” fruitori possano trovare sempre più stimolante la nostra stagione teatrale. A partire dal prossimo anno, il cartellone sarà più ampio, ospitando, oltre ai dieci spettacoli in abbonamento, cinque interessanti proposte fuori abbonamento, unitamente ad ulteriori iniziative che arricchiranno l’intera programmazione”.
La programmazione vedrà alternarsi in scena artisti già fortemente riconosciuti da pubblico e critica quali Enzo Moscato, Toni Servillo, Maria Paiato, Arianna Scommegna, Andrea Renzi, Lino Musella, Paolo Mazzarelli, Chiara Caselli, Antonio Salines, Claudio Di Palma, Fausto Paravidino, Arturo Cirillo, Mimmo Borrelli, Imma Villa, Milvia Marigliano.
Sul palcoscenico del Teatro Nuovo saranno proposti testi di autori che vanno da Pier Paolo Pasolini a Enzo Moscato, da Ruggero Cappuccio a Fausto Paravidino, da Samuel Beckett a Josep Maria Benet i Jornet, da Giuseppe Patroni Griffi a Sergio Pierattini, da Daniel Glattauer a Sarah Kane.
Il palcoscenico del Teatro Nuovo ospiterà spettacoli e riletture firmati da importanti registi, in alcuni casi anche interpreti in scena, del panorama nazionale e internazionale come Toni Servillo, Arturo Cirillo, Enzo Moscato, Maurizio Scaparro, Carlo Cerciello, Pierpaolo Sepe, Luciano Melchionna, Mimo Borrelli, Fausto Paravidino, che tracceranno le linee artistiche della prossima stagione teatrale della palcoscenico partenopeo, le cui scelte sono sempre orientate sulla molteplicità di linguaggi e contenuti, articolati in maniera conforme all’intero programma artistico, di cui la stagione sarà vera espressione.

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RUFOLI-PARIGI/ PARIGI-RUFOLI Les amis de Pascal Jean- Pierre Duriez e Patrizia Greco Museo Città creativa 16 maggio-5 giugno

RUFOLI-PARIGI/ PARIGI-RUFOLIUno scambio artistico iniziato da alcuni anni alle Fornaci dei De Martino, scambio fra Parigi e Rufoli  (che è già stata testimone di altri sperimentalismi artistici di cui il più lontano fu quello con due ceramiste dell’Honduras )  che vedrà il suo momento espositivo presso il Museo Città creativa alle ore diciotto del prossimo sedici maggio 2015.
Jean Pierre Duriez è un artista francese che ha il laboratorio a Montmartre e che opera fin dal ‘69 ,anno in cui a Megève incontra Picasso.
L’avventura nel mondo dell’arte si sospende nel 76, anno in cui  l’artista incontra la sceneggiatrice Jackie Fryszman , e si dedicherà per un lungo periodo in cui vive a Roma, al cinema ed al teatro. E proprio i programmi televisivi ispireranno fondamentalmente i suoi quadri sui Grandi chef, sulle stelle della gastronomia mondiale.
Sono in parte questi i dipinti da cui è partita Patrizia Greco, ceramista salernitana operante da decenni nel campo della scultura ceramica.
Grazie a questo connubio artistico il cotto Rufoli è approdato a Parigi e precisamente agli Champs Elisèes Centre  Danmark l’estate scorsa. E per il prossimo sedici maggio ritorna al luogo della creazione artistica presso il Museo Città creativa fine del suo itinerario che ha visto altre città italiane e francesi.
Trenta teste umane disegnate e dipinte da Duriez sono state successivamente scolpite in argilla in parte grezza in parte smaltata dalla Grieco già da tempo operante presso il laboratorio di Rufoli e che ha operato in passato anche con altri materiali con una poliedricità  veramente singolare.
Altro scambio artistico Duriez lo ha creato con Gilbert Duran artista del design con cui ha realizzato in vari materiali una sedia artistica sui generis
In cotto ed in plexiglass.
“Un po’ espressionista,un po’ surrealista, Duriez fa dell’arte una ecole du regard.” è stato detto di lui da Claude Angelini, giornalista newyorkese.
Duriez ha percorso trasversalmente e con successo diverse strade dell’arte dalla fotografia, al teatro al cinema. I suoi dipinti sottolineano anche il forte rapporto da lui avuto con lo schermo bianco della televisione.
I suoi musicanti, i suoi marinai, i suoi chef calcano il palco bidimensionale della tela, entrano in scena alla stregua di attori, creando di volta in volta nuove trame. Le forme allungate, sinuose, che tanto evocano le figure di Toulose-Lautrec, ci invitano ad entrare nella loro atmosfera, nel loro ritmo di allegria, serenità creando una empatia positiva.
Un’arte ironica e giocosa che secondo Pasquale >Persico suo curatore in una mostra romana sottolinea che”tradizione e metamorfosi vivono insieme….e Jean Pierre mostra la  creatività del nomade che sa leggere il proprio tempo e sa vivere di città di confine dipingendo personaggi come paesaggi di una nuova ecologia, quella dell’anima”.


In contemporanea alla mostra ci sarà la mattina dello stesso giorno l’inaugurazione dell’arredo urbano in ceramica realizzato dal Liceo artistico Andrea Sabatini a copertura dei piloni del Museo che finalmente caratterizza lo spazio esterno fino ad ora spoglio ed anonimo.
L’inagugurazione sarà fatta alla presenza dell’Assessore Eva Avossa promotore del progetto e della preside Ester Andreola.
La professoressa che ha seguito il progetto e la sua fattibilità è Anna Sessa.

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BARDAMU’, parte da Roma “LE NOTTI BIANCHE YOUTUBE LIVE TOUR”

Una serie di secret-show annunciati in rete poche ore prima del loro inizio, in diretta YouTube dall’Italia e dall’estero. E’ questo “Le notti bianche – YouTube live tour”, il tour del duo Bardamù ((Alfonso Tramontana e Ginaski Wop) che partirà il 7 maggio prossimo da Roma, alle ore 20.00, da “Il Barattolo”, l’originale book-bar nel cuore di Borgo Pio (al civico 192): l’occasione per presentare l’album, “Le notti bianche” appunto, ma anche per testare le potenzialità del canale live streaming dei Bardamù
Un progetto totalmente libero e dedicato alla rete quello dei Bardamù che hanno voluto anche che il loro disco fosse disponibile sin da subito in free download.
"Dato che quello del musicista è un lavoro autonomo – spiegano - tanto vale bypassare i filtri relativi a booking e palinsesti spesso molto intasati, e rivendicare l'autonomia nel modo più diretto e indie possibile: una webcam e un Wi-Fi. È anche un modo per arrivare a più persone contemporaneamente, scegliendo le location in base al momento e alla qualità del segnale, naturalmente”. “Non è un modo di evitare o snobbare i club – precisano Alfonso e Ginaski - realtà dalla quale proveniamo, tanto è vero che questo tour parte da Il Barattolo, che è un locale predisposto, tecnicamente e idealmente, all'ascolto e all'arte".

Il nuovo lavoro discografico dei Bardamù si compone di 8 tracce inedite, dove “distanze” e “innocenze” fanno da filo conduttore. “Sound e testi – spiegano i Bardamù - intendono condurre ad una dimensione rarefatta, iperreale, come a inseguire e rifugiarsi in quelle innocenze che, ormai, geografie e tempo hanno reso distanti”.
Il riferimento letterario del titolo “Le notti bianche” è palese: come nell’omonimo romanzo di Dostoevskij la sequenza sonora del disco è scandita per blocchi: 4 notti e un mattino.
Di notte in notte - fino a un mattino pieno di verità - si articolano storie d’amore, di quartieri, di amici turbolenti, di autostrade, di bar e di cieli fumosi.

(Prima notte) - Incipit;
(Seconda Notte) - La notte a Milano; E balleremo l’amore;
(Terza Notte) - Punto di corda; Via della Vite;
(Quarta Notte) - Onda;
(il Mattino) - interludio (nda); Mentre fuggivi via;

Le notti bianche è il secondo disco ufficiale del duo Bardamù.

 

 

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