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RUFOLI-PARIGI/ PARIGI-RUFOLI Les amis de Pascal Jean- Pierre Duriez e Patrizia Greco Museo Città creativa 16 maggio-5 giugno

RUFOLI-PARIGI/ PARIGI-RUFOLIUno scambio artistico iniziato da alcuni anni alle Fornaci dei De Martino, scambio fra Parigi e Rufoli  (che è già stata testimone di altri sperimentalismi artistici di cui il più lontano fu quello con due ceramiste dell’Honduras )  che vedrà il suo momento espositivo presso il Museo Città creativa alle ore diciotto del prossimo sedici maggio 2015.
Jean Pierre Duriez è un artista francese che ha il laboratorio a Montmartre e che opera fin dal ‘69 ,anno in cui a Megève incontra Picasso.
L’avventura nel mondo dell’arte si sospende nel 76, anno in cui  l’artista incontra la sceneggiatrice Jackie Fryszman , e si dedicherà per un lungo periodo in cui vive a Roma, al cinema ed al teatro. E proprio i programmi televisivi ispireranno fondamentalmente i suoi quadri sui Grandi chef, sulle stelle della gastronomia mondiale.
Sono in parte questi i dipinti da cui è partita Patrizia Greco, ceramista salernitana operante da decenni nel campo della scultura ceramica.
Grazie a questo connubio artistico il cotto Rufoli è approdato a Parigi e precisamente agli Champs Elisèes Centre  Danmark l’estate scorsa. E per il prossimo sedici maggio ritorna al luogo della creazione artistica presso il Museo Città creativa fine del suo itinerario che ha visto altre città italiane e francesi.
Trenta teste umane disegnate e dipinte da Duriez sono state successivamente scolpite in argilla in parte grezza in parte smaltata dalla Grieco già da tempo operante presso il laboratorio di Rufoli e che ha operato in passato anche con altri materiali con una poliedricità  veramente singolare.
Altro scambio artistico Duriez lo ha creato con Gilbert Duran artista del design con cui ha realizzato in vari materiali una sedia artistica sui generis
In cotto ed in plexiglass.
“Un po’ espressionista,un po’ surrealista, Duriez fa dell’arte una ecole du regard.” è stato detto di lui da Claude Angelini, giornalista newyorkese.
Duriez ha percorso trasversalmente e con successo diverse strade dell’arte dalla fotografia, al teatro al cinema. I suoi dipinti sottolineano anche il forte rapporto da lui avuto con lo schermo bianco della televisione.
I suoi musicanti, i suoi marinai, i suoi chef calcano il palco bidimensionale della tela, entrano in scena alla stregua di attori, creando di volta in volta nuove trame. Le forme allungate, sinuose, che tanto evocano le figure di Toulose-Lautrec, ci invitano ad entrare nella loro atmosfera, nel loro ritmo di allegria, serenità creando una empatia positiva.
Un’arte ironica e giocosa che secondo Pasquale >Persico suo curatore in una mostra romana sottolinea che”tradizione e metamorfosi vivono insieme….e Jean Pierre mostra la  creatività del nomade che sa leggere il proprio tempo e sa vivere di città di confine dipingendo personaggi come paesaggi di una nuova ecologia, quella dell’anima”.


In contemporanea alla mostra ci sarà la mattina dello stesso giorno l’inaugurazione dell’arredo urbano in ceramica realizzato dal Liceo artistico Andrea Sabatini a copertura dei piloni del Museo che finalmente caratterizza lo spazio esterno fino ad ora spoglio ed anonimo.
L’inagugurazione sarà fatta alla presenza dell’Assessore Eva Avossa promotore del progetto e della preside Ester Andreola.
La professoressa che ha seguito il progetto e la sua fattibilità è Anna Sessa.

BARDAMU’, parte da Roma “LE NOTTI BIANCHE YOUTUBE LIVE TOUR”

Una serie di secret-show annunciati in rete poche ore prima del loro inizio, in diretta YouTube dall’Italia e dall’estero. E’ questo “Le notti bianche – YouTube live tour”, il tour del duo Bardamù ((Alfonso Tramontana e Ginaski Wop) che partirà il 7 maggio prossimo da Roma, alle ore 20.00, da “Il Barattolo”, l’originale book-bar nel cuore di Borgo Pio (al civico 192): l’occasione per presentare l’album, “Le notti bianche” appunto, ma anche per testare le potenzialità del canale live streaming dei Bardamù
Un progetto totalmente libero e dedicato alla rete quello dei Bardamù che hanno voluto anche che il loro disco fosse disponibile sin da subito in free download.
"Dato che quello del musicista è un lavoro autonomo – spiegano - tanto vale bypassare i filtri relativi a booking e palinsesti spesso molto intasati, e rivendicare l'autonomia nel modo più diretto e indie possibile: una webcam e un Wi-Fi. È anche un modo per arrivare a più persone contemporaneamente, scegliendo le location in base al momento e alla qualità del segnale, naturalmente”. “Non è un modo di evitare o snobbare i club – precisano Alfonso e Ginaski - realtà dalla quale proveniamo, tanto è vero che questo tour parte da Il Barattolo, che è un locale predisposto, tecnicamente e idealmente, all'ascolto e all'arte".

Il nuovo lavoro discografico dei Bardamù si compone di 8 tracce inedite, dove “distanze” e “innocenze” fanno da filo conduttore. “Sound e testi – spiegano i Bardamù - intendono condurre ad una dimensione rarefatta, iperreale, come a inseguire e rifugiarsi in quelle innocenze che, ormai, geografie e tempo hanno reso distanti”.
Il riferimento letterario del titolo “Le notti bianche” è palese: come nell’omonimo romanzo di Dostoevskij la sequenza sonora del disco è scandita per blocchi: 4 notti e un mattino.
Di notte in notte - fino a un mattino pieno di verità - si articolano storie d’amore, di quartieri, di amici turbolenti, di autostrade, di bar e di cieli fumosi.

(Prima notte) - Incipit;
(Seconda Notte) - La notte a Milano; E balleremo l’amore;
(Terza Notte) - Punto di corda; Via della Vite;
(Quarta Notte) - Onda;
(il Mattino) - interludio (nda); Mentre fuggivi via;

Le notti bianche è il secondo disco ufficiale del duo Bardamù.

 

 

"Troppe Scale per il Signore a Rotelle" 31 maggio 2015 Teatro Gianelli di Roma. Conferenza - evento

Troppe scale per il signore a rotelleL'evento si inserisce all’interno del Progetto Spacca: fucina di iniziative culturali che raccoglie cittadini e professionisti dello spettacolo, con il fine di sensibilizzare la nostra società nei riguardi delle barriere architettoniche, mentali e culturali alla disabilità.
Il progetto nasce dalla promozione del libro autobiografico di Attilio Spaccarelli, “Troppe Scale!” che ha ispirato lo spettacolo-multimediale Il Signore a Rotelle - per la regia di Lisa Colosimo e Stefania Papirio - autoprodotto da ItinerArte in collaborazione con l'associazione MEssaggi.
Un allestimento originale che, con taglio ironico e pungente, senza perdere di sensibilità, coinvolge lo spettatore nelle disavventure del protagonista e porta avanti un messaggio di grande senso civico, evitando di scadere nella retorica e nel pietismo.
Per il suo valore artistico e culturale, lo spettacolo ha già ottenuto il patrocinio di Roma Capitale, Croce Rossa Italiana e AISM-Associazione Italiana Sclerosi Multipla.

Interverranno:
Lisa Colosimo e Stefania Papirio - Registe dello Spettacolo “Il Signore a Rotelle”- Associazione ItinerArte
Attilio Spaccarelli - Autore del libro “Troppe Scale!”
Carla Patrizi – Presidente consulta per i problemi dei cittadini con disabilità per il II e il II municipio
Antonio Spica - Presidente dell’Associazione AccessEmotion
Daniele Stavolo - Presidente dell’Associazione Paraplegici di Roma e del Lazio
Baires Raffaelli - BRRE Architects
Giuseppe Trieste - Presidente di Fiaba Onlus
Eva Lupo – Associazione Culturale MEssaggi
Modera il dibattito Gianluca Gaeta – giornalista e direttore di Lineadiretta 24

Stanno per tornare i gruccioni Attraverseranno il Sahara e il Mediterraneo per allevare i piccoli

Il ritorno dei GruccioniA maggio, come ogni anno, i gruccioni torneranno dall’Africa subsahariana e dopo un viaggio di migliaia di chilometri si stabiliranno in Italia, dove faranno i nidi e alleveranno i piccoli, passano l’estate da noi, in luoghi un po’ più freschi di quelli africani.

I gruccioni sono degli uccelli poco più piccoli dei piccioni, dai colori appariscenti e per questo facilmente distinguibili. Hanno un’apertura alare di circa quaranta centimetri, un volo molto acrobatico e vivono in comunità abbastanza estese. Sono animali gregari, fanno i nidi in colonie, scavando spesso cunicoli nei banchi di sabbia o nelle sponde dei fiumi. Il nido è costituito da un profondo budello di qualche metro, fino a 4-5 metri, leggermente inclinato verso l’interno, dove la femmina depone le uova, che sono di forma sferica. Entrambi i sessi si occupano della cova, che dura circa 20 giorni.

I gruccioni sono facilmente osservabili mentre, con volo planato, cacciano gli insetti di cui si nutrono, o mentre riposano sui rami in gruppi familiari, l’uno appollaiato vicino agli altri. Sono forse tra gli uccelli più belli tra quelli che popolano le nostre campagne nella stagione calda. Una comunità è presente anche nel parco del Treja.

Si possono fotografare con relativa facilità, se non si reca disturbo e si ha un buon teleobiettivo.

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