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Piero Angela presenta il suo ultimo libro “Giornalismo Pseudoscientifico”

Piero Angela presenta il suo ultimo libro “Giornalismo Pseudoscientifico”Piero Angela presenterà lunedì 4 aprile 2016 presso l'Aula Sabatino Moscati della Macroarea di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma “Tor Vergata”, insieme ai coautori, il suo ultimo libro “Giornalismo Pseudoscientifico” pubblicato da C1V Edizioni. Si parlerà di scienza e informazione nell’era 2.0 Roma, 30 aprile 2016 - Dopo il successo della conferenza “Vaccini, complotti e pseudoscienza” dello scorso 16 dicembre, dove è intervenuto in tema di pseudoscienza e disinformazione scientifica alla presentazione del primo volume della Collana Scientia et Causa, Piero Angela sarà presente con C1V Edizioni all’Università di Roma “Tor Vergata”, questa volta come coautore del testo "Giornalismo Pseudoscientifico", insieme a Cristina Da Rold, giornalista scientifica e Marco C. Mastrolorenzi semiologo, divulgatore scientifico. Insieme discuteranno dei loro contributi al volume e delle loro esperienze in merito. Molto spesso assistiamo a notizie troppo belle per essere vere, dati scientifici selezionati ad hoc, largo spazio a pseudoscienziati, interviste tra scienza e fantascienza, un uso ideologico della scienza e un confronto tra dati empirici e semplici opinioni, eventi straordinari e sovrannaturali raccontati da media e web.

Il noto giornalista e conduttore scientifico già durante il suo intervento nella precedente conferenza aveva sostenuto come “nella scienza ognuno deve portare le prove di quello che afferma”, aprendo a un dibattito nel quale “Giornalismo Pseudoscientifico” si inserisce fornendo gli strumenti necessari per discernere le informazioni che spopolano su internet. Come scrive Cristina da Rold nel suo contributo all’interno del libro, “ciò che distingue la scienza dalla pseudoscienza è lo stesso che distingue la storia dalla leggenda: le fonti”. E, ancora, Marco Cappadonia Mastrolorenzi: “non c'è libertà senza conoscenza della verità e senza la capacità di comprendere la realtà. E la scienza rappresenta il potere che l'uomo possiede per giungere a quella libertà che è fonte di ogni sapere”.

La Cultura della Scienza, il dietro le quinte della notizia, perché e come distinguere fra informazione e opinione, scienza e democrazia tra par condicio e talk show: saranno questi i temi, trattati per la prima volta in maniera esaustiva e chiara, protagonisti della presentazione di “Giornalismo Pseudoscientifico”, il terzo volume della Collana Scientia et Causa, ormai punto di riferimento nel settore scientifico divulgativo, a cura di Armando De Vincentiis, edito dal Gruppo C1V Edizioni di Cinzia Tocci. Durante la conferenza, interverrà il Magnifico Rettore Giuseppe Novelli. Dopo i saluti portati dalla Professoressa Marina Formica (Coordinatrice della Macroarea di Lettere e Filosofia), dal Professor Emore Paoli (Direttore del Dipartimento di Studi Letterari, Filosofici e di Storia dell'Arte) e dal Professor Franco Salvatori (Direttore del Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società), con la conduzione del Professor Rino Caputo (Delegato del Rettore per la Cultura), si uniranno alla discussione la Professoressa Barbara Continenza, la Professoressa Claudia Hassan, la Professoressa Carmela Morabito, il Professor Lorenzo Perilli, il Dott. Armando de Vincentiis (psicologo, consulente CICAP e Direttore della Collana Scientia et Causa), Cinzia Tocci (editore C1V Edizioni). Prenderà inoltre parte al dibattito, in collegamento skype, anche Erika Artabella, protagonista di uno dei più spettacolari eventi ritenuti miracolosi riportati da tv e web attribuiti al noto esorcista padre La Grua, che racconterà la sua reale esperienza. Appuntamento lunedì 4 aprile p.v., dalle ore 10 alle ore 13, presso l'Aula Sabatino Moscati, nella Macroarea di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma Tor Vergata (via Columbia 1, Roma - I piano, edificio B). L'incontro sarà fruibile anche in diretta streaming, per accedere basterà collegarsi il 4 aprile da www.c1vedizioni.com. 

 

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Il nuovo anno scolastico riparte con gli “studenti al centro”.

Il nuovo anno scolastico riparte con gli “studenti al centro”.L’anno scolastico è appena partito e c’è ancora tempo per fare qualche approfondimento che sicuramente porterà beneficio a tutti gli operatori scolastici.

Ancora una volta KKIEN Publishing International presenta alcune proposte editoriali che vogliono avere l’obiettivo di far riflettere sui veri protagonisti della scuola: gli studenti. E lo fa proponendo due “evergereen”.

Il primo ebook è di Ivan Illich: Descolarizzare la società. Questo “classico” della pedagogia ruota attorno ad alcune domande: La scuola, così come la conosciamo finora, ha raggiunto o fallito il suo scopo? I curricula scolastici sono costruiti attorno alla “vita reale” o sono espressione di un sapere slegato dalla realtà? Descolarizzare la società è stato solo uno slogan o un’anticipazione del futuro?

Illich ci ricorda qual è il soggetto che dovrebbe essere al centro della vita scolastica: lo studente, aiutato a costruirsi una coscienza critica e una capacità di analisi e sintesi della realtà.

Illich prefigura una società svincolata dal solo apprendimento che avviene all’interno della scuola, anticipando quanto verrà poi definito in termini di “apprendimento informale, non formale, esperienziale”.

La cultura e la crescita dell’uomo non avvengono solo nelle strutture formali, ma il grande messaggio che Ilich ci consegna è quello di fare della nostra vita un teatro dell’apprendimento all’interno del quale ognuno, senza vincoli formali, possa essere di aiuto e sostegno all’altro, una civiltà dove la convivialità è la “cifra” del vivere comune.

Seguendo la linea dell’apprendimento esperienziale, presentiamo il testo di John Dewey: Il mio credo pedagogico. Alla sua uscita, questo testo divenne il “manifesto” delle scuole nuove. Per l’epoca fu una fucilata sparata nel mezzo di una palude pedagogica che non riusciva a riconoscere la centralità del soggetto nel processo educativo. Dewey divenne il massimo rappresentante teorico della Scuola progressiva.

Con l’educazione nuova si stava verificando uno spostamento del nucleo attorno al quale ruotano le pratiche educative: dal maestro al bambino. L’esperienza costituisce il punto di partenza di ogni conoscenza e di ogni pratica educativa. L’esperienza per Dewey denota tutto ciò che è sperimentato, tutto ciò che avviene nel mondo, tutto ciò che si prova e si subisce, è una realtà onniinclusiva: comprende quello che è razionale e logico come quello che è irrazionale e inconscio.

I due testi, disponibili in ebook su tutti gli store online, rappresentano due colonne della moderna pedagogia e ogni insegnante, dirigente, operatore della scuola, dovrebbe averli a disposizione per ricordare sempre le sue motivazioni all’insegnare.

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“Maria di Magdala”, il Nuovo Libro di Antonio Renda

“Maria di Magdala”, il Nuovo Libro di Antonio RendaMonza(MB).- L’associazione onlus L’Arca di Noè di Monza presenta l’opera dell’autore Antonio Renda che si titola: “Maria di Magdala” pubblicata dalla Aldenia Edizioni s.a.s di Luca Cecchi di Firenze – Anno 2015.

Questo lavoro dell’autore fa parte della raccolta “Le Monete del Rabbì” che per similitudine riprende la parabola della moneta smarrita, e poi ritrovata, narrata da Gesù durante la sua predicazione.

Il progetto editoriale prevede quattro personaggi: il primo che si identifica nell’opera <<Tu es Petrus>> edita nel 2014 dalla Aldenia Edizioni s.a.s di Luca Cecchi di Firenze in cui l’autore Antonio Renda compara virtualmente ed allegoricamente “Simon Pietro” alla moneta sempre fulgida e splendente.

Mentre, nella seconda opera il personaggio <<Maria di Magdala>> è comparabile alla moneta perduta e poi ritrovata.

Seguiranno altri due personaggi dello stesso autore le cui rispettive narrazioni completeranno la raccolta, ma i titoli ed i contenuti non possono essere anticipati in questo momento per doveri editoriali.

Le narrazioni poggiano su due basi fondamentali: gli avvenimenti storici accertati e ciò che nei Vangeli ci viene tramandato.

Queste sono le linee guida inconfutabili che nel loro insieme aiutano a comprendere la realtà socio politica di quel tempo che comunque incideva nel vivere quotidiano.

Ed in questa cornice che l’autore intercetta, perché percepisce, le ansie e le incredulità di un pescatore ( nell’opera <<Tu es Petrus>>)che, una volta conosciuto Gesù, Lo segue insieme al fratello Andrea poi divenuto anche lui Apostolo.

L’autore si pone come un essere invisibile e vive nella narrazione le stesse incredulità, i timori ed i dubbi; l’esaltazione e la meraviglia di fronte alle parole udite dall’Uomo Gesù.

Antonio Renda si trasla con il pensiero a duemila anni fa e ode le parole di Pietro alla moglie Rahel (nome immaginario per assenza di fonti), vivendo e soffrendo di quest’ultima la decisione che dovrà prendere.

Oppure, il dubbio di Pietro: “Perché io!” è il dubbio dell’autore.

Ma in tutti i frangenti, nel corso della narrazione, si scopre come i dialoghi sono tutti illuminati da una luce di certezza e di <<credo>> nelle parole del Rabbì!

Ebbene, l’opera “Maria di Magdala” ha in sé la stessa struttura; con la differenza che si parla di una giovane donna che non ha studiato a fondo le Sacre Scritture come Simon Pietro il quale, pur autodidatta, ne percepisce il <<fumus>> di speranza che è la guida integerrima del suo vivere quotidiano e del suo <<Credo>>.

Invece<<Maria di Magdala>>, pur non possedendo una tale conoscenza da incidere profondamente nel suo essere e nel suo vivere, procede per altre vie di pensiero.

L’autore ode, comunque, il lamento della donna, espresso sia con voce che con il pensiero, soffrendo con lei; come se fosse lì presente ad ascoltarne le vicissitudini della sua esistenza vicino alla fuoco lungo il litorale del mare di Galilea.

Ebbene anche in quest’opera, come in <<Tu es Petrus>>, rimangono inconfutabili e certi gli avvenimenti storici e ciò che ci trasmettono i Vangeli.

E’ nelle aree silenti della storia che l’autore immagina dialoghi ed eventi il più possibile verosimili che confluiscono con naturalità in ciò che è accertato in modo che il lettore non coglie alcun distacco.

Anzi il tutto rientra in un logico e conseguenziale divenire degli eventi.

Emerge così, in Maria di Magdala, un personaggio vero e genuino; non scevro di emozioni realmente umane che giunge con incredulità ed estasi ad esclamare dinanzi alla tomba scoperchiata del Maestro: “Rabbunì!”(Maestro mio).

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