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Bologna Children’s Book Fair 2017

Nella globalità delle notizie riguardanti il mondo della lettura, il dato Istat che emerge dalle ultime statistiche a riguardo  è che il 60% degli italiani non legge, negli ultimi sei anni si sono persi 3 milioni e 300 mila lettori nel Paese. Agghiacciante è il fattore dell’analfabetismo di ritorno, la lettura è condizionata dalla capacità di comprendere ed interpretare in modo adeguato il significato di testi scritti, per farlo c’è bisogno di una competenza di base cruciale per garantire una effettiva capacità di utilizzo e valutazione delle informazioni. Questa capacità, la cosiddetta «literacy», è molto bassa nella popolazione adulta in Italia, molto più bassa della media Ocse. Quindi, che il titolo di studio sia cresciuto non è stato sufficiente. Seppure i dati sui lettori dipingano uno scenario triste, quelli sulla BCBF la fiera dell’editoria per bambini e ragazzi a Bologna, giunta alla 54esima edizione, conclusasi il 6 aprile, confermano la leadership mondiale della Fiera nel settore kids and young, grande evento di mercato e appuntamento culturale immancabile per fare il punto sullo stato dell’arte dell’illustrazione e per anticipare le tendenze in campo dell’illustrazione e della letteratura, di pagine e di digitale.
Bologna Children’s Book Fair 2017, dal 3-6 aprile nei padiglioni di Bologna Fiere, ha ospitato 1300 espositori provenienti da 75 paesi.  Successo straordinario di visitatori, confermato dai numeri ancora una volta in crescita: oltre 26.743 visitatori, di cui 11.752 esteri.  Annunciata martedì 4 aprile la nuova manifestazione dedicata allo scambio e alla commercializzazione dei diritti d'autore in ambito editoriale, a livello internazionale: dal 30 maggio al 1° giugno 2018 Bologna Fiere arriverà a New York con un appuntamento che sarà un'occasione di incontro tra editori e agenti americani con i loro colleghi di tutto il mondo e vedrà la partecipazione di librai e bibliotecari. La peculiarità della fiera è certamente quella di riunire tanti ambiti legati al mondo dell’editoria, le giornate sono suddivise da momenti che vedono gli editori impegnati in portfolio review con gli illustratori di tutto il mondo, allo scambio dei diritti editoriali, a workshop, conferenze e mostre. Diverse aree presenti oltre gli stand degli editori e delle agenzie di diritti: il Bologna Digital Media (alla sua seconda edizione), dove l’editoria incontra l’innovazione e i contenuti per ragazzi trovano la propria articolazione multimediale, con la realtà aumentata tema dell’edizione 2017 insieme all’illustrazione digitale, o i Caffè, per gli autori, gli illustratori, i traduttori e il digital cafè, luoghi in cui dibattere, incontrarsi, scambiare e apprendere, il The Illustrators survival corner, spazio professionale dedicato agli illustratori per condividere dubbi e chiedere aiuto e chiarimenti gratuitamente ai professionisti del settore. Altro spazio fondamentale è quello dedicato alle mostre: nata nel 1967 quella degli illustratori, vede per l’edizione 2017 selezionate 375 tavole di 75 talenti editi ed inediti, provenienti da 26 Paesi, rappresentativi di culture, sensibilità e stili diversissimi, raccolti nel famoso Annual illustratori, edito da Corraini Edizioni e collettore delle nuove tendenze dell’illustrazione mondiale. Non meno interessante, quella sul Pop-up dal titolo “Pop-up show: la magia dentro i libri” che racconta, attraverso le pagine esposte, i cambiamenti, l’evoluzione delle costruzioni tridimensionali nel tempo e le innovazioni che hanno reso sempre più complesse e affascinanti queste sculture di carta.
La sezione Premi, conferma Bologna Children’s Book Fair 2017 come palcoscenico dei Premi Internazionali per l’editoria giovanile: innanzitutto il BOPBologna Prize for the Best Children’s Publishers of the Year, che premia gli editori internazionali, il Bologna Ragazzi Digital Awards, che premia le migliori creazioni dell’editoria digitale, il Premio Internazionale dell’illustrazione che sostiene i nuovi talenti e infine ilPremio Strega (seconda edizione) per ragazzi e ragazze, delle fasce di età  6-10 e 11-15 anni.  BCBF, diviene un momento fondamentale per comprendere da parte degli illustratori quella che è la domanda da  parte dell’editoria internazionale, rivolta ai nuovi autori, di sicuro molto attenta alle nuove tematiche come quelle della laicità, dell’uguaglianza, della condivisione, del confronto, della diversità, e di quelle adolescenziali, della sostenibilità intesa anche come alimentazione sostenibile, o con la riedizione corredata da nuove illustrazioni dei grandi classici della letteratura come l’Odissea,  Pinocchio o le favole di Italo Calvino, solo per citarne alcuni.  Seppure in piena epoca digitale, ciò che si evince dalla domanda degli editori e dei loro art-director, è che la matericità e la naturalezza della tecnica manuale, dopo il boom e l’entusiasmo iniziale della tecnica digitale, è ora tanto agognata, certo non disprezzando la velocità del lavoro dovuta alle nuove tecnologie, così come pretende il mercato.
Per quanto riguarda lo stile, Bologna mostra una miriade di tecniche e stili differenti, da quella  proveniente dall’ambiente della progettazione grafica, a quella più pittorica, alla tecnica mista che cerca di unire il classico al contemporaneo, di certo in un epoca in cui tutto si è già visto, detto, costruito e inventato, quello che rimane è trovare il modo più originale di riproporsi. Forse è stato anche questo il criterio di selezione che ha visto l’illustratore spagnolo Manuel Marsol, vincere l’edizione 2017 del premio Internazionale dell’illustrazione.La giuria di esperti che si è occupata del premio – composta da Rotraut Susanne Berner (Germania), Maria Jesús Gil (Spagna), Lorenzo Mattotti (Italia) – ha motivato così la scelta:
La sua opera, di grande originalità e di elevata qualità tecnica, ha una voce indipendente e fuori tendenza, qualità estremamente rara da incontrare. Attraverso un linguaggio fortemente simbolico, l’autore ci presenta immagini piene di forza che risvegliano nel lettore la curiosità di scoprire il resto della storia, di sapere cosa succederà dopo. Con uno stile fortemente narrativo, e al tempo stesso personale, ironico e poetico, l’autore impiega con maestria diverse tecniche, e tale versatilità arricchisce le sue opere che, pur mantenendo la propria essenza pittorica, possiedono una qualità grafica molto personale
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Valeriano Forte
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A Salerno arriva myCicero, parcheggi, metro e treno: per pagare basta una app

Salerno dà il benvenuto a myCicero, la app gratuita con la quale è possibile pagare il parcheggio e acquistare i biglietti della metro e del treno direttamente dal proprio smartphone. Il servizio entrerà in funzione oggi, 2 dicembre, e offrirà agli utenti la possibilità di sostare sulle strisce blu con un semplice click e di viaggiare in treno e in metro con un ticket digitale, il tutto senza sovrapprezzi o canoni di abbonamento.
I salernitani potranno finalmente utilizzare questa innovativa applicazione grazie agli sforzi logistici e all'impegno di una importante azienda che opera da anni nel territorio, la I.T.Svil guidata dal Ing. Carlo Mancuso.
Si tratta di un sistema innovativo messo a punto da Pluservice, azienda marchigiana leader nello sviluppo di soluzioni software legate alla mobilità, che con la app myCicero, già diffusa su gran parte del territorio nazionale, sbarca per la prima volta a Salerno. “Siamo molto contenti – afferma Giorgio Fanesi, presidente di Pluservice – di questa partnership con il Comune. Con la nostra applicazione, completamente gratuita, abbiamo conquistato le più grandi città italiane e numerosissime città di provincia. Ora siamo qui ad offrire i nostri servizi alla bellissima Salerno, in questo periodo ancor più suggestiva grazie alle installazioni di Luci d’Artista. Manifestazione che tutti gli utenti potranno scoprire anche attraverso myCicero. Nella app infatti sarà indicato il cartellone degli eventi, una guida virtuale alla scoperta dei giochi di luce in ogni angolo del centro”. Soddisfazione viene espressa anche dal sindaco Vincenzo Napoli: “L'amministrazione comunale di Salerno è particolarmente impegnata a migliorare la mobilità urbana ed extraurbana tanto per i cittadini quanto per i turisti ed i visitatori che sempre più numerosi giungono nella nostra città in occasione di eventi e manifestazioni. Siamo impegnati ad aprire nuovi parcheggi ed aree di sosta e, al tempo stesso, profittiamo delle innovazioni. La nuova applicazione tecnologica che mettiamo al servizio degli automobilisti consentirà una migliore gestione degli spostamenti e della sosta, ottimizzando i tempi e le tariffe. Una città, dunque, sempre più smart ed accogliente per contribuire anche a ridurre gli ingorghi ed i fattori d'inquinamento acustico ed ambientale”. Conclude il sindaco: “Naturalmente continueremo a monitorare costantemente il nuovo servizio rendendolo sempre più efficace ed adeguato alle esigenze di mobilità e sosta della nostra comunità”.
“MyCicero è l'innovazione che mancava alla bellissima Salerno” afferma Carlo Mancuso della I.T.Svil “il mio obiettivo, condiviso da tutto il mio staff di tecnici informatici era quello di trasformare una bellissima città ambita dai turisti di tutto il mondo anche in una vera smart city e con MyCicero l'obiettivo è stato pienamente centrato, continueremo a lavorare in sinergia con la Pluservice e con il Comune per implementare nuove funzioni utili a cittadini e turisti.

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Femminicidio e correità, alla radice della violenza di genere

Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne per una risoluzione ONU del dicembre '99.

Moltissime "femmine” della specie umana subiscono quotidianamente l’insulto della violenza. L' Organizzazione Mondiale della Sanità definisce il problema di proporzioni globali enormi. Si tratta di violenze fisiche, verbali, morali, psicologiche, che balzano in prima pagina solo quando l'esito è omicidio o stupro, che se cruento rende di più; eppure nessuna di queste forme di violenza è esclusa dall’atto sistematico della sopraffazione (il femminicidio) che genera danni biologici seri, quantificabili e purtroppo irreversibili con il ripetersi degli eventi stressogeni.

Individuare il maschio violento, alias il vile, non è difficile per gli altri Uomini: spesso è un sociopatico che si affranca schiacciando, isolando, diffamando, prevaricando colei che ritiene ad un certo punto scomoda e che intende dunque piegare o spezzare, "annientandone l'identità attraverso l'assoggettamento fisico o psicologico". Sono tutti campanelli d'allarme di condotte delinquenziali che sfociano frequentemente nell'omicidio, l'atto criminale più famoso, che è solo la punta dell'iceberg. Nelle situazioni ad altissimo rischio, il violento è un consumatore di droga e alcol o un un malato di mente, uno psicotico per malattia organica innata o precedente uso di sostanze, come cocaina e cannabis, direttamente implicate, a volte, nell'evoluzione di questo tipo di disturbi. 

La violenza sulle “femmine” è trasversale, esiste a casa del professionista di provincia come del contadino, riguardando ambienti rurali e cittadini. Le vittime hanno alcune caratteristiche comuni, spesso considerate destabilizzanti dal familiare borderline e potenziali assassini. Sono innumerevoli i casi di femminicidio in cui le vittime vengono “eliminate” perché considerate una minaccia dai carnefici , come nel caso di Isabella Noventa, uccisa lo scorso gennaio a Padova, dove il correo è a sua volta istigato da due criminali: la compagna e la sorella, che concorrono ad eliminarla in quanto presunto rischio per i loro affari, affari loschi ovviamente. Un caso che apre uno squarcio anche sulla violenza di donne su donne, nella stragrande maggioranza delle volte sempre collegata a quella maschile, quando i profili psicopatologici e criminologici dei protagonisti sono intimamente connessi. 

Quello che le donne a rischio devono fare è capire di esserlo e sottrarsi immediatamente da situazioni familiari e personaggi pericolosi. Percepire e riconoscere il rischio infatti non solo è possibile, ma spesso avviene naturalmente: ascoltare l'istinto quindi.

Sottrarsi senza pensarci un attimo, non accettando ultimi appuntamenti, ma neanche primi, in tutti i casi potenzialmente pericolosi.  

Mai farsi isolare.

Rifiutare ciò che non convince senza timore di ferire.

Fidarsi di sé stesse.

Scegliere rapporti costruttivi e rispettosi dell'altrui dignità. Prevenire.

Considerare la prevenzione un dovere, non solo un proprio diritto.

Cautelarsi con tutti i mezzi opportuni, senza alcuna paura, evitando il conflitto verbale e fisico. 

La violenza di genere è una piaga da cui si può uscire, si può contrastare, non è incurabile. Ma per farlo è necessario, oltre alla crescente competenza delle associazioni di volontariato, il coraggio e la volontà di tutti, cittadini e istituzioni; come pure l'altruismo da parte di quelli che intorno, per esempio, sanno e non fanno,  dei cosiddetti "amici di famiglia ". La coscienza di genere si promuove isolando, quando non reclutabili, gli indifferenti, a qualunque ceto sociale appartengano, trasversalmente, squalificando gli ignavi, gli egoisti, quelli preoccupati troppo per sé e troppo poco degli altri, corresponsabili di moltissime violenze e, quando peggio, di morti annunciate. 
Questo "problema di salute di proporzioni globali enormi" si contrasta responsabilizzando i singoli, come emerge dalle linee guida internazionali, e parlando alle coscienze di tutti, ma senza spettacolarizzare le tragedie alimentandone il mercato con l'effetto contrario.

Biancamaria La Novara
Assunta Di Vito

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La giornata perfetta del web marketer esiste. Ma come dovrebbe essere?

Ogni giorno sarebbe bello arrivare in ufficio e avere sempre e comunque un’ottima giornata. Non sempre è così. Anzi quasi mai. Ma sognare è lecito e quindi, per questa volta, sogniamo un po’.

Vediamo cosa vorrebbe un web marketer per avere la giornata perfetta, dopo aver bevuto un buon caffè, il primo di una lunga serie.

#1. Avere l’idea geniale dell’anno

Idea geniale dell’anno in caricamento
Perché accontentarsi?

Al web marketer non basta avere una splendida idea. No. Vuole avere la migliore. E non quella che fa colpo sulla mamma, collega o amico di turno che di web marketing non ci capiscono assolutamente nulla.

Vuole l’idea geniale dell’anno, che stupisca mezza Italia (e perché non tutta). Sì insomma una cosa da poco.

Per questo passa metà della sua vita a pensare come cavolo fanno i responsabili marketing della Ceres a dire sempre la cosa giusta, nel momento giusto e nel luogo giusto.

Quello che magari non sa, è che le idee migliori arrivano sempre quando meno ce lo si aspetta. Perché, a volte, pensare troppo fa male e quindi bisogna solo pensare meno. Ci si deve lasciare andare e liberare la propria creatività.

#2. Decifrare l’innominabile algoritmo di Google

Google. Il compagno di vita di qualsiasi web marketer. Tutti vorrebbero conoscerlo meglio, ma Google è un tipo abbastanza timido, non si lascia andare e non si fa travolgere dai contenuti.

Se bisogna dirla tutta è anche abbastanza delicato. Non si accontenta facilmente di tre righe scritte con amore, lui vuole di più.

D’altronde a corteggiarlo ci sono innumerevoli markettari che ogni giorno si scervellano per pubblicare il contenuto più interessante, per condividere al mondo il re dei contenuti, il famoso The King.

Google, inoltre, si fa desiderare. Fa impazzire tutti i web marketer a suon di keyword. E così cercano di scoprire i suoi segreti più nascosti e realizzano strategie di content marketing mai viste, per raggiungere il tanto desiderato primo posto di Google.

I web marketer si divertono così.

#3. Riuscire ad avere una vera vita social(e)

Social Media Marketing
Facebook, Twitter, Snapchat, Pinterest, Instagram, LinkedIn e chi più ne ha, più ne metta.

Tutti i web marketer hanno uno o più profili attivi in tutti i social media presenti sulla faccia della Terra. Pure su quelli che in realtà conoscono solo loro e a volte neanche loro sanno bene cosa siano.

Ma non si sa mai, potrebbe essere la nuova rivelazione digitale del momento!

I web marketer sono super social, o almeno lo credono, perché in realtà una vita sociale non sanno nemmeno cosa sia.

Perennemente attaccati allo smartphone per controllare le visualizzazioni dei loro post su Facebook o per accertarsi che qualcuno abbia considerato almeno minimamente il tweet del giorno su Twitter.

Perché oltre ad attuare straordinarie strategie di social media marketing per i loro clienti, devono anche tenere aggiornate le loro pagine personali e non è proprio una cosa da poco.

Social-dipendenti e social-patici che pensano di avere una vita sociale, ma in realtà, non sanno nemmeno cosa sia. Ma, fidatevi, a loro piace così!

#4. Avere un buon amico graphic designer

Adotta un graphic designer
Eh si. Un bravo web marketer sa che non basta avere un Mac per fare il grafico. Anche i web marketer amano smanettare (termine tecnico) con Photoshop o Illustrator, ma il consiglio e il gusto di un buon web designer non guasta mai.

Sebbene alcuni si ostinino ancora a credere che da soli si possa conquistare il mondo.. beh non è proprio così. Quindi fa la cosa giusta e adotta un grafico!

L’idea geniale dell’anno, quando arriverà, è sempre meglio farla accompagnare dallo stile giusto. E poi c’è da ricordare che two is meglio che one! Quindi basta affidarsi al grafico giusto e magari non pagarlo in birre, anche se amanti pure loro di Ceres, di certo non resteranno così contenti.

#5. Avere la deadline sempre tra una settimana

Deadline sempre tra una settimana – Created by Pixelo
Sarebbe fantastico non avere mai l’acqua alla gola. Per il web marketer sarebbe un sogno. Beh in realtà anche per il suo amico grafico adottato un giorno fa!

Lavorare in tutta tranquillità, senza ansia e ansia e ansia e ansia (che ansia!). Seguire il piano editoriale alla lettera, rispettando tutte le scadenze. Beh se sei un web marketer il piano editoriale ce l’hai, giusto? Ovvio!

Clienti senza fretta, che non pretendono il lavoro finito entro due giorni fa. Perché in fin dei conti un web marketer sa che chi va piano va sano e va lontano!

Fine della magnifica giornata!

Queste sono le cinque cose di cui un web marketer ha sempre bisogno. Quelle che gli renderebbero le giornate meno isteriche. Insomma che gli darebbero una vita semplice e tranquilla.

Dove l’idea geniale arriva sempre quando serve e accompagnata da uno stile inimitabile grazie all’amico web designer. Dove Google diventa meno pretenzioso e misterioso e soprattutto una vita sociale nel vero senso della parola con clienti che chiedono solo il possibile e mai l’impossibile.

Non sembra chiedere tanto.

Tutte cose che il web marketer vorrebbe .. ma non troppo. Al web marketers in realtà una vita così piace proprio perché non si annoia mai!

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Helicobacter pylori e Micoterapia

L’Helicobacter pylori è un batterio gram-negativo flagellato che provoca gastrite cronica e svolge un ruolo importante nella formazione della ulcera peptica, del carcinoma gastrico e del linfoma gastrico.
Questo batterio è stato rilevato nello stomaco degli esseri umani in tutte le parti del mondo. È in grado di sopravvivere a valori di pH molto bassi, come quelli riscontrabili nello stomaco umano, grazie all’attività dell’enzima ureasi: questa idrolasi, indispensabile per creare intorno al batterio un ambiente idoneo alla sua sopravvivenza, catalizza l’idrolisi dell’urea in biossido di carbonio (CO2) e ammoniaca (NH3) che neutralizza l'effetto degli acidi gastrici. Inoltre l’ureasi dell’Helicobacter è in grado di distruggere le cellule gastriche, tramite lisi (azione citolitica), e provocare un intensa infiammazione.

L’infezione da H. pylori rappresenta un fattore chiave nell'eziologia di varie malattie gastrointestinali che vanno dalla gastrite cronica attiva senza sintomi clinici all’ulcera peptica, l’adenocarcinoma gastrico e il linfoma gastrico (Kusters JG et al., 2006).

Nei paesi in via di sviluppo, dal 70 al 90% della popolazione ospita nel proprio stomaco l’Helicobacter pylori mentre nei paesi sviluppati, la prevalenza di infezione è più bassa.

La trasmissione può avvenire per via iatrogena, oro-fecale e per via orale. È possibile effettuare diversi test per la diagnosi dell’infezione e vengono classificati in due diverse categorie: invasivi e non invasivi. La biopsia e la gastroscopia sono due tecniche diagnostiche molto invasive che prevedono l’utilizzo del gastroscopio per avere una visione diretta della parete dello stomaco e prelevare dei campioni di tessuto che possono essere utilizzati per gli esami istologici. Il test del respiro, invece, è una tecnica diagnostica non invasiva, come lo è l’analisi delle feci.

La terapia farmacologica per l’eradicazione dell’Helicobacter (cioè l’eliminazione completa e definitiva del batterio) viene definita “triplice terapia standard” e si avvale della somministrazione di un antiacido e più antibatterici contemporaneamente.

In questo tipo di terapia, i farmaci utilizzati per ridurre l’acidità di stomaco sono gli inibitori della pompa protonica (omeprazolo e derivati) e gli antistaminici H2 (ranitidina), scelta che ricade molto spesso sugli inibitori di pompa che risultano essere molto più efficaci. Il mix di antibatterici è costituito dalla claritromicina (macrolide) e amoxicillina (penicillina semisintetica) o metronidazolo (nitroimidazolo). Se questo non fosse sufficiente, un secondo ciclo prevede l’impiego di antibatterici della classe delle tetracicline e il bismuto.

Oltre alla cura farmacologica, dai vari studi è emerso che i funghi medicinali possono risultare molto utili in caso di infezione da Helicobacter pylori; in particolare, il Ganoderma lucidum (Reishi) e l’Hericium erinaceus sembrano essere i più indicati per dare un supporto efficace nella terapia di eradicazione. Il Reishi è in grado di fornire protezione significativa alla mucosa gastrica contro l’ulcerazione (Jae-Heung Parco et al., 2014) e favorirne il processo di guarigione (Gao Y et al., 2002), mentre l’Hericium è in grado di inibire in vitro la crescita dell’Helicobacter pylori (Shang X et al., 2013).

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Malattie della mente: è possibile distinguerle?

Le malattie della mente possono essere distinte tra psicosi e anomalie patologiche. Vediamole nel dettaglio e impariamo a conoscerle.

La difficoltà di applicare gli stessi concetti e metodi che si utilizzano nel campo delle malattie del corpo allo studio dei disturbi della psiche deriva dal fatto che soltanto per alcuni di essi sono riconoscibili i caratteri propri della malattia, così come vengono definiti dalla patologia generale, cioè l'intervento di un agente patogeno che determina un'alterazione alla quale l'organismo reagisce nel tentativo di ripristinare lo stato di salute.

Partendo da questo presupposto, se è indubbio che per l'influenza, conoscendone la causa (un virus) e le alterazioni fisiche da essa provocate, si può parlare di malattia, non è altrettanto evidente per un grande numero di malattie mentali, delle quali spesso la causa è ignota. Per questo motivo non possono essere applicati alle malattie della mente gli stessi criteri utilizzati per le malattie del corpo.

Prendiamo come esempio un soggetto che presenti dei disturbi psichici: un uomo con un delirio di persecuzione accompagnato da allucinazioni uditive. Questo individuo sente le voci dei suoi persecutori che si avvicinano e si preparano per aggredirlo, quindi deve trovare un modo per difendersi.

Di fronte a un individuo di questo tipo sarebbe normale definirlo "matto", oltre che pericoloso a causa del suo delirio. Il suo comportamento è alienato rispetto al comportamento di un individuo normale, per noi è quindi incomprensibile, in quanto non troviamo in noi o in altre persone che consideriamo "normali" un comportamento simile che possa farci sentire vicini a lui.

Tra noi e una persona con questo disturbo c'è un distacco che sembra insuperabile. Lui parla in un linguaggio diverso dal nostro e non ne ha coscienza: è un malato di mente, uno psicotico, lo possiamo quindi considerare come individuo affetto da psicosi.

Di alcune malattie mentali si conoscono le alterazioni cerebrali responsabili e spesso anche la causa: queste vengono definite psicosi organiche. Di altre invece non è possibile conoscere la causa e a volte neppure la causa organica con assoluta certezza: queste vengono definite psicosi endogene.

Le psicosi si distinguono da quelle che vengono definite anomalie patologiche. Prendiamo in considerazione uno psicopatico affetto da forte insicurezza: ecco una persona che quando apprende una brutta notizia diventa gravemente triste o che senza alcun motivo si lascia prendere da ansia, preoccupazione o depressione. Un soggetto di questi tipo presenta dei disturbi che si discostano dalla normalità, ma che ci risultano facilmente comprensibili perchè anche noi siamo in grado di provare gli stessi stati d'animo (anche se di intensità o durata minore).

Individui con questi disturbi partecipano ancora alla psicologia comune e il loro comportamento non ha le caratteristiche di alienazione e pericolosità degli psicotici: inoltre essi, a differenza dei veri malati di mente, hanno coscienza della propria condizione e spesso ne soffrono molto. Per questi disturbi psichici si usa il termine di anomalie patologiche.

Le anomalie patologiche comprendono le personalità psicopatiche, le reazioni psicogene e le psiconevrosi. Nelle prime, le manifestazioni psichiche anormali sono costanti; nelle altre due sono episodiche, scatenate da avvenimenti esterni con speciali carica emotiva nelle reazioni psicogene, indipendenti da un comprensibile legame con eventi particolari nelle psiconevrosi.

In conclusione, psicosi da un lato, personalità psicopatiche, reazioni psicogene e nevrosi dall'altro, rappresentano situazioni distinte nelle quali i disturbi mentali si manifestano con caratteri intrinseci qualitativamente diversi: allucinazioni, deliri, nelle prime; insicurezze, timori, ansie, depressioni, nelle seconde. Anche la condotta del soggetto è diversa: alienata negli psicotici, non grossolanamente lontana dalla norma negli psicopatici e nei nevrotici.

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Mercoledì 26 ottobre 2016, Teatro Nuovo di Napoli Isa Danieli in Serata d’amore regia Manlio Santanelli

Il palcoscenico partenopeo inaugurerà la stagione teatrale con un omaggio devoto e accorato ad Annibale Ruccello, nel trentennale della sua scomparsa.
 

Saranno cinque serate speciali a inaugurare, mercoledì 26 ottobre 2016 alle ore 21.00, la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Nuovo di Napoli, affidate a Isa Danieli in Serata d’amore per la regia di Manlio Santanelli, che ne è autore con la straordinaria interprete per la quale fu scritto quello che di Ruccello è considerato il capolavoro, Ferdinando, amara metafora sulla beffa dell’unità d’Italia.

Presentato da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, Serata d’amore è l’omaggio devoto e accorato di Isa Danieli e Manlio Santanelli ad Annibale Ruccello, nel trentennale della sua scomparsa, che prenderà vita proprio su quel palcoscenico dove l’autore stabiese visse i suoi giorni migliori.

E’ un viaggio dentro il suo teatro, un percorso alla rovescia dalla sua ultima commedia alla prima, che lega in un unico evento le voci femminili del suo cosmo poetico: dall'indimenticabile Donna Clotilde di Ferdinando, all'inquieta Ida di Week End, alla terribile Jennifer. Una sfilata di personaggi segnati da una disperata solitudine, quel prezzo che deve pagare chi ama o anche chi soltanto dispone ad amare.

Serata d’amore - commenta Isa Danieli - è la ripresa di uno spettacolo che portai in scena un anno dopo la morte di Annibale, per perpetrare il suo ricordo di uomo e di artista, dopo quel maledetto 12 settembre del 1986. Il titolo non poteva essere diverso da questo, così come non poteva esserci altro teatro all'infuori del Nuovo, per riproporlo”.

L'opera di un grande commediografo mal si presta a essere limitata, anche soltanto in fase di interpretazione, ad un unico concetto generale che possa valere per ogni testo di cui quell'opera si compone. Limitare, in tal caso, equivarrebbe a ridurre. Ancor meno, si presta ad essere esplorata, ad essere penetrata nel suo mistero di fondo.

Ciò vale ancora di più se riferito all'intera produzione di Annibale Ruccello che, per l'indubbia capacità di raccogliere, dalle silenziose esplosioni del quotidiano, la più piccola scheggia, il minimo frammento che ne rievochi con struggente amarezza la perduta integrità, si sottrae, caparbiamente, all'utilizzo di singole chiavi di lettura.

E tuttavia, leggendo e rileggendo le commedie di Ruccello in vista della messa in scena di questa Serata d’amore, la Danieli e Santanelli hanno sempre incontrato un tema che, seppure in forma sempre diversa, ricorre con ossessiva puntualità: la solitudine.

“È un tuffo nel passato - aggiunge Manlio Santanelli, che dirige il lavoro così come allora - in cui, rispetto alle classiche antologie, facciamo il percorso inverso, partendo dal titolo più recente, Ferdinando, e risalendo, attraverso Weekend, fino alle Cinque rose di Jennifer”.

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I.T.Svil Salerno al "The City Forum 2016" di Sofia

In un mercato sempre più globale si apprezzano quelle imprese che riescono ancora ad osare, non decentralizzando le proprie attività ma espandendo i propri orizzonti e le prospettive di mercato.

I.T. SVIL è una società italiana leader nell'I.T. che da oltre un anno sta sviluppando i suoi prodotti informatici e tecnologici anche per gli emergenti mercati dell'est europa, in particolare la Bulgaria.

Abbiamo incontrato Carlo Mancuso, C.E.O. della I.T. SVIL reduce dalla partecipazione ad un importante forum che si è svolto a Sofia il 20 ottobre scorso, parliamo della quinta edizione del “The City Forum”.

COME E' NATA L'IDEA DI PARTECIPARE AL THECITYFORUM 2016?

“Partecipare a questo forum dedicato ai trasporti ed alla mobilità urbana è stata una scelta ben ponderata, maturata dopo mesi di attività in Bulgaria, mia e dei miei collaboratori, abbiamo voluto partecipare a questo importante evento non solo presentando la nostra azienda ed i nostri prodotti ma anche sponsorizzando l'iniziativa in prima persona con i nostri marchi. Il nostro logo I.T.Svil ed il marchio dell'app MyCicero è stato impresso in tutto il materiale promozionale dedicato al forum, questo per dimostrare l'impegno che stiamo mettendo nel nostro lavoro”.

PERCHE' LA DECISIONE DI APPRODARE ANCHE IN BULGARIA?

“I.T.Svil fortunatamente si differenzia dalle troppe aziende italiane che decidono di chiudere le proprie sedi italiane ed aprire all'estero per beneficiare di vantaggi fiscali, il nostro intento invece è quello di portale la professionalità italiana all'estero, i nostri dipendenti sono infatti tutti italiani, tecnici informatici altamente specializzati che portano la genialità italiana in tutto il mondo”.

Alla manifestazione erano presenti i più importanti amministratori delle maggiori città della Bulgaria e gli esponenti di importanti aziende internazionali; l'obiettivo valutare proposte atte a rendere la BULGARIA un posto migliore per tutti i cittadini

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