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Informatica e tecnologia

Big G annuncia che i contenuti commerciali su Chrome saranno filtrati con maggiore cura

Un nuovo adblocker farà la sua comparsa sul browser di Goole , Chrome, per evitarci musiche di sottofondo oppure pop up non richiesti e annunci che coprono i contenuti.

Google annuncia che aderisce quindi agli standard della Coalition for Better Ads, consorzio che include la stessa Google, oltre a Facebook, News Corp e Unilever. 

Il nuovo rapporto Esperienza con gli annunci aiuta i publisher a capire in che modo gli standard Better Ads si applicano ai propri siti web. Fornisce screenshot e video di esperienze pubblicitarie fastidiose che abbiamo identificato per facilitare la ricerca e la risoluzione dei problemi. 

Per un elenco completo di annunci da utilizzare, i publisher possono visitare la nuova guida alle best practice (vedi link sul sito web master tools)

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Vulnerabilità Spectre e Meltdown – il consiglio degli esperti di ESET

Spectre e Meltdown sono due vulnerabilità dei moderni processori causate da tecniche di ottimizzazione originariamente pensate per aumentarne le performance. Queste tecniche consentono ai processori di gestire meglio la velocità di esecuzione delle operazioni, occupando i tempi di inattività per preparare ulteriori risultati che potrebbero poi tornare utili in seguito. Se questi risultati vengono utilizzati il processore ha risparmiato tempo, se invece non vengono utilizzati possono essere scartati. Tuttavia i ricercatori hanno dimostrato che vi sono casi in cui questi risultati non vengono scartati adeguatamente, e un hacker sarebbe in grado di accedere a dati in teoria inaccessibili.

Come affermato dagli autori dei documenti che descrivono le vulnerabilità, ci sono modi teorici in cui gli antivirus potrebbero rilevare il problema. Tuttavia, l'individuazione avrebbe un impatto estremamente negativo sulle prestazioni del dispositivo e influenzerebbe in modo significativo l'esperienza dell'utente, risultando un approccio meno efficace della prevenzione. Gli esperti di ESET raccomandano pertanto di tenere traccia di tutte le patch relative ai loro sistemi e di applicarle il prima possibile.

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I robot stanno “uccidendo” la Customer Satisfaction?

Gli esseri umani, nel corso della storia, si sono distinti per la capacità di dare vita a conversazioni appassionate e sensibili con un loro simile; siamo "programmati" per fare ciò quando le cose hanno una certa importanza. Preferibilmente, le conversazioni si vivono “faccia a faccia”. A un gradino inferiore troviamo solo conversazioni come le telefonate perché anche esse ci consentono di interagire con un altro essere umano che capisce il nostro sentimento e che può rispondere con nuove domande per arrivare al nucleo del problema.
Tuttavia, la robotizzazione delle conversazioni telefoniche è in aumento. I robot sono programmati per essere in grado di condurre in un prossimo futuro contemporaneamente più di 10.000 telefonate. Le aziende che investono nella robotizzazione delle conversazioni con i clienti devono comunque comprendere che le chiamate che alla fine saranno indirizzate verso l'interazione umana sono quelle che si rivelano complesse e critiche per il raggiungimento della soddisfazione del cliente.

Analizzando il Customer Satisfaction Index (1), il biennio 2013-2015 ha evidenziato in tema il dato più significativo fin dalla metà degli anni novanta. Non sorprende che questo sia lo stesso momento temporale in cui è aumentata la complessità della natura di una conversazione telefonica. Le chiamate sono diventate più complesse per la semplice ragione che i clienti sono diventati più informati. Quando inoltrano la chiamata probabilmente hanno già cercato di trovare la risposta stessa attraverso diversi canali online. C'è poi una aspettativa da parte dei clienti di ricevere una risposta da esperti, dovessero anche passare di step in step fino a raggiungere la conversazione con un essere umano. Questo è il caso specifico delle aziende che nel passato, tradizionalmente, avevano un punto-clienti offline.

La società di analisi Gartner (2) prevede che nel 2019 il 20% di tutte le interazioni degli utenti con uno smartphone avverrà tramite interfacce vocali. Questi sviluppi nel campo dell’Intelligenza Artificiale (AI) indurranno le aziende a ripensare il modo di interagire con il loro bene più prezioso: i clienti. Questo perché il loro successo dipende dal modo in cui organizzano le interazioni con essi, così come dalla disponibilità ad investire sugli agenti del contact center che sempre più devono affrontare interazioni complesse con gli interlocutori. Più le questioni specifiche sono importanti per i clienti, più è probabile che esse verranno deviate dall’ambiente online a una chiamata.

- Costo rispetto alla qualità

Le aziende sperimentano molteplici modi per abbattere i costi della chiamata: dall'esternalizzazione ai paesi a basso costo, fino al ricorso ai robot alimentati da AI. È una mossa intelligente? Sì, se l'obiettivo principale è ridurre i costi. Tuttavia, se l'obiettivo è risolvere i problemi del loro asset più importante – come detto il cliente - le cose sembrano completamente diverse. I robot non sono esseri umani che hanno la capacità di ascoltare, capire, cercare informazioni e applicare alle situazioni le conoscenze accumulate e le esperienze del passato per rappresentare un prezioso risolutore di problemi.

Quindi anche se un'azienda può risparmiare denaro robotizzando le chiamate in futuro, la medesima si assume un grande rischio andando a de-umanizzare i punti di contatto nel percorso del cliente. Probabilmente coloro che lavorano nel dipartimento IT accoglieranno positivamente l'introduzione dei robot: è loro il compito di garantire che le interazioni dei clienti funzionino correttamente con una contemporanea riduzione dei costi. Essi non vengono valutati sulla qualità di questa interazione. Ed è qui che un'impresa dovrebbe invece sostenere la qualità dell'interazione; come umanizzare le conversazioni telefoniche nel modo migliore, investendo nella giusta cultura e tecnologia.

- Cultura

La chiamata del cliente dovrebbe rientrare nella sfera di coloro che sono più vicini alle strategie di mercato; dipartimenti vendita o marketing. Oggi per ragioni di costo la pratica investe spesso l'ufficio back-end, supportato dal dipartimento IT. Tuttavia, con il corretto coinvolgimento di altri dipartimenti - con le rispettive mentalità - le chiamate possono diventare un differenziale di marca anziché un fattore di costo.

Ecco alcuni facili “trucchi” per trasformare una chiamata in un approccio vincente:

• Avviare una discussione. Che cosa è più umano che avere una conversazione con una persona reale? Inserite il vostro numero di telefono affinché tutti lo vedano e invitate i clienti a chiamarvi per un acquisto, per condividere le loro sensazioni, per porvi domande, per segnalare le specifiche del prodotto o - ebbene sì - persino per ricevere i complimenti per il prodotto acquistato o per il vostro servizio.
• Essere visibili e rappresentare un ideale. Molte aziende sono percepite come entità senza vita e con carenza di personalità. Offrendo i nostri pensieri e prospettive creiamo invece un terreno comune, oltre a stimolare un dibattito utile, costruire la fiducia e invitare i clienti a condividere con noi le nostre scelte, ecc.
• Approccio personale e umano. Quanto spesso hai ricevuto un messaggio di ringraziamento che è firmato con un generico "Customer Service Department"? Dovremmo cercare di rendere tutte le interazioni con i clienti sincere, significative e memorabili. Può essere facile, anche semplicemente assicurandosi che tutta la corrispondenza sia firmata da un altro essere umano, o dando un seguito telefonico nei giorni successivi per verificare il grado di soddisfazione del cliente.

- Tecnologia

Le aziende investono miliardi di dollari ogni anno sugli strumenti tecnologici per aiutare a migliorare la cosiddetta “Customer Experience” (e di conseguenza la fidelizzazione del cliente). A partire dai sistemi di Customer Relationship Management (CRM) che forniscono un focus a 360 gradi sui clienti, con una massima ottimizzazione rispetto ai siti online, i vari “programmi fedeltà” e i molteplici canali dei social media.

La chiave di queste personali interazioni con i clienti mirate a risolvere i loro problemi è la qualità della conversazione. Tuttavia, la voce umana nelle conversazioni viene infastidita dal rumore, circostanza che impatta negativamente sulla soddisfazione del cliente. Secondo una relazione di British Telecom (3), si prevede che tra il 2015-2020 le chiamate amplieranno la loro durata del 40% rispetto a oggi. Ciò rende ancora più cruciale la necessità di cancellazione del rumore. Il problema può essere risolto fornendo all'agente una cuffia con il posizionamento del microfono progettato per prendere il controllo del raggio della conversazione, eliminando il rumore a 360° e spostando il focus sulla sola voce umana. Ciò consente a entrambi i partecipanti di concentrarsi completamente sulla chiamata in corso, senza essere distratti dai colleghi, dal traffico o da altri suoni di fondo.

Un altro importante sviluppo tecnologico riguarda il movimento in modalità wireless. Uno studio condotto da Jabra (4) ha rivelato che una soluzione mobile come una cuffia wireless potenzia la produttività: coloro che lavorano in questa modalità sono produttivi più del 20% rispetto ai corrispondenti con le cuffie con il filo; il punto è aumentare la mobilità che consente agli impiegati con cuffie wireless di ottenere informazioni da colleghi specializzati per risolvere i problemi complessi durante la conversazione telefonica. Essere in grado di farlo, assicura che la richiesta del cliente sia affrontata in modo più rapido e adeguato - migliorando la Customer Experience.

La soddisfazione del cliente è senza dubbio uno dei temi più caldi all'interno delle politiche di vendita e marketing. Mentre la tecnologia sta rapidamente evolvendosi, l'elemento umano non può essere sostituito a un livello più complesso. Pertanto è importante per le aziende cercare agenti che non solo sappiano come affrontare le chiamate in arrivo, ma che abbiano la qualità per confrontarsi con clienti su un'ampia varietà di piattaforme. Tutto ciò, in combinazione con la tecnologia giusta potenzierà l'”agente umano” del futuro.

1 American Customer Satisfaction Index, 1994 – 2016
2 Gartner’ annual mobile apps survey, December 2016
3 British Telecom – SuperAgent 2020
4 Jabra Call Centric Study, 2015

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Stop alle intercettazioni: Arriva in Italia Secure Phone, il primo telefono criptato di livello militare

Milano, 7 giugno 2017 - E’ disponibile da oggi anche in Italia Secure Phone, il telefono criptato commercializzato da Secure Group. Si tratta di un telefono cellulare dall’aspetto comune, basato su due modelli di marche molto conosciute. Dietro l’aspetto “innocuo” si nasconde però una fortezza impenetrabile: il sistema operativo è progettato da zero per proteggere l’apparecchio da attacchi di hacker, malware e virus. La memoria è criptata tramite l’algoritmo AES-256, lo stesso usato dalla NSA americana per proteggere i documenti governativi più segreti. Il sistema GPS è disattivato per non rivelare la posizione dell’apparecchio. Ma sono le normali funzioni di telefono il punto forte di Secure Phone: tutte le comunicazioni vengono criptate e possono essere decifrate solo dall’interlocutore. Se anche qualcuno riuscisse a intercettare i dati durante il tragitto tra due apparecchi, questi risulterebbero incomprensibili. Infatti, i protocolli di criptaggio sono talmente sofisticati che un supercomputer potrebbe riuscire a trovare la chiave di lettura solo dopo diversi miliardi di anni di tentativi; e questo solo per un messaggio o una telefonata, in quanto la chiave è sempre diversa, e viene generata direttamente dal telefono, senza interventi esterni. Quindi nemmeno Secure Group può decifrare quello che i suoi clienti trasmettono. Secure Phone è anche in grado di rilevare la presenza di uno “spione” sulla rete telefonica, e di avvertire l’utente, che per non correre rischi è invitato a interrompere la comunicazione.

Non è tutto: se il telefono dovesse finire nelle mani sbagliate, il proprietario può cancellare la memoria a distanza, via internet. Ma i dati verrebbero comunque cancellati dopo 10 tentativi falliti di inserire la password e il pin, oppure al primo tentativo di aprire fisicamente la memoria. La cancellazione dei dati avviene seguendo un protocollo di sicurezza militare, che li rende impossibili da recuperare, nemmeno dai più avanzati sistemi forensi. Per completare il quadro, non poteva mancare la SIM: Secure Phone viene fornito con una carta anonima, chiamata Secure SIM, e un piano dati illimitato in tutto il mondo, che consente di usare il telefono in oltre 150 paesi senza alcun costo aggiuntivo. Una carta SIM anonima da sola non serve per non essere intercettati; ma unita a Secure Phone fornisce una privacy totale, in quanto nessuno può sfruttarla per identificare l’utente e localizzarlo. Tutto ciò è legale? L’abbiamo chiesto a un responsabile di Secure Group, che preferisce restare anonimo, il quale risponde: “Il nostro telefono è uno strumento per comunicare. La crittografia è legale: è come l’alfabeto farfallino che usano i bambini, solo molto più complicato. Un bambino impara in fretta a decifrare l’alfabeto farfallino, invece nessun computer dispone della potenza di calcolo necessaria per decifrare i nostri sistemi di criptaggio. Anche la Costituzione italiana, nell’articolo 15, garantisce la libertà e la segretezza delle comunicazioni. Quello che i nostri clienti dicono quando parlano con Secure Phone non è affare nostro”.

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Social Network, strumenti utili o “valvola di sfogo per gli imbecilli”?

La piattaforma di dibattito pubblico di Proversi.it pubblica oggi un testo di approfondimento sui social network, un argomento di grande attualità. Nei primi dodici anni di vita di Facebook, da febbraio 2004 a luglio 2016, lo stato dell’arte di quella porzione dell’universo virtuale che identifichiamo generalmente come mondo dei social network ha subìto profonde mutazioni.

A un primo livello di analisi, ciò che si può constatare è l’intensa proliferazione di piattaforme social tra loro anche molto diversificate. Forse non altrettanto chiaro è come si sia giunti ai livelli di pervasività toccati dai social network in così poco tempo.

Non tutti si sono mostrati favorevoli alle conseguenze che sono scaturite dalla diffusione dei social network.

Alla luce della capillarità raggiunta, e per via delle trappole e dei rischi insiti in un loro uso non appropriato, alcuni studiosi si sono dichiarati scettici sull’effettivo potenziale positivo di queste piattaforme.

“Molte persone usano i social network non per unire e per ampliare i propri orizzonti, ma piuttosto, per bloccarli in quelle che chiamo zone di comfort, dove l’unico suono che sentono è l’eco della propria voce, dove tutto quello che vedono sono i riflessi del proprio volto. Le reti sono molto utili, danno servizi molto piacevoli, però sono una trappola”, ha scritto a riguardo il filosofo Zygmunt Bauman.

Ancor più critico Umberto Eco, secondo il quale i social media rappresenterebbero una valvola di sfogo per gli “imbecilli” e un terreno fertile per la prolificazione delle bufale.

A difesa del valore mediatico dei social network si schierano, invece, Gianluca Nicoletti e Juan Carlos De Martin.

Sulla cattiva e fuorviante informazione di cui è accusato Facebook, vengono invece messe a confronto le opinioni di Mark Zuckerberg, uno dei fondatori del colosso di Menlo Park, e di Edward Snowden, informatico e attivista statunitense.

Per approfondimenti si può leggere la discussione all’idnrizzo www.proversi.it/discussioni/pro-contro/135-social-network,  seguire la Pagina Facebook www.facebook.com/iproversiProfilo, ed il profilo Twitter www.twitter.com/iproversi.

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A Salerno arriva myCicero, parcheggi, metro e treno: per pagare basta una app

Salerno dà il benvenuto a myCicero, la app gratuita con la quale è possibile pagare il parcheggio e acquistare i biglietti della metro e del treno direttamente dal proprio smartphone. Il servizio entrerà in funzione oggi, 2 dicembre, e offrirà agli utenti la possibilità di sostare sulle strisce blu con un semplice click e di viaggiare in treno e in metro con un ticket digitale, il tutto senza sovrapprezzi o canoni di abbonamento.
I salernitani potranno finalmente utilizzare questa innovativa applicazione grazie agli sforzi logistici e all'impegno di una importante azienda che opera da anni nel territorio, la I.T.Svil guidata dal Ing. Carlo Mancuso.
Si tratta di un sistema innovativo messo a punto da Pluservice, azienda marchigiana leader nello sviluppo di soluzioni software legate alla mobilità, che con la app myCicero, già diffusa su gran parte del territorio nazionale, sbarca per la prima volta a Salerno. “Siamo molto contenti – afferma Giorgio Fanesi, presidente di Pluservice – di questa partnership con il Comune. Con la nostra applicazione, completamente gratuita, abbiamo conquistato le più grandi città italiane e numerosissime città di provincia. Ora siamo qui ad offrire i nostri servizi alla bellissima Salerno, in questo periodo ancor più suggestiva grazie alle installazioni di Luci d’Artista. Manifestazione che tutti gli utenti potranno scoprire anche attraverso myCicero. Nella app infatti sarà indicato il cartellone degli eventi, una guida virtuale alla scoperta dei giochi di luce in ogni angolo del centro”. Soddisfazione viene espressa anche dal sindaco Vincenzo Napoli: “L'amministrazione comunale di Salerno è particolarmente impegnata a migliorare la mobilità urbana ed extraurbana tanto per i cittadini quanto per i turisti ed i visitatori che sempre più numerosi giungono nella nostra città in occasione di eventi e manifestazioni. Siamo impegnati ad aprire nuovi parcheggi ed aree di sosta e, al tempo stesso, profittiamo delle innovazioni. La nuova applicazione tecnologica che mettiamo al servizio degli automobilisti consentirà una migliore gestione degli spostamenti e della sosta, ottimizzando i tempi e le tariffe. Una città, dunque, sempre più smart ed accogliente per contribuire anche a ridurre gli ingorghi ed i fattori d'inquinamento acustico ed ambientale”. Conclude il sindaco: “Naturalmente continueremo a monitorare costantemente il nuovo servizio rendendolo sempre più efficace ed adeguato alle esigenze di mobilità e sosta della nostra comunità”.
“MyCicero è l'innovazione che mancava alla bellissima Salerno” afferma Carlo Mancuso della I.T.Svil “il mio obiettivo, condiviso da tutto il mio staff di tecnici informatici era quello di trasformare una bellissima città ambita dai turisti di tutto il mondo anche in una vera smart city e con MyCicero l'obiettivo è stato pienamente centrato, continueremo a lavorare in sinergia con la Pluservice e con il Comune per implementare nuove funzioni utili a cittadini e turisti.

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La giornata perfetta del web marketer esiste. Ma come dovrebbe essere?

Ogni giorno sarebbe bello arrivare in ufficio e avere sempre e comunque un’ottima giornata. Non sempre è così. Anzi quasi mai. Ma sognare è lecito e quindi, per questa volta, sogniamo un po’.

Vediamo cosa vorrebbe un web marketer per avere la giornata perfetta, dopo aver bevuto un buon caffè, il primo di una lunga serie.

#1. Avere l’idea geniale dell’anno

Idea geniale dell’anno in caricamento
Perché accontentarsi?

Al web marketer non basta avere una splendida idea. No. Vuole avere la migliore. E non quella che fa colpo sulla mamma, collega o amico di turno che di web marketing non ci capiscono assolutamente nulla.

Vuole l’idea geniale dell’anno, che stupisca mezza Italia (e perché non tutta). Sì insomma una cosa da poco.

Per questo passa metà della sua vita a pensare come cavolo fanno i responsabili marketing della Ceres a dire sempre la cosa giusta, nel momento giusto e nel luogo giusto.

Quello che magari non sa, è che le idee migliori arrivano sempre quando meno ce lo si aspetta. Perché, a volte, pensare troppo fa male e quindi bisogna solo pensare meno. Ci si deve lasciare andare e liberare la propria creatività.

#2. Decifrare l’innominabile algoritmo di Google

Google. Il compagno di vita di qualsiasi web marketer. Tutti vorrebbero conoscerlo meglio, ma Google è un tipo abbastanza timido, non si lascia andare e non si fa travolgere dai contenuti.

Se bisogna dirla tutta è anche abbastanza delicato. Non si accontenta facilmente di tre righe scritte con amore, lui vuole di più.

D’altronde a corteggiarlo ci sono innumerevoli markettari che ogni giorno si scervellano per pubblicare il contenuto più interessante, per condividere al mondo il re dei contenuti, il famoso The King.

Google, inoltre, si fa desiderare. Fa impazzire tutti i web marketer a suon di keyword. E così cercano di scoprire i suoi segreti più nascosti e realizzano strategie di content marketing mai viste, per raggiungere il tanto desiderato primo posto di Google.

I web marketer si divertono così.

#3. Riuscire ad avere una vera vita social(e)

Social Media Marketing
Facebook, Twitter, Snapchat, Pinterest, Instagram, LinkedIn e chi più ne ha, più ne metta.

Tutti i web marketer hanno uno o più profili attivi in tutti i social media presenti sulla faccia della Terra. Pure su quelli che in realtà conoscono solo loro e a volte neanche loro sanno bene cosa siano.

Ma non si sa mai, potrebbe essere la nuova rivelazione digitale del momento!

I web marketer sono super social, o almeno lo credono, perché in realtà una vita sociale non sanno nemmeno cosa sia.

Perennemente attaccati allo smartphone per controllare le visualizzazioni dei loro post su Facebook o per accertarsi che qualcuno abbia considerato almeno minimamente il tweet del giorno su Twitter.

Perché oltre ad attuare straordinarie strategie di social media marketing per i loro clienti, devono anche tenere aggiornate le loro pagine personali e non è proprio una cosa da poco.

Social-dipendenti e social-patici che pensano di avere una vita sociale, ma in realtà, non sanno nemmeno cosa sia. Ma, fidatevi, a loro piace così!

#4. Avere un buon amico graphic designer

Adotta un graphic designer
Eh si. Un bravo web marketer sa che non basta avere un Mac per fare il grafico. Anche i web marketer amano smanettare (termine tecnico) con Photoshop o Illustrator, ma il consiglio e il gusto di un buon web designer non guasta mai.

Sebbene alcuni si ostinino ancora a credere che da soli si possa conquistare il mondo.. beh non è proprio così. Quindi fa la cosa giusta e adotta un grafico!

L’idea geniale dell’anno, quando arriverà, è sempre meglio farla accompagnare dallo stile giusto. E poi c’è da ricordare che two is meglio che one! Quindi basta affidarsi al grafico giusto e magari non pagarlo in birre, anche se amanti pure loro di Ceres, di certo non resteranno così contenti.

#5. Avere la deadline sempre tra una settimana

Deadline sempre tra una settimana – Created by Pixelo
Sarebbe fantastico non avere mai l’acqua alla gola. Per il web marketer sarebbe un sogno. Beh in realtà anche per il suo amico grafico adottato un giorno fa!

Lavorare in tutta tranquillità, senza ansia e ansia e ansia e ansia (che ansia!). Seguire il piano editoriale alla lettera, rispettando tutte le scadenze. Beh se sei un web marketer il piano editoriale ce l’hai, giusto? Ovvio!

Clienti senza fretta, che non pretendono il lavoro finito entro due giorni fa. Perché in fin dei conti un web marketer sa che chi va piano va sano e va lontano!

Fine della magnifica giornata!

Queste sono le cinque cose di cui un web marketer ha sempre bisogno. Quelle che gli renderebbero le giornate meno isteriche. Insomma che gli darebbero una vita semplice e tranquilla.

Dove l’idea geniale arriva sempre quando serve e accompagnata da uno stile inimitabile grazie all’amico web designer. Dove Google diventa meno pretenzioso e misterioso e soprattutto una vita sociale nel vero senso della parola con clienti che chiedono solo il possibile e mai l’impossibile.

Non sembra chiedere tanto.

Tutte cose che il web marketer vorrebbe .. ma non troppo. Al web marketers in realtà una vita così piace proprio perché non si annoia mai!

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I.T.Svil Salerno al "The City Forum 2016" di Sofia

In un mercato sempre più globale si apprezzano quelle imprese che riescono ancora ad osare, non decentralizzando le proprie attività ma espandendo i propri orizzonti e le prospettive di mercato.

I.T. SVIL è una società italiana leader nell'I.T. che da oltre un anno sta sviluppando i suoi prodotti informatici e tecnologici anche per gli emergenti mercati dell'est europa, in particolare la Bulgaria.

Abbiamo incontrato Carlo Mancuso, C.E.O. della I.T. SVIL reduce dalla partecipazione ad un importante forum che si è svolto a Sofia il 20 ottobre scorso, parliamo della quinta edizione del “The City Forum”.

COME E' NATA L'IDEA DI PARTECIPARE AL THECITYFORUM 2016?

“Partecipare a questo forum dedicato ai trasporti ed alla mobilità urbana è stata una scelta ben ponderata, maturata dopo mesi di attività in Bulgaria, mia e dei miei collaboratori, abbiamo voluto partecipare a questo importante evento non solo presentando la nostra azienda ed i nostri prodotti ma anche sponsorizzando l'iniziativa in prima persona con i nostri marchi. Il nostro logo I.T.Svil ed il marchio dell'app MyCicero è stato impresso in tutto il materiale promozionale dedicato al forum, questo per dimostrare l'impegno che stiamo mettendo nel nostro lavoro”.

PERCHE' LA DECISIONE DI APPRODARE ANCHE IN BULGARIA?

“I.T.Svil fortunatamente si differenzia dalle troppe aziende italiane che decidono di chiudere le proprie sedi italiane ed aprire all'estero per beneficiare di vantaggi fiscali, il nostro intento invece è quello di portale la professionalità italiana all'estero, i nostri dipendenti sono infatti tutti italiani, tecnici informatici altamente specializzati che portano la genialità italiana in tutto il mondo”.

Alla manifestazione erano presenti i più importanti amministratori delle maggiori città della Bulgaria e gli esponenti di importanti aziende internazionali; l'obiettivo valutare proposte atte a rendere la BULGARIA un posto migliore per tutti i cittadini

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Evasione Fiscale: Ecco Come i Comuni Spiano i Cittadini con un Software per Scovare gli Evasori Fiscali

Evasione Fiscale: Ecco Come i Comuni Spiano i Cittadini con un Software per Scovare gli Evasori FiscaliRoma, 1 febbraio 2016 - È stato svelato in questi giorni il software che permette agli enti locali ed ai Comuni di "spiare" i cittadini e conoscere all'istante tutte le loro proprietà, redditi dichiarati e versamenti fiscali per confrontarli e scovare gli eventuali redditi nascosti. In base alle normative in vigore infatti l'Agenzia delle Entrate condivide con i Comuni tutti i dati dei versamenti fiscali come F24 Tares/Tari, Ici/Imu, Tasi ed Iscop, i riepiloghi contabili dei versamenti di addizionale comunale all'Irpef, i dati dei contratti di energia elettrica e gas, i dati dei contratti di locazione e delle dichiarazioni di successione, i bonifici bancari per interventi di recupero del patrimonio edilizio e le dichiarazioni dei redditi ((Unico, 730, 760, 770, etc). Dopo la fusione con l'Agenzia del Territorio ora l'Agenzia delle Entrate condivide anche le cartografie catastali, le attività del comma 335 e 336, gli accatastamenti e le variazioni, i docfa, l'intero catasto urbano e terreni, la lista dei fabbricati fantasma rilevati nel 2011, l'archivio nazionale civici e strade (ancs), gli atti telematici pregeo, la consistenza della banca dati comunale catastale, le ispezioni ipotecarie. I Big Data della P.A., cioè i dati relativi alla pubblica amministrazione, sono fondamentali per la pubblica amministrazione, sono enormi per varietà e volume ma devono essere “aperti” e “leggibili”, e diventa necessario sfruttare tutta questa enorme quantità di informazioni per migliorare i servizi tra le stesse P.A. ed i servizi rivolti ai cittadini ed alle imprese. Ma non basta rendere pubbliche le informazioni: fornire troppi dati, disomogenei e dispersi significa, di fatto, non averne reso pubblico nessuno, risultando difficili da interpretare e consultare. Per questo gli Enti Locali per risolvere questi problemi stanno adottando un software, denominato LoginPa (www.loginpa.it), che permette di consultare facilmente tutta l'enorme marea di dati della P.A. relativi a cittadini e contribuenti con una velocità di consultazione impressionante e costi per gli Enti Locali estremamente accessibili. I Comuni ad esempio, con la semplicità di Google Maps e Street View, con un click sul tetto di un immobile riescono a vedere chi vi abita ed a cascata ricevere una serie di dati georeferenziati sia dell'immobile che dell'intero nucleo familiare, riuscendo a scoprire i loro redditi, situazione patrimoniale, tasse pagate e scoprire così eventualmente redditi nascosti e tasse non pagate. Matteo Mauri, amministratore di Microservice, la Startup che ha ideato il software LoginPa, ponendosi ai vertici dell'innovazione digitale del nostro paese, dichiara: "Realizzare LoginPa per sfruttare e leggere i Big Data per la Pubblica Amministrazione è stato possibile grazie a delle sofisticate tecnologie che ci hanno permesso di leggere ed unificare i dati di diverse banche dati e grazie all'hardware ed all'infrastruttura di Google Cloud Platform riusciamo ad avere un sistema robusto e veloce, senza precedenti, in modo da poterlo condividere con migliaia di Comuni senza generare ulteriori costi di informatica per l'Ente". "Ed è solo l'inizio" prosegue ancora l'Amministratore "abbiamo avviato collaborazioni con Master Universitari per creare un team sempre più ampio di Data Scientist per soddisfare l'esigenza di fare buon uso dei dati e far prendere le migliori decisioni alle Amministrazioni". "Raggiungere questo risultato è stato possibile anche grazie alla sinergia di tutte le aziende del gruppo che hanno contribuito con personale specializzato all'analisi ed alla realizzazione del sistema LoginPa" conclude Mauri. Se fino ad oggi abbiamo sentito tanto parlare di Big Data, LoginPa è il primo innovativo e potente strumento in grado di sfruttarne a pieno tutte le enormi potenzialità. ### Per interviste e contatti: www.loginpa.it

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CiboCrudo, la Community per Sapere Come Mangiare Buono e Sano

CiboCrudo, la Community per Sapere Come Mangiare Buono e SanoPer cambiare le cose ci vuole un insieme di persone che credano in un’idea e vivere in salute mangiando in modo naturale: nasce da queste 2 forti idee la Community di CiboCrudo, che nel suo piccolo vuole cominciare a cambiare le cose...

Roma, 9 dicembre 2015 - Ghandi diceva: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. Troppo spesso purtroppo siamo portati a pensare che la volontà di pochi non possa portare ad una modifica in senso positivo dello stato delle cose attuali.
C’è però chi, come Annamatilde Baiano, fondatrice della CiboCrudo (www.cibocrudo.com), che crede che "l'informazione, la condivisione e le esperienze possano creare quella base comune per fare dei piccoli passi verso il cambiamento, cioè verso la consapevolezza che stare bene si può se solo si torna a mangiare in modo naturale, 100% vegetale e 80% crudo".

Per questo Annamatilde, preoccupandosi delle persone e della loro salute ha creato una vera e propria community legata alla filosofia del mangiare buono e sano in modo da essere un punto di riferimento per tutti colori che vogliono sapere di più su ciò che mangiano, su come stare meglio, su come intraprendere e portare avanti un percorso di modifica delle proprie abitudini a tavola, che possa migliorare la nostra vita di ogni giorno e quella del pianeta.

Si fa infatti un gran parlare di sostenibilità, ma ci si dimentica poi di sottolineare quanto la produzione industriale dei cibi e la lavorazione di carne e derivati vada ad incidere sulla salute della Terra. Fare del bene a se stessi dunque significa anche fare del bene agli altri.

Ecco perché CiboCrudo non è solo un ecommerce in grado di fornire i migliori prodotti crudi in circolazione e neppure solamente una rete di rivenditori sul territorio italiano, ma anche una comunità attiva giorno dopo giorno: negli account social di Facebook, Google+, Twitter e Instagram, all’interno del sito e nel blog CiboCrudo Journal (www.cibocrudo.com/blog) vengono pubblicate quotidianamente informazioni utili per la salute, ricette per sperimentare nuovi piatti e testimonianze di chi ha ritrovato il benessere cambiando alimentazione.

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