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Arte, Cultura e spettacolo (85)

22.11.63 – Stephen King

Nel suo saggio, interessantissimo, sulla narrativa americana ( AmericanaMinimumfax editore)  – Luca Briasco divide gli scrittori in due categorie: gli status author – gli autori  che scrivono seguendo il proprio istinto, senza tenere conto delle mode e delle tendenze del momento – e i contract author,‎ quelli più attenti al marketing, che con i lettori stipulano un patto per assecondarne gusti e preferenze. Mi è venuta in mente questa distinzione, che Briasco nel suo libro formula per spiegare il dualismo tra Jonathan Franzen e David Foster Wallace, mentre leggevo uno dei romanzi più apprezzati di uno scrittore americano che, per chissà quale ragione, sbagliata, parte della critica continua a considerare minore rispetto alla nobile nomenclatura da Pulitzer. Lo scrittore è Stephen King, il romanzo è 22.11.63. Nella sua lunga carriera King di romanzi ne ha pubblicati più di 50, vendendo oltre 500 milioni di copie in tutto il mondo. Sono numeri impressionanti che non collimano probabilmente con l’idea e con la personalità del romanziere d’avanguardia, lo sperimentalista, lo status author esemplificato da Briasco nel suo manuale. King non ha la scrittura colta e rigogliosa di Philip Roth, né lo spessore filosofico di Don DeLillo, o l’introspezione romantica di Carol Joyce Oates; la sua prosa è ruvida come la moquette di un hotel fuori stagione, aspra come un sorso di whisky che ti brucia nella gola. King tuttavia possiede una qualità rara: sa evocare atmosfere e ambientazioni, talvolta surreali, che solo il  cinema riesce riprodurre con la stessa fedeltà e verosimiglianza. Non è un caso che dai suoi romanzi siano stati tratti diversi film di successo: It, Cujo, Il miglio verde, Shining, Le ali della libertà, Misery.

King è un costruttore di suspance più che di parole; le sue trame ipnotizzano i lettori alimentando una misteriosa empatia con l’autore. È l’empatia la cifra di King. Quella capacità fuori dal comune di sorprendere, turbare e incuriosire fino allo spasimo. Le sue storie sono squarci spazio-temporali che si rincorrono in un dedalo di suggestioni vibranti, l’apoteosi di un’immaginazione sempre fervida e inesauribile. King confeziona sogni. E quanti si  ostinano a considerare i suoi romanzi un sottoprodotto della cultura di massa, un intrattenimento leggero, farebbero bene a riflettere sulla complessità del mosaico che è al centro di ogni buona narrazione, oltre che sulla bellezza intrinseca della scrittura, importante sì, ma non sufficiente a fare di uno scrittore un grande scrittore. Non si può  conoscere a fondo l’America e la letteratura americana senza aver letto i romanzi di Stephen King, senza aver conosciuto quel suo modo favolistico di raccontare i nostri lati oscuri, il brivido dell’imprevisto, e quella sensazione di precarietà che non ci abbandona mai.

22.11.63 esce nel 2011. Non è uno dei soliti romanzi diabolici ai quali King ha abituato i suoi fan. Il libro racconta la storia di un tranquillo professore di inglese che insegna in un liceo di una cittadina del Maine. Il suo nome è Jake Epping, ma ve ne dimenticherete presto perché il protagonista, per le ragioni che spiegherò più avanti, assumerà fin da subito un’altra identità. Un giorno di inizio estate, infatti, Jake viene a conoscenza di un segreto che ha dell’incredibile. A rivelarglielo è Al, il gestore della tavola calda dove lui si trattiene spesso a pranzo con i colleghi del liceo. La dispensa del ristorante di Al nasconde un varco che conduce nel passato  “la buca del coniglio“. Pochi passi su una scala immaginaria e chi la percorre si ritrova nel 1958.

Non importa quante volte l’attraverserai: uscirai sempre sul piazzale di una fabbrica tessile di Lisbon Falls, ore 11.58 del 9 settembre 1958. E non importa quanto a lungo resti in quel passato: al ritorno, nel tuo presente saranno trascorsi due minuti. Sempre due minuti“. Jake è incredulo, ovviamente frastornato. Ma è qui che la storia entra nel vivo: Al chiede al suo amico di compiere una missione impossibile “Se mai hai voluto cambiare il mondo, questa è la tua occasione. Salva Kennedy. Salva suo fratello. Salva Martin Luther King. Ferma le rivolte razziali. E forse fermerai anche la guerra in Vietnam“. Il vecchio chef ci aveva già provato prima che il cancro consumasse le sue ultime forze e il tempo necessario per sopravvivere fino a quella tragica giornata di novembre, quando lo sconosciuto, fino ad allora, Lee Oswald mirò alla testa di JFK.
Jake accetta la sfida. Prende i risparmi di Al, i quaderni con gli appunti che il suo amico moribondo ha raccolto nelle precedenti incursioni oltre la buca, una patente falsa intestata ad un tale George Amberson, e parte per la sua seconda vita come un alieno per una galassia sconosciuta. “Ma il passato è inflessibile. Non vuole essere cambiato”.

22.11.63 è un romanzo lungo ed estenuante, con un impianto narrativo solido, ben strutturato, che si rifà alla tradizione popolare ottocentesca-dickensiana, e che ruota intorno a due vicende parallele: il drammatico attentato a John Kennedy, e la storia d’amore, molto commovente, tra il protagonista e una donna che non riesce a liberarsi dai fantasmi del suo passato. Un libro ricco di colpi di scena che ci spalanca gli occhi sul falso mito dell’irreversibile, scritto con leggerezza ed ironia da un maestro della letteratura contemporanea. Un viaggio folgorante, dal New England al Texas, attraverso la musica, i colori e i paesaggi dell’America rurale, bigotta e razzista degli anni ’60. Una sequela infinita di incontri e di misteriosi déjà-vu, con tanti personaggi, così uguali e così diversi, protagonisti e comparse insieme nel gigantesco affresco che King dipinge per rappresentare sentimenti e miserie di un’umanità sospesa nel tempo. L’amore, la morte, il destino.

Angelo Cennamo

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Bologna Children’s Book Fair 2017

Nella globalità delle notizie riguardanti il mondo della lettura, il dato Istat che emerge dalle ultime statistiche a riguardo  è che il 60% degli italiani non legge, negli ultimi sei anni si sono persi 3 milioni e 300 mila lettori nel Paese. Agghiacciante è il fattore dell’analfabetismo di ritorno, la lettura è condizionata dalla capacità di comprendere ed interpretare in modo adeguato il significato di testi scritti, per farlo c’è bisogno di una competenza di base cruciale per garantire una effettiva capacità di utilizzo e valutazione delle informazioni. Questa capacità, la cosiddetta «literacy», è molto bassa nella popolazione adulta in Italia, molto più bassa della media Ocse. Quindi, che il titolo di studio sia cresciuto non è stato sufficiente. Seppure i dati sui lettori dipingano uno scenario triste, quelli sulla BCBF la fiera dell’editoria per bambini e ragazzi a Bologna, giunta alla 54esima edizione, conclusasi il 6 aprile, confermano la leadership mondiale della Fiera nel settore kids and young, grande evento di mercato e appuntamento culturale immancabile per fare il punto sullo stato dell’arte dell’illustrazione e per anticipare le tendenze in campo dell’illustrazione e della letteratura, di pagine e di digitale.
Bologna Children’s Book Fair 2017, dal 3-6 aprile nei padiglioni di Bologna Fiere, ha ospitato 1300 espositori provenienti da 75 paesi.  Successo straordinario di visitatori, confermato dai numeri ancora una volta in crescita: oltre 26.743 visitatori, di cui 11.752 esteri.  Annunciata martedì 4 aprile la nuova manifestazione dedicata allo scambio e alla commercializzazione dei diritti d'autore in ambito editoriale, a livello internazionale: dal 30 maggio al 1° giugno 2018 Bologna Fiere arriverà a New York con un appuntamento che sarà un'occasione di incontro tra editori e agenti americani con i loro colleghi di tutto il mondo e vedrà la partecipazione di librai e bibliotecari. La peculiarità della fiera è certamente quella di riunire tanti ambiti legati al mondo dell’editoria, le giornate sono suddivise da momenti che vedono gli editori impegnati in portfolio review con gli illustratori di tutto il mondo, allo scambio dei diritti editoriali, a workshop, conferenze e mostre. Diverse aree presenti oltre gli stand degli editori e delle agenzie di diritti: il Bologna Digital Media (alla sua seconda edizione), dove l’editoria incontra l’innovazione e i contenuti per ragazzi trovano la propria articolazione multimediale, con la realtà aumentata tema dell’edizione 2017 insieme all’illustrazione digitale, o i Caffè, per gli autori, gli illustratori, i traduttori e il digital cafè, luoghi in cui dibattere, incontrarsi, scambiare e apprendere, il The Illustrators survival corner, spazio professionale dedicato agli illustratori per condividere dubbi e chiedere aiuto e chiarimenti gratuitamente ai professionisti del settore. Altro spazio fondamentale è quello dedicato alle mostre: nata nel 1967 quella degli illustratori, vede per l’edizione 2017 selezionate 375 tavole di 75 talenti editi ed inediti, provenienti da 26 Paesi, rappresentativi di culture, sensibilità e stili diversissimi, raccolti nel famoso Annual illustratori, edito da Corraini Edizioni e collettore delle nuove tendenze dell’illustrazione mondiale. Non meno interessante, quella sul Pop-up dal titolo “Pop-up show: la magia dentro i libri” che racconta, attraverso le pagine esposte, i cambiamenti, l’evoluzione delle costruzioni tridimensionali nel tempo e le innovazioni che hanno reso sempre più complesse e affascinanti queste sculture di carta.
La sezione Premi, conferma Bologna Children’s Book Fair 2017 come palcoscenico dei Premi Internazionali per l’editoria giovanile: innanzitutto il BOPBologna Prize for the Best Children’s Publishers of the Year, che premia gli editori internazionali, il Bologna Ragazzi Digital Awards, che premia le migliori creazioni dell’editoria digitale, il Premio Internazionale dell’illustrazione che sostiene i nuovi talenti e infine ilPremio Strega (seconda edizione) per ragazzi e ragazze, delle fasce di età  6-10 e 11-15 anni.  BCBF, diviene un momento fondamentale per comprendere da parte degli illustratori quella che è la domanda da  parte dell’editoria internazionale, rivolta ai nuovi autori, di sicuro molto attenta alle nuove tematiche come quelle della laicità, dell’uguaglianza, della condivisione, del confronto, della diversità, e di quelle adolescenziali, della sostenibilità intesa anche come alimentazione sostenibile, o con la riedizione corredata da nuove illustrazioni dei grandi classici della letteratura come l’Odissea,  Pinocchio o le favole di Italo Calvino, solo per citarne alcuni.  Seppure in piena epoca digitale, ciò che si evince dalla domanda degli editori e dei loro art-director, è che la matericità e la naturalezza della tecnica manuale, dopo il boom e l’entusiasmo iniziale della tecnica digitale, è ora tanto agognata, certo non disprezzando la velocità del lavoro dovuta alle nuove tecnologie, così come pretende il mercato.
Per quanto riguarda lo stile, Bologna mostra una miriade di tecniche e stili differenti, da quella  proveniente dall’ambiente della progettazione grafica, a quella più pittorica, alla tecnica mista che cerca di unire il classico al contemporaneo, di certo in un epoca in cui tutto si è già visto, detto, costruito e inventato, quello che rimane è trovare il modo più originale di riproporsi. Forse è stato anche questo il criterio di selezione che ha visto l’illustratore spagnolo Manuel Marsol, vincere l’edizione 2017 del premio Internazionale dell’illustrazione.La giuria di esperti che si è occupata del premio – composta da Rotraut Susanne Berner (Germania), Maria Jesús Gil (Spagna), Lorenzo Mattotti (Italia) – ha motivato così la scelta:
La sua opera, di grande originalità e di elevata qualità tecnica, ha una voce indipendente e fuori tendenza, qualità estremamente rara da incontrare. Attraverso un linguaggio fortemente simbolico, l’autore ci presenta immagini piene di forza che risvegliano nel lettore la curiosità di scoprire il resto della storia, di sapere cosa succederà dopo. Con uno stile fortemente narrativo, e al tempo stesso personale, ironico e poetico, l’autore impiega con maestria diverse tecniche, e tale versatilità arricchisce le sue opere che, pur mantenendo la propria essenza pittorica, possiedono una qualità grafica molto personale
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Valeriano Forte
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Mercoledì 26 ottobre 2016, Teatro Nuovo di Napoli Isa Danieli in Serata d’amore regia Manlio Santanelli

Il palcoscenico partenopeo inaugurerà la stagione teatrale con un omaggio devoto e accorato ad Annibale Ruccello, nel trentennale della sua scomparsa.
 

Saranno cinque serate speciali a inaugurare, mercoledì 26 ottobre 2016 alle ore 21.00, la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Nuovo di Napoli, affidate a Isa Danieli in Serata d’amore per la regia di Manlio Santanelli, che ne è autore con la straordinaria interprete per la quale fu scritto quello che di Ruccello è considerato il capolavoro, Ferdinando, amara metafora sulla beffa dell’unità d’Italia.

Presentato da Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, Serata d’amore è l’omaggio devoto e accorato di Isa Danieli e Manlio Santanelli ad Annibale Ruccello, nel trentennale della sua scomparsa, che prenderà vita proprio su quel palcoscenico dove l’autore stabiese visse i suoi giorni migliori.

E’ un viaggio dentro il suo teatro, un percorso alla rovescia dalla sua ultima commedia alla prima, che lega in un unico evento le voci femminili del suo cosmo poetico: dall'indimenticabile Donna Clotilde di Ferdinando, all'inquieta Ida di Week End, alla terribile Jennifer. Una sfilata di personaggi segnati da una disperata solitudine, quel prezzo che deve pagare chi ama o anche chi soltanto dispone ad amare.

Serata d’amore - commenta Isa Danieli - è la ripresa di uno spettacolo che portai in scena un anno dopo la morte di Annibale, per perpetrare il suo ricordo di uomo e di artista, dopo quel maledetto 12 settembre del 1986. Il titolo non poteva essere diverso da questo, così come non poteva esserci altro teatro all'infuori del Nuovo, per riproporlo”.

L'opera di un grande commediografo mal si presta a essere limitata, anche soltanto in fase di interpretazione, ad un unico concetto generale che possa valere per ogni testo di cui quell'opera si compone. Limitare, in tal caso, equivarrebbe a ridurre. Ancor meno, si presta ad essere esplorata, ad essere penetrata nel suo mistero di fondo.

Ciò vale ancora di più se riferito all'intera produzione di Annibale Ruccello che, per l'indubbia capacità di raccogliere, dalle silenziose esplosioni del quotidiano, la più piccola scheggia, il minimo frammento che ne rievochi con struggente amarezza la perduta integrità, si sottrae, caparbiamente, all'utilizzo di singole chiavi di lettura.

E tuttavia, leggendo e rileggendo le commedie di Ruccello in vista della messa in scena di questa Serata d’amore, la Danieli e Santanelli hanno sempre incontrato un tema che, seppure in forma sempre diversa, ricorre con ossessiva puntualità: la solitudine.

“È un tuffo nel passato - aggiunge Manlio Santanelli, che dirige il lavoro così come allora - in cui, rispetto alle classiche antologie, facciamo il percorso inverso, partendo dal titolo più recente, Ferdinando, e risalendo, attraverso Weekend, fino alle Cinque rose di Jennifer”.

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San Matteo sul Gargano

Martedì, 20 settembre 2016, alle ore 20.00, nel Santuario di San Matteo Apostolo in San Marco in Lamis, sarà proiettato il film “San Matteo sul Gargano” di Angelo Disanto, alla presenza di Padre Gaetano Jacobucci, ofm, Rettore del Santuario. L’opera è il risultato di un lungo lavoro di ricerca sul campo, compiuto dal Dott. Disanto, storico e antropologo, membro dell’Associazione Italiana per lo studio della Santità, dei Culti e dell’Agiografia, e del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia, autore del volume “San Matteo Apostolo. Culto e pellegrinaggi al Santuario sul Gargano”.
In particolare il film consiste nel presentare la processione in onore del Santo che si svolge ogni anno il 21 settembre, tra il Santuario e Borgo Celano.
Il film documenta uno spazio sacro e un rito collettivo, testimonianza ineludibile di un percorso identitario di devozione, che affonda le sue radici in modo particolare nella cultura del popolo di Cerignola.
Tra gli altri spunti, il lavoro presenta le riflessioni del noto sociologo Prof. Roberto Cipriani (Università Roma Tre), di S.E. Mons. Vincenzo Pelvi (Arcivescovo di Foggia-Bovino) e di Padre Mario Villani, ofm (Santuario di San Matteo). Ci sono inoltre altri autorevoli interventi sull’argomento. Interessante è la profonda partecipazione dei pellegrini, in gran parte cerignolani, esplicitata con canti tradizionali, in una ritualità antica fatta di ritmo e musicalità, con voci soliste e coro. C’è un fatto caratteristico: i cantori che precedono il quadro del Santo camminano all’indietro, in modo da rivolgere sempre lo sguardo verso l’immagine recata a spalle da devoti cerignolani.

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Denuncia contro violenza e omofobia domestica nel nuovo video delle Calypso Chaos

Nel nuovo singolo “Chi Non Dice l’Amore” della band femminile Calypso Chaos si racconta una storia scomoda e purtroppo sempre più attuale di violenza e omofobia domestica. L’attrice Elisabetta De Vito,candidata ai David di Donatello per il film “Non Essere Cattivo” è la protagonista del nuovo videoclip

Roma, 23 agosto 2016 – Le Calypso Chaos, band tutta al femminile, debuttano con il singolo “Chi Non Dice l’Amore” e scelgono un cast d’eccezione per il proprio videoclip. L’attrice Elisabetta De Vito, che ha vestito i panni della madre di Luca Marinelli alias Cesare, nel film “Non Essere Cattivo” di Claudio Caligari, anche stavolta si cimenta con un personaggio complesso e sorprendente: una donna ormai adulta che si ritrova a fare i conti con il proprio passato, figlio di scelte sbagliate condizionate dalla presenza morbosa e violenta del padre (interpretato dall’attore Ciro Scalera), il quale le ha proibito di vivere liberamente la vita che avrebbe voluto.

Laura Avallone, cantante e front woman delle Calypso Chaos, alle prese per la prima volta con la sceneggiatura di un videoclip ha infatti dichiarato: “La discriminazione vera, quella più pericolosa, inizia e spesso trova il suo più basso e violento compimento tra le mura di casa, nell’ambiente che dovrebbe proteggerci dall’esterno, quando le mani di chi dice di amarci sono le stesse che ci rovinano la vita.”                                                                

Un punto di vista schietto e disincantato quindi, un’accusa senza mezzi termini alla famiglia tradizionale che se nell’immaginario collettivo rappresenta ancora l’unica alcova perfetta all’interno della quale crescere figli, in realtà, come ci testimoniano i fatti di cronaca più recenti, è spesso teatro di violenze quotidiane e di discriminazioni, soprattutto quando i figli non rispettano le aspettative dei genitori.

“Questo video è dedicato alle migliaia di donne che tutti i giorni subiscono violenze familiari a causa delle proprie scelte o delle proprie diversità”, ha proseguito Laura Avallone: “Nel caso specifico raccontiamo la storia di una ragazza innamorata di una sua collega di Università con la quale non può vivere liberamente la propria storia d’amore a causa dell’ingerenza violenta del padre, arrivando persino a sposarsi pur di compiacerlo”.

Un ritratto purtroppo realistico e disincantato, che obbliga lo spettatore ad una riflessione profonda su uno degli stereotipi più radicati della nostra società.

“E’ chiaro che non vogliamo fare di tutta un’erba un fascio, non tutte le famiglie sono così, ma purtroppo il numero di uxoricidi, di violenze sessuali e i casi di stalking che popolano l’attuale cronaca, stanno crescendo in maniera preoccupante. Le donne e gli omosessuali in particolare sono ad oggi le categorie più colpite da atteggiamenti discriminatori a partire dalle mura di casa fino all’ambiente lavorativo, e non è raro che in alcuni casi si sia arrivati al suicidio. Come donne e come artiste, ci siamo sentite in dovere di porre l’accento su questa questione, nella speranza che la nostra canzone e il nostro video siano di ispirazione per quanti vogliano riappropriarsi della propria vita perché non è mai troppo tardi per essere felici” ha concluso la cantante delle Calypso Chaos.

Prodotto in collaborazione con Fabrizio Federighi, storico produttore della Bandabardò, per la neonata etichetta indipendente Deep Side Music, “Chi Non Dice l’Amore” è il singolo che anticipa l’album delle Calypso Chaos in uscita a fine 2016, album che promette sorprese e spunti di riflessione da prospettive insolite, atteggiamento tipico di queste quattro musiciste romane che sembrano proprio non aver timore diribaltare gli stereotipi e di affrontare a viso aperto le contraddizioni dell’attuale mercato discografico  “pop mainstream”.

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Eugenio Bennato: talk e concerto a Cetara

Doppio appuntamento imperdibile a Cetara, in Costiera amalfitana, giovedi 25 agosto con “Cetara, cuore mediterraneo”, che coniuga un momento di riflessione sulla cultura mediterranea con una vera e propria festa, che ha come protagonista il noto cantautore Eugenio Bennato. “L’evento ‘Cetara, cuore mediterraneo’ inizia alle ore 18,30 alla Torre Vicereale con un talk sulla cultura mediterranea, al quale parteciperanno Eugenio Bennato, interprete indiscusso della canzone mediterranea; Sebastiano Maffettone, presidente della Fondazione Ravello e consigliere per la cultura del governatore della Campania Vincenzo De Luca; Enza Cobalto assessore alla cultura di Amalfi; Giovanni Del Vecchio assessore alla cultura di Cava de’ Tirreni; l’avvocato Costantino Montesanto, autore del libro ‘Cetara sponda del Mediterraneo’, moderati dal giornalista Emiliano Amato, direttore de ‘Il Vescovado’. Una scelta importante per parlare di cultura e di sinergie sul territorio, immaginando possibili percorsi itineranti tra i comuni limitrofi. Al talk non poteva mancare Bennato, un personaggio che è da sempre testimone della cultura mediterranea nel mondo. L’appuntamento prosegue in serata, in Largo Marina, alle ore 21, con l’evento clou dell’estate, il concerto gratuito di Eugenio Bennato al quale invito tutti a partecipare numerosi” ha detto l’assessore alla cultura e al turismo Angela Speranza. Il concerto di Eugenio Bennato fa parte del tour 2016 che prende il titolo dall’ultimo album dell’artista, uscito a gennaio 2016, ‘Antologia 2016 – Canzoni di Contrabbando’ in cui il cantautore presenta una raccolta dei suoi successi e l’inedito: ‘Mon père et ma mère”.

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'Folebaixo duo' in concerto a Salerno

Folebaixo è un duo strumentale brasiliano, formato dal produttore musicale, compositore, bassista e chitarrista Marcelo Pereira e dalla fisarmonicista e tastierista Marina Camargo. Si tratta di un progetto di musica ambient e musica elettronica d'autore che unisce musicisti con strumenti tradizionali combinati con editing audio e software di produzione. Il duo si ispira aila musica da ballo del sud del Brasile come la milonga, la chacarera e chamamé ed è influenzato dal tango argentino.
I brani trasmettono l'atmosfera delle caratteristiche sale di musica strumentale brasiliana, ogni spettacolo, grazie alla sempre diversa interazione tra gli strumenti e le manipolazioni sonore, diventa una performance unica, ricca di improvvisazioni. Il concerto del duo Folebaixo più che musica dal vivo è musica viva.

Nel 2014 il duo è stato selezionato dal progetto World Spirito per rappresentare il Brasile al Festival nostro gioco a Vienna, Austria.

Nel 2015 ha pubblicato il suo album "Lounge"
Il disco è stato nominato tra i Top 100 Album di musica brasiliana nel 2015 da parte del sito Embrulhador.

il 13 Luglio 2016 alle ore21.30
presso lo Studio Sant'Apollonia in Via San Benedetto.
Un progetto internazionale curato dalla Fondazione Alfonso Gatto*,  dal partner'Espírito Mundo' e da Valeriano Forte.
UNO SPETTACOLO da non perdere!

*L'evento rientra nel programma di iniziative per il quarantennale della morte di Alfonso Gatto. Con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e del Comune di Salerno.
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Cesare Catania al Premio Celeste 2016

Al prestigioso “Premio Celeste” 2016 sarà presente anche l'artista Cesare Catania con 2 sue opere, dopo gli importanti riconoscimenti ottenuti dalle recenti esposizioni. La prima opera è “Gospel” dove il tema della musica viene nuovamente affrontato in questo dipinto ad olio, che ritrae una cantante dalla voce impetuosa in un’esibizione gospel. Gli spartiti svolazzano in alto a sinistra, i sassofoni accompagnano il suono sulla sinistra in secondo piano e le mani del pubblico caricano la scena sulla parte bassa del dipinto. I colori ad olio vengono dati sulla tela utilizzando il pennello come se fosse una spatola, imbrattandola letteralmente di pigmenti colorati che accendono il dipinto agli occhi dell’osservatore.

La seconda opera presentata si intitola invece “Letture Estive (Omaggio a Pier Luigi Nervi)”. Questo dipinto ritrae una donna che prende il solesulla spiaggia. Come già visto nelle precedenti opere di Catania, l’autore simbolicamente rappresenta la donna con in capo leggero e spensierato staccato dal corpo e sorretto dalle braccia. In questo caso specifico la metafora della leggerezza è uno scherzo artistico. Ciò su cui si sta cimentando la donna è infatti tutt’altro che leggero. Distesa e aggraziata (lo si capisce dalla greca che contorna il suo corpo, greca che vuole mettere in risalto l’eleganza e la raffinatezza della protagonista), sta studiando infatti la Teoria delle Membrane, teoria che vuole essere per l’autore un omaggio a Pier Luigi Nervi, grande ingegnere italiano del secolo scorso che affascina Cesare Catania per la precisione con cui ha progettato volte sottili e cupole di ogni genere e dimensione. Nel dipinto si possono chiaramente riconoscere sulla sinistra in alto l’ombrellone e in basso tre libri chiusi, in primo piano sulla parte centrale si vedono il seno rotolato via dal corpo della donna e il libro di ingegneria contenente il capitolo su menzionato. Prospetticamente arretrati rispetto al primo piano ma non di secondaria importanza, la protagonista e il sole.

L'ammissione al Premio Celeste è unanuova conferma internazionale per Cesare Catania e sottolinea l’interesse crescente che si sta creando intorno alle sue opere sia da parte della critica che del pubblico. Il primo settembre 2016 ci sarà l’annuncio delle 50 opere e dei 3 progetti finalisti. La mostra finale del Premio Celeste 2016, la votazione e l’aggiudicazione dei premi si svolgeranno presso la prestigiosissima location “The Bargehouse, OXO Tower” a Londra dal 7 al 9 ottobre 2016.  

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Notti d’oro 2016 – incontro di networking Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello in collaborazione con Centro Nazionale del Cortometraggio

 

L’11 giugno, l’Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, in collaborazione con il Centro Nazionale del Cortometraggio, organizza una giornata di incontri tra registi internazionali e professionisti del cinema italiano.

Le Notti d'Oro è l’evento itinerante che propone ogni anno i cortometraggi premiati dalle principali Accademie di Cinema di tutto il mondo, tra cui Oscar, David di Donatello, César, Goya, Bafta. In totale, più di trenta corti e altrettanti registi. La tappa italiana, a cura dell’Accademia del Cinema Italiano-Premi David di Donatello, vedrà 33 corti in programma alla Casa del Cinema di Roma l’8, il 9 e il 10 giugno.

In occasione dell’ottava edizione di questa iniziativa, nella giornata di sabato 11 giugno, l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello sarà per la seconda volta affiancata dal Centro Nazionale del Cortometraggio per l’organizzazione – presso la sede romana dell’AGIS – di un momento di networking professionale. Lo scopo è sfruttare la presenza dei registi dei cortometraggi laureatisi alle varie accademie nazionali per farli incontrare con potenziali coproduttori, buyers e distributori italiani. Ogni regista potrà così cercare un interlocutore italiano per portare il proprio talento nel nostro Paese in vari modi: dalla produzione di progetti futuri alla vendita di prodotti già finiti, alla selezione in festival.

Un’occasione di confronto importante, che si articolerà nel corso della giornata attraverso presentazioni e incontri one-to-one. In base al ruolo di ognuno degli invitati e ai progetti di ciascun regista, infatti, il Centro del Corto si occuperà di coniugare gli interessi di ognuno orchestrando gli incontri.

Uno degli obiettivi più importanti del Centro del Corto è la realizzazione di eventi professionali per favorire lo sviluppo e l’internazionalizzazione dell’industria del cortometraggio italiano. Le notti d’oro offrono un’occasione unica per la scoperta dei talenti e per la collaborazione internazionale.

 

 

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